
Attorno alla Terra c’è una nuvola di 1,2 milioni di rifiuti spaziali, che continua a crescere
Durante la 9a Conferenza europea sui detriti spaziali, l’Agenzia spaziale europea (Esa) ha prodotto il breve documentario “Space Debris: Is it a Crisis?”, per fare il punto su quella che sembra una domanda retorica.
La Terra è circondata da migliaia di satelliti che svolgono un lavoro importante per fornire servizi di telecomunicazione e navigazione, aiutarci a capire il nostro clima e rispondere a domande fondamentali sull'Universo.
Tuttavia, con il rapido aumento delle attività spaziali, questi satelliti si trovano a navigare in orbite sempre più congestionate in un ambiente attraversato da flussi di frammenti di detriti in rapido movimento derivanti da collisioni e frammentazioni nello spazio.
Ogni frammento può danneggiare altri satelliti e si teme che una reazione a catena di collisioni possa rendere inutilizzabili alcune orbite intorno alla Terra. Inoltre, non si conosce ancora l'entità dei danni derivanti dal drastico aumento dei lanci e del numero di oggetti che rientrano nella nostra atmosfera e negli oceani.
In base ai dati Esa, intorno alla Terra orbita una nuvola di 1,2 milioni di rifiuti spaziali delle dimensioni di oltre un centimetro (oltre 50mila superano i 10 cm), quando basta per danneggiare satelliti e stazioni spaziali. Un volume che continua a crescere: l’Esa stima che le frammentazioni avvenute nel 2024 abbiano fatto aumentare i detriti in orbita di almeno 3mila unità.
Per invertire la rotta, l'Esa ha lanciato il programma Zero Debris Approach, per limitare i rifiuti spaziali entro il 2030, la cui efficacia attende di essere misurata sul campo.
