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L’innalzamento dei mari mette a rischio Venezia, nonostante il Mose

Uno studio dell’Ingv fornisce mappe dettagliate dei possibili scenari di inondazione per il 2050, il 2100 e il 2150, in assenza di sistemi di protezione della laguna da livelli del mare più alti di oggi
 |  Prevenzione rischi naturali

Ultimamente vengono pubblicati con sempre più frequenza studi scientifici che evidenziano i rischi legati ad aumento delle temperature, scioglimento dei ghiacci e innalzamento del livello dei mari. L’Agenzia europea per l’ambiente ha segnalato il mese scorso che il livello medio globale del mare è aumentato di circa 21 centimetri dal 1900, facendo registrare un progressivo ritmo accelerato e che ha raggiunto il suo valore più alto di sempre nel 2023. Ed è di pochi giorni prima un altro studio realizzato da un team internazionale di ricercatori secondo il quale il livello aumenterà di due metri entro il 2100.  Spostando lo sguardo poco più avanti, sempre l’Agenzia europea per l’ambiente fa sapere che le simulazioni per il futuro che includono la possibilità di una rapida disintegrazione delle calotte polari proiettano un aumento fino a 5 metri nel 2150.

Ebbene, ora dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia arriva un focus su quel che può comportare per una città come Venezia uno scenario rispondente agli ultimi dati raccolti. Cosa dice in sintesi? Che il Mose non riuscirà a proteggere le prossime generazioni perché a causa dell’innalzamento dei mari e dell’abbassamento del terreno (fenomeno noto come subsidenza), Venezia e la sua laguna potrebbero essere esposte a inondazioni estreme entro il 2150.

Si legge infatti nello studio dal titolo “Multi-Temporal Relative Sea Level Rise Scenarios up to 2150 for the Venice Lagoon (Italy)” che di fronte a scenari critici come quelli previsti dalle ultime indagini si potrebbe fare ben poco per l’intera laguna. Il Mose, attualmente progettato per proteggere Venezia dalle acque alte fino a un’altezza di 3 metri di differenza tra il mare aperto e la laguna, e un livello medio del mare calcolato anche a 60 cm nel 2100, potrebbe essere superato dal mare verso la fine di questo secolo. Condotto dai  ricercatori Ingv in collaborazione con enti italiani e stranieri, lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica ‘Remote Sensing’, e ha analizzato le proiezioni climatiche più aggiornate dell’ Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) - che pure risulterebbero delle proiezioni calcolate per difetto, secondo gli studi citati in apertura - e i dati geodetici disponibili per stimare  l'estensione delle superfici esposte all’allagamento nei prossimi decenni, a causa dell’aumento del livello marino.

«L’indagine è stata condotta con lo scopo di fornire informazioni sulla prossima evoluzione dell’innalzamento del livello del mare nella Laguna di Venezia per comprendere come questo possa influenzare una delle città più iconiche al mondo», afferma, Marco Anzidei, primo autore della ricerca dell’Ingv.  «Per stimare gli effetti dell’aumento del livello del mare nella Laguna di Venezia entro il 2150, lo studio ha adottato un approccio multidisciplinare basato su differenti tipologie di dati, tra i quali quelli geodetici provenienti dalle reti di stazioni Global navigation satellite system, note come Gnss, i dati satellitari Synthetic aperture radar - Sar (che insieme alle stazioni Gnss consente di  misurare i movimenti del suolo con precisione millimetrica), le serie temporali del livello del mare raccolte dalla rete di mareografi dall’Ispra e dal Centro previsioni e segnalazioni maree del comune di Venezia e i dati topografici ad alta risoluzione messi a disposizione dal CO.RI.LA e dal Mase,» spiegano Marco Anzidei e Cristiano Tolomei, ricercatori dell’Ingv.  

Le analisi condotte hanno permesso di proiettare i livelli del mare attesi per la Laguna di Venezia fino al 2150, fornendo anche mappe dettagliate dei possibili scenari di inondazione per il 2050, il 2100 e il 2150, in assenza di sistemi di protezione della laguna da livelli del mare più alti di oggi.   «I risultati indicano che nel peggiore dei casi il livello del mare del 2150 potrebbe aumentare fino a 3,47 metri sopra il riferimento della stazione mareografica di Punta della Salute, situata nel Canale della Giudecca, in caso di eventi estremi di alta marea, simili a quelli avvenuti nel 1966 e più recentemente nel 2019. Il territorio potenzialmente sommerso entro il 2150, inoltre, raggiungerebbe i 139 km², con un'estensione che potrebbe arrivare a 226 km² (pari al 64% dell’area investigata) in caso di queste acque alte eccezionali.  I dati evidenziano che senza ulteriori interventi specifici Venezia sarà maggiormente esposta a fenomeni di inondazione, con un impatto significativo sulla popolazione e sul patrimonio storico», aggiungono Tommaso Alberti e Daniele Trippanera, ricercatori dell’Inv. 

Conclude Marco Anzidei: «Gli scenari delineati suggeriscono che è necessario intraprendere prima possibile degli aggiornamenti alla pianificazione territoriale e ai piani di rischio da parte dei decisori politici e degli enti locali, con azioni concrete per proteggere Venezia e la sua laguna. Solo attraverso una gestione responsabile e consapevole, sarà possibile preservare la città, la sua popolazione e un patrimonio culturale unico al mondo dalle conseguenze dell'innalzamento del livello del mare atteso nei prossimi decenni».

Redazione Greenreport

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