
Raee, la Toscana è sul podio d'Italia per raccolta procapite di rifiuti elettrici ed elettronici
È stato pubblicato oggi il nuovo rapporto regionale del Centro di coordinamento (Cdc) Raee, che conferma il buon posizionamento nazionale della Toscana con 30.399 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) raccolte nel corso dell’ultimo anno.
I dati riguardano i soli Raee domestici – quello riguardante anche i professionali è atteso a luglio – e mostrano un incremento annuale (+2,5%) pienamente in linea con l’andamento nazionale evidenziato dal Cdc pochi giorni fa.
Nel rapporto pubblicato oggi il Cdc sintetizza i risultati ufficiali conseguiti da tutti i Sistemi collettivi che si occupano del ritiro Raee presso i centri di raccolta comunali e i luoghi di raggruppamento organizzati dalla distribuzione, e della gestione dei rifiuti tecnologici in Italia, comprendendo anche i flussi raccolti dalla multiutility Hera.
Guardando ai dati assoluti la Toscana si confermi ancora una volta al quinto posto della classifica nazionale per quantitativi complessivi di Raee raccolti; nel 2024 migliora (+2,5%) anche la raccolta pro capite che si attesta a 8,30 kg per abitante, valore ben al di sopra della media italiana (6,07 kg/ab). La buona performance non impatta però in termini di classifica nazionale e la Toscana si conferma ancora una volta in terza posizione.
Guardando ai singoli raggruppamenti nei quali vengono suddivisi e raccolti i Raee, il rapporto evidenzia che sul risultato complessivo ha influito negativamente solo il calo di Tv e monitor (R3) che registra una flessione del 7,6%, da considerarsi ancora fisiologica e in linea con l’andamento nazionale (-10,9%). Compensano questo decremento le crescite di tutti gli altri raggruppamenti a partire dai piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4) che registra il +8,1% e che si traduce in una raccolta di 6.968 tonnellate, 522 in più rispetto al 2023. Segue sorgenti luminose (R5) con il +4,9% per un totale di 99 tonnellate. Freddo e clima (R1) cresce del 3,6% e si porta a 7.734 tonnellate, mentre grandi bianchi (R2) incrementa del’1,4% e si porta a 12.811 tonnellate complessive.
A livello geografico, invece, con 10,67 kg/ab (+6,4%) la provincia di Livorno conquista il primo posto nella classifica regionale per raccolta pro capite, spodestando Pistoia che diventa seconda con 10,36 kg/ab (-16,5%): la provincia livornese guadagna due posizioni anche nella classifica nazionale dove risulta terza, al contrario Pistoia passa dal secondo al quinto posto a livello italiano.
Più in generale, il miglior incremento è appannaggio della provincia di Massa Carrara che vede crescere la propria raccolta del 14,8% e si porta a 1.219 tonnellate. La seguono la provincia di Firenze con il +7,2% che si traduce in 8.185 tonnellate, valore che conferma il suo primato regionale per volumi complessivi. Performance molto simile (+7,1%) per la provincia di Grosseto che raggiunge così le 1.836 tonnellate.
Con il +6,1% sale invece a 3.483 tonnellate la provincia di Livorno, mentre Lucca registra il +5,6% per un totale di 3.792 tonnellate avviate a corretto riciclo. Seguono le province di Pisa con il +3,8% per un totale di 3.219 tonnellate, di Arezzo con il +1,6% per un totale di 2.466 tonnellate e di Siena con il +1,6% per un totale di 1.969 tonnellate.
Fanno eccezione due province: Pistoia e Prato. La prima perde il 16,4% dei volumi raccolti nel 2023 e si ferma a 3.003 tonnellate, ben 589 in meno. Più contenuta (-6,7%) la flessione della provincia di Prato la cui raccolta scende a 1.228 tonnellate.
«Nel 2024 la Toscana prosegue la scalata verso il traguardo stabilito dalla Comunità Europea ed è molto positivo che quasi tutte le province concorrano al raggiungimento del risultato atteso – commenta Fabrizio Longoni, direttore generale del Cdc – Livorno, Pistoia e Lucca sono molto vicine al target e questo testimonia che l’obiettivo sia assolutamente conseguibile. Se a queste province si può solo chiedere di mantenere inalterato l’impegno finora profuso, ve ne sono altre che invece occorre stimolare a fare sempre meglio. La provincia di Massa Carrara è già sulla buona strada: un incremento della raccolta di quasi 1 kg/ab in un anno è un risultato significativo. La provincia di Prato, invece, deve inevitabilmente invertire la rotta. Invito quindi istituzioni e autorità a puntare su una rete di raccolta sempre più strutturata e capillare nell’intera regione, comprensiva di tutti i soggetti responsabili dell’attività. Mi riferisco in particolar modo agli operatori della distribuzione, che dallo scorso novembre hanno l’obbligo di gestire nell’ambito del sistema Raee i rifiuti elettronici ritirati in modalità 1 contro 1 e 1 contro 0. Sarebbe pertanto importante coinvolgerli in momenti formativi e maggiori controlli a riguardo».
