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Ultime news da "Crisi climatica e adattamento"

19 Dic, 2024
La piattaforma intergovernativa scienza-politica evidenzia in due rapporti ricchi di dati i motivi per cui vanno affrontate insieme sfide globali come l’insicurezza alimentare, la scarsità d’acqua, la salute umana e la scomparsa di specie animali e vegetali
L’Ipbes (Intergovernmental panel for biodiversity and ecosystem services) è la piattaforma intergovernativa scienza-politica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici, spesso definita “l'Ipcc per la Natura”. L’organizzazione internazionale, dopo una settimana di negoziati in plenaria tra i 147 Stati membri a Windhoek, in Namibia, ha approvato due rapporti molto attesi: il Nexus Assessment e il Trasformative Change Assessment (entrambi sono consultabili nei Pdf in fondo all’articolo). Sulla scia dei negoziati globali sulla Convenzione per la diversità biologica in Colombia e sulla Convenzion…

19 Dic, 2024
«L’attivismo permette di trasformare l’ansia in azione costruttiva. Il senso di appartenenza e l’opportunità di agire possono ridurre sentimenti di impotenza»
Ogni anno la probabilità del rischio di eventi climatici estremi come le forti piogge che hanno colpito l’Italia negli ultimi mesi, cresce. Solo negli ultimi vent’anni la probabilità che degli eventi climatici estremi si abbattano sul nostro paese è cresciuta del 9% e non sembra fermarsi. La causa principale degli eventi climatici estremi è il cambiamento climatico causato dall’emissione costante di materiali che inquinano la nostra atmosfera, il nostro suolo e le nostre acque. In Italia i centri urbani ospitano il 56% della popolazione e sono dei veri e propri hotspot per gli eventi climati…

17 Dic, 2024
Il riscaldamento globale mette in pericolo oltre 150 milioni di persone nell’area, ma in Italia solo 1 Comune è già pronto per affrontare i maremoti
Un nuovo studio pubblicato su Scientific reports a valle dei progetti europei di ricerca Savemedcoasts2 e Tsumaps-Neam – entrambi coordinati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) – mostra che previsto aumento del livello del mare causato dal riscaldamento globale, combinato con i movimenti geologici costieri, potrebbe potenzialmente accrescere il rischio per oltre 150 milioni di persone che vivono affacciate sul Mediterraneo. «Alla fine di questo secolo, il livello medio globale del mare potrebbe salire fino a circa 1,1 metri rispetto a oggi – spiega…

17 Dic, 2024
Lo evidenzia una nuova analisi di Climate central: Torino terza città al mondo con maggior numero di giorni invernali sopra 0 gradi centigradi
Il cambiamento climatico ha aggiunto in Italia un’intera settimana di temperature invernali sopra lo zero nella decade 2014-23. A rilevarlo è una nuova analisi realizzata da Climate central, che ha analizzato gli inverni di 123 Paesi e 901 città di tutto il pianeta. Da questa indagine emerge che Torino è la terza città al mondo con il maggior numero di giorni sopra lo 0°C aggiunti dal fenomeno di riscaldamento globale registrato nell’ultimo decennio: ben 30 giorni all’anno (su 64 totali), che sarebbe altrimenti stati sotto lo zero. Peggio di Torino solo Fuji, in Giappone e Kujand, in Tajikist…

16 Dic, 2024
Il vertice dell’Unccd ha deciso di creare un Caucus per i popoli indigeni e uno per le comunità locali dei paesi più a rischio. Approvata anche la continuazione dell’interfaccia scienza-politica e le misure per mobilitare il settore privato nell’ambito dell’iniziativa Business4Land
La Convenzione delle Nazioni Unite per combattere la desertificazione (Unccd) stima che entro il 2030 siano necessari almeno 2,6 trilioni di dollari in investimenti totali per ripristinare più di un miliardo di ettari di terra degradata e costruire resilienza rispetto al grave fenomeno della siccità. Ciò equivale a 1 miliardo di dollari in investimenti giornalieri da qui al 2030 per raggiungere gli obiettivi globali di ripristino del territorio e combattere la desertificazione e la scarsità di acqua. Ebbene, nel corso delle giornate della Cop16 che si è svolta a Riyad…

12 Dic, 2024
La previsione è dell’Organizzazione meteorologica mondiale: entro febbraio ipotizzabile un raffreddamento delle temperature superficiali del Pacifico, ma tempo due mesi e l’effetto svanisce: «Il suo impatto a breve termine non sarà sufficiente a controbilanciare l’effetto di riscaldamento dei gas serra nell’atmosfera»
Se qualcuno pensasse che per contrastare il riscaldamento globale ci verrà in aiuto La Niña, ovvero il fenomeno meteorologico che contribuisce ad abbassare le temperature in alcune aree del pianeta, ebbene, quel qualcuno rimarrebbe deluso: La Niña potrebbe anche arrivare entro la fine di febbraio prossimo, ma è probabile che sia debole e di breve durata. A dirlo è l’Organizzazione meteorologica mondiale (World meteorological organization, Wmo) in un report appena diffuso. Le ultime previsioni della struttura del Wmo denominata Global producing centres of long-range forecasts indicano inf…

12 Dic, 2024
Il Ppe presenta un documento contro lo stop dal 2035 ai motori a combustione interna e a favore di una revisione del sistema di sanzioni che parte nel 2025: «Chi non centra i target di riduzione rischia di pagare 16 miliardi di euro». Ma uno studio di T&E dimostra che la cifra è totalmente infondata
I partiti conservatori europei tornano alla carica contro lo stop nel 2035 alla vendita di auto con motori a combustione interna. A guidarli, a livello di famiglie europee, ci sono il Ppe, l’Ecr di cui fa parte Fratelli d’Italia e altri gruppi di destra radicale. A livello nazionale, a spingere maggiormente c’è il governo italiano insieme a Germania e Francia.  Un primo tentativo d’assalto era stato respinto nei giorni scorsi, quando la vicepresidente Ue ed esponente del partito socialista spagnolo Psoe, Teresa Ribera, all’indomani della notizia che il Ppe stava preparando un…

11 Dic, 2024
È quanto emerge da due indagini diffuse dal World economic forum, che evidenziano perché e quanto convenga alle imprese adottare misure di decarbonizzazione. I green markets, secondo i report, passeranno da 5 a 14 trilioni di dollari entro il 2030
Punto primo: le aziende che non riescono ad adattarsi ai rischi climatici come il caldo estremo potrebbero perdere fino al 7% dei guadagni annuali entro il 2035, quasi la metà dell'impatto provocato dalla pandemia da Covid-19, con i settori delle telecomunicazioni, dei servizi pubblici e dell’energia che risulteranno più esposti di tutti. Punto secondo: si prevede che i cosiddetti green markets si espanderanno da 5 trilioni di dollari a 14 trilioni di dollari entro il 2030, creando opportunità per quanti si muoveranno per primi di ottenere un grande vantaggio competitivo. Punto terzo: le azie…