
Climatica25, ecco linee guida e corso di formazione per dare forma ai Paesc dei Comuni toscani
La lotta contro la crisi climatica in corso, che solo poche settimane fa ha scaricato sulla Toscana la sesta grande alluvione negli ultimi 18 mesi, è composta da due pilastri: mitigazione e adattamento. Il primo serve a ridurre le emissioni di gas serra, legate in primis all’impiego dei combustibili fossili, per evitare che il surriscaldamento globale coi suoi eventi meteo estremi peggiori ancora; il secondo serve a dotare i territori delle opere necessarie – dagli invasi alle città spugna – per far fronte alla quota parte di cambiamento climatico che ormai non possiamo evitare, perché già qui per restare.
Sul fronte dell’adattamento la Regione ha già lanciato a marzo (con la media partnership di greenreport) il percorso di formazione e informazione Meno rischio in Toscana, che conta oltre 900 iscritti tra amministratori, tecnici e professionisti del territorio; oggi è stato presentato il secondo tassello, Climatica25, in un evento organizzato al Teatro della Compagnia di Firenze da Regione e Agenzia regionale recupero risorse (Arrr) in collaborazione con Anci e Upi Toscana, che ha visto coinvolti sindaci, amministratori locali e tecnici degli enti pubblici.
Si tratta, anche in questo caso, di mettere in campo un percorso di formazione – insieme ad apposite linee guida – per aiutare i Comuni a redigere i propri Piano di azione per l’energia sostenibile e il clima (Paesc), ovvero i documenti che servono a dimostrare come le varie Amministrazioni comunali intendano raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, verso l’obiettivo della neutralità climatica al 2050.
«Oggi stiamo contribuendo con questo percorso di formazione, per cui ringrazio la nostra Agenzia regionale Arrr – dichiara il presidente della Regione, Eugenio Giani – a dare ai nostri Comuni e ai nostri tecnici gli strumenti per affrontare al meglio la sfida della decarbonizzazione, ma anche per proteggere le comunità più vulnerabili. Non si tratta solo di proteggere l’ambiente, ma di costruire un futuro che sia socialmente che ambientalmente sostenibile per tutti».
Il percorso, inevitabilmente, passa dall’ampia diffusione degli impianti rinnovabili sui territori, che rappresentano anche una leva fondamentale per ridurre le bollette di cittadini e imprese: «Vogliamo essere un’avanguardia dell’energia pulita – conferma Giani – Per ottenere questo risultato chiaramente partiamo dalla significativa percentuale che già oggi deriva dalla geotermia, destinata a crescere ulteriormente grazie all’accordo stretto con Enel green power per il rinnovo delle concessioni, che garantisce maggiore potenza dall’ammodernamento degli impianti, sfruttando al meglio la potenza geotermica e limitando la dispersione. Anziché costruire numerose nuove centrali ne saranno realizzate solo tre ed a basso impatto ambientale grazie a filtri di nuova generazione. Un accordo simile potrà essere stretto sull’idroelettrico, andando ad aumentare in maniera significativa anche quella componente senza impatti significativi sul territorio. Infine sul fronte del fotovoltaico è importante fare scelte di buon senso, che ci portino ad un raddoppio dell’attuale percentuale di energia ricavata da questa fonte senza snaturare il territorio. Insomma stiamo lavorando per una Toscana Green, che nascerà proprio da questi Piani, Comune per Comune, assecondando quelle che sono le pulsioni e le caratteristiche di ogni territorio».
«I Paesc – aggiunge nel merito l’assessora all’Ambiente della Regione, Monia Monni – sono uno strumento fondamentale per contribuire a costruire, con un approccio sistemico alla sfida della crisi climatica, una Toscana più sana, più verde e più inclusiva, in cui i cambiamenti necessari non siano mai una barriera, ma un'opportunità di crescita e benessere per tutti i cittadini. Oggi stiamo contribuendo con questo percorso di formazione, per cui ringrazio la nostra agenzia regionale Arrr, a dare ai nostri comuni e ai nostri tecnici gli strumenti per affrontare al meglio la sfida della decarbonizzazione, ma anche per proteggere le comunità più vulnerabili. Non si tratta solo di proteggere l’ambiente, ma di costruire un futuro che sia socialmente che ambientalmente sostenibile per tutti».
Guardando ai prossimi passi, l’attività di progettazione e formazione sui Paesc che sta mettendo in campo l’Arrr è rivolta a tutte le pubbliche amministrazioni: «Abbattere le emissioni di carbonio e, contestualmente, iniziare a rendere i territori resilienti rispetto ai cambiamenti climatici è l’obiettivo dei Paesc e di questo percorso, pensato – conclude il direttore dell’Agenzia, Stefano Bruzzesi – per fornire a tutti gli attori coinvolti gli strumenti necessari per elaborare, comprendere e gestire i Piani stessi. L’Agenzia elaborerà delle Linee guida per lo sviluppo dei Paesc articolate a livello provinciale, che verranno messe a disposizione di tutte le amministrazioni toscane. Inoltre a partire dal 15 aprile sarà avviato un vero e proprio percorso formativo, al quale sarà possibile iscriversi tramite il sito di Arrr www.arrr.it». Il corso gestito da Arrr sarà disponibile sia in presenza che online: fornirà ai tecnici e agli amministratori locali garantire un approccio pratico e concreto alla decarbonizzazione dei territori.
