Skip to main content

I piani attuali prevedono fondi per 1.871 miliardi di euro fino 2050, ma la Commissione europea stima che il fabbisogno reale potrebbe variare tra 1.994 e 2.294 miliardi di euro

Rete elettrica Ue, la Corte dei conti europea: servono più investimenti per la transizione energetica

Un’analisi dell’organo contabile comunitario, in linea con le previsioni di Bruxelles, evidenzia che quanto attualmente stanziato è insufficiente per far fronte alla futura domanda di elettricità e per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione
 |  Nuove energie

I Paesi dell’Unione europea sono percorsi da 11,3 milioni di chilometri di cavi e linee elettriche che portano l’energia elettrica a 266 milioni di utenti. Per rafforzare l'autosufficienza energetica dell'Ue e combattere il cambiamento climatico, è essenziale che questo complesso sistema sia al passo con le più moderne tecnologie, in grado di integrare maggiori quantità di energia rinnovabile e di adattarsi a un aumento dell'elettrificazione. Tuttavia, secondo una recente analisi della Corte dei conti europea, l'UE deve intensificare gli sforzi in questo ambito. La maggior parte della rete elettrica europea risale infatti al secolo scorso, con quasi metà delle linee di distribuzione che superano i 40 anni. «Per garantire la competitività e l’autonomia dell’Ue, occorrono infrastrutture moderne che possano sostenere la nostra industria e mantenere i prezzi accessibili», spiega Keit Pentus-Rosimannus, membro della Corte responsabile dell’analisi. «Si prevede che la domanda di energia elettrica nell’UE sarà più che raddoppiata entro il 2050; sono dunque inevitabili notevoli investimenti nella rete. Bisogna però utilizzare ogni strumento disponibile per ridurre al minimo il fabbisogno d’investimenti: nuove tecnologie, soluzioni di stoccaggio e reti più flessibili possono tutte contribuire a tenere bassi i costi».

I piani attuali prevedono investimenti per 1.871 miliardi di euro tra il 2024 e il 2050, ma la Commissione europea stima che il fabbisogno reale potrebbe variare tra 1.994 e 2.294 miliardi di euro. La modernizzazione è ostacolata da problemi di pianificazione, lunghe procedure di autorizzazione e scarsa accettazione pubblica. La Corte suggerisce dunque una serie di misure da mettere in campo, come un miglior coordinamento nella pianificazione delle reti, la razionalizzazione delle autorizzazioni e l'impiego di tecnologie moderne per ottimizzare il sistema elettrico.

Inoltre, strumenti come i contatori intelligenti e le comunità energetiche possono aiutare a gestire meglio la domanda e la produzione di energia. I quadri normativi sono cruciali per le decisioni di investimento, sottolinea tra l’altro la Corte dei conti europea. Le modalità di finanziamento sono particolarmente importanti, dato che alcuni gestori si trovano ad affrontare un aumento dei rischi di credito e faticano a reperire i fondi necessari per gli investimenti iniziali. La normativa determina dunque il guadagno e la remunerazione dei gestori.

Di solito, agli utenti vengono addebitate tariffe di rete, che generalmente consentono ai gestori di ottenere un utile sui loro investimenti nella rete, coprendo al contempo anche l'ammortamento degli attivi e le spese operative. Tuttavia, è difficile trovare un equilibrio tra soddisfare il fabbisogno di investimenti e garantire che le bollette dell'energia elettrica restino accessibili per i consumatori, specie per le famiglie e le industrie ad alta intensità energetica. È difficile, viene infine segnalato, prevedere l'impatto di lungo termine che avranno sulle bollette dell'energia elettrica gli investimenti nella rete e l'integrazione delle fonti rinnovabili.

Per quanto riguarda l’Italia e il fronte investimenti in questo settore, è di pochi giorni fa la notizia che Terna investirà 23 miliardi di euro sulla rete elettrica nazionale ad alta tensione in 10 anni. La società che gestisce la rete elettrica nazionale in alta e altissima tensione ha presentato il nuovo Piano di sviluppo al 2034, che prevede questo stanziamento sostanzialmente in linea col dato recentemente stimato da Bankitalia.

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.