
Cresce del 2,5% la raccolta dei Raee, ma siamo ancora lontani dall’obiettivo Ue

Cresce la raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) domestici. Il nuovo Rapporto annuale del Centro di coordinamento Raee evidenzia che lo scorso anno in Italia sono stati avviate a corretto riciclo da tutti i sistemi collettivi consorziati quasi 360mila tonnellate di questi rifiuti. Un dato che equivale al 2,5% in più rispetto al 2023 e che si traduce in una raccolta pro capite che sale a 6,07 kg/ab. Il risultato è positivo, ma non quanto sarebbe necessario per assicurarci il raggiungimento in tempi ragionevoli dell’obiettivo Ue, fissato al 65%: il target comunitario è riferito alla performance sulla raccolta dei Raee domestici e professionali che sarà esaminata in un rapporto che verrà presentato tra qualche mese, non in quello odierno, e l’auspicio è che l’incremento sia di una consistenza tale da lasciarci ampiamente alle spalle il 30,24% registrato in passato. Ora i dati relativi al 2024 fanno ben sperare, ma indicano anche che il lavoro ancora da fare è tanto. A livello geografico, pressoché tutte le regioni evidenziano incrementi o stabilità nei quantitativi raccolti. La Valle d’Aosta torna prima per raccolta pro capite con 10,34 kg/ab, mentre la Campania si conferma ancora una volta ultima con poco più di 3 kg/ab. Nel complesso, il rapporto che sintetizza i risultati della raccolta complessiva effettuata in Italia da tutti i sistemi collettivi dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche consorziati presenta dunque diverse luci e ombre.
Nel dettaglio, nel corso dello scorso anno i sistemi collettivi consorziati del Centro di coordinamento hanno gestito complessivamente 358.138 tonnellate di rifiuti elettronici, circa 9.000 in più rispetto al 2023. A questo dato si deve poi aggiungere la raccolta volontaria effettuata dai singoli consorzi, che ammonta a 964 tonnellate. Per il Cdc Raee si tratta di un dato positivo perché riferisce di una ripresa della crescita della raccolta dopo la flessione emersa nel biennio precedente. L’incremento si lega soprattutto alle buone performance dei rifiuti di elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici (raggruppamento 4) che riescono finalmente a contrastare il perdurante calo fisiologico dei volumi di Tv e monitor avviati a riciclo (raggruppamento 3) che risentono ancora degli effetti legati all’erogazione del Bonus Tv dal 2021.
«Sebbene ancora lontano dagli obiettivi di raccolta fissati dall’Unione europea, questo risultato è la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che il sistema ha tutte le carte in regola e le risorse per contrastare dinamiche fisiologiche e per continuare a migliorare le proprie performance di raccolta», commenta Giuliano Maddalena, presidente del CdC Raee. «Gli ottimi risultati registrati dai piccoli Raee sono infatti la dimostrazione dell'efficacia delle attività di microraccolta e comunicazione che vede impegnati ormai da diversi anni in modo diretto e indiretto i produttori di Aee e i loro sistemi collettivi tramite l’erogazione di contributi economici previsti negli Accordi di programma. Investimenti che sono stati stanziati anche nel corso del 2024, a cui si aggiungono finanziamenti mirati all'efficientamento del sistema destinati ai Comuni per un totale complessivo di oltre 29 milioni di euro». Altrettanto essenziali al conseguimento di questi risultati, viene sottolineato, sono state le molteplici attività e iniziative in termini di comunicazione e sensibilizzazione ambientale, di promozione di nuove relazioni con enti pubblici e privati, realtà istituzionali e associative che si trovano a gestire grandi quantitativi di Raee domestici nell’ambito della propria mansione.
Una valutazione positiva dei risultati di raccolta 2024 emerge per il Cdc Raee anche dall’analisi a livello di singole regioni, che mostra un incremento o una stabilità nei volumi raccolti, con variazioni superiori al 5% in cinque di esse. Si tratta di Valle d’Aosta (+8,7%), Lombardia (+7,8%), Friuli Venezia Giulia (+6,3%), Veneto (+6,2%) e Basilicata (+5,9%). Fanno eccezione tre regioni: Molise (-17,7%), Emilia Romagna (-3,2%) e Calabria (-1,9%). L’analisi in termini di macroaree mostra invece che a trainare la raccolta nazionale è stato il Nord Italia con un incremento del 4,1% rispetto al 2023, seguito dal Centro Italia con il +1,8%. In leggero calo (-0,2%) invece il contributo del Sud Italia.
In forza di questa performance, le regioni del Nord consolidano il primato per volumi di raccolta complessiva, pari a 188.860 tonnellate, che porta al 52,7% l’incidenza sulla raccolta nazionale, e nella raccolta pro capite (6,87 kg/ab), superiore alla media nazionale.
Con 67.577 tonnellate, la Lombardia mantiene saldamente il primo posto per volumi totali raccolti mentre la Valle d’Aosta si conferma prima per raccolta pro capite a livello di area con 10,34 kg/ab, ma soprattutto riconquista il primo posto nel ranking nazionale.
Accanto alle già citate Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezi Giulia, Veneto ed Emilia Romagna, le restanti regioni del Nord registrano tutte incrementi nella raccolta, seppure più contenuti: Trentino Alto Adige +4,7%, Piemonte +2%, Liguria +0,8%.
Tutte confermano valori di raccolta pro capite superiori alla media nazionale e tra le prime dieci a livello nazionale, con un range compreso tra 10,34 kg/ab della Valle d’Aosta (prima) e 6,75 kg/ab della Lombardia (decima). Fa eccezione il Piemonte che nonostante il +2,2% si ferma a 5,56 kg/ab.
La raccolta del Centro Italia raggiunge le 81.261 tonnellate, con un’incidenza del 22,7% sulla raccolta nazionale. L’incremento dell’1,8% registrato in termini di volumi complessivi è pressoché frutto delle performance di Toscana, che segna il +2,5% rispetto al 2023, delle Marche, che cresce del 2%, e del Lazio (+1,8%) che con 30.583 tonnellate avviate a corretto riciclo si conferma leader per volumi di raccolta nella macroarea. Pressoché o del tutto invariati invece i risultati di Abruzzo e Umbria che è fanalino di coda nella raccolta di area con 5.136 tonnellate.
La raccolta pro capite di area sale a 6,26 kg per abitante, anch’essa superiore alla media nazionale, ma dall’analisi dei risultati delle singole regioni emerge che nonostante tutte le regioni risultino in crescita rispetto al 2023, solo le Marche (6,24 kg/ab) e la Toscana superano il dato medio nazionale. Quest’ultima con 8,30 kg/ab si conferma prima a livello di area e terza a livello nazionale. Al contrario, con 4,64 kg/ab l’Abruzzo si conferma ultima tra le regioni del Centro e scende alla penultima posizione della classifica nazionale.
Infine, il Sud: i volumi di questa macroarea si consolidano a 88.017 tonnellate, pari al 24,6% dei quantitativi complessivi avviati a corretto riciclo. Impattano sulla performance del Sud Italia i risultati molto negativi del Molise e della Calabria come già evidenziato in precedenza. Compensa al contrario solo la Basilicata (+5,9%) mentre le restanti regioni registrano andamenti pressoché invariati.
Nonostante il risultato poco brillante, con 23.546 tonnellate la Sicilia rimane al primo posto per volumi di raccolta complessiva, seguito dalla Puglia con 18.101 tonnellate e dalla Campania con 16.897 tonnellate. Ultimo posto, sempre più distaccato dalle restanti regioni dell’area per il Molise con solo 1.456 tonnellate.
Migliora seppure in modo contenuto la raccolta pro capite dell’area, pari a 4,75 kg per abitante, ben al di sotto della media italiana. Va però detto che a eccezione di Molise e Calabria, i singoli valori regionali migliorano tutti, con variazioni comprese tra il +0,7% della Campania e il +7,5% della Basilicata il cui dato pro capite sale così a 7,18 kg/ab che si traduce nell’ottava posizione a livello nazionale. Il primato a livello di area spetta ancora una volta alla Sardegna con 9,67 kg/ab, ma l’incremento contenuto (+1,2%) la fa scendere al secondo posto nella graduatoria complessiva. Tutte nella parte finale della classifica italiana invece le restati province con la Campania ancora una volta in ultima posizione con solo 3,02 kg/ab, di fatto la metà della media nazionale.
