
Autorità Idrica Toscana: «Il dissalatore dell’Elba è utile e sicuro»

Per rispondere indirettamente alle nuove recenti polemiche all’Elba, con l’annuncio del Comune di Capoliveri di un ricorso al Consiglio del ministri, l’Autorità idrica Toscana (ATI) richiama l’opinione di un amministratore di Ventotene, cioè la realtà che gli anti-dissalatore elbani hanno presentato come esempio negativo simbolo del disastro ambientale della dissalazione.
L’assessore all’ambiente del Comune di Ventotene Francesco Carta, interpellato a pochi giorni dalla ripartenza del progetto “Prima l’Acqua”, i webinar dell’Autorità Idrica Toscana e di ASA Livorno su qualità dell’acqua e dissalazione sulla costa e nell’arcipelago toscani, ha detto che «La dissalazione va fatta dove è utile e indispensabile. Dove non ci sono alternative di approvvigionamento si possono installare i dissalatori, a condizione che vengano realizzati e gestiti bene. La dissalazione è una tecnica di produzione di acqua dolce da acqua di mare ma è essenziale l’aggiunta di sali all’acqua prodotta, in primis calcio e magnesio».
Il direttore di AIT, Alessandro Mazzei, spiega: «Abbiamo voluto sentire il Comune di Ventotene perché la loro è stata un'esperienza in partenza negativa e all'Elba non vogliamo commettere nessun errore. L’esperienza di Ventotene ci aiuta così a progettare e gestire all'Elba un dissalatore che non avrà quelle problematiche, ma sarà efficace al massimo, per tutta la popolazione e le attività economiche elbane».
Carta ha raccontato che «All’inizio a Ventotene era stato allacciato il dissalatore direttamente alla rete idrica, senza mineralizzare l’acqua prodotta. Adesso l’impianto fornisce acqua a circa 300 residenti che vivono sull’isola nel periodo invernale e a oltre 4.000 abitanti nel periodo estivo. L’impianto è entrato in funzione a novembre del 2017 ma fino a giugno 2019 produceva un’acqua di soli 4 gradi francesi, in pratica acqua distillata, che aveva eroso i tubi assumendo forti caratteristiche di torbidità. Nel giugno 2019 sono iniziati i trattamenti di mineralizzazione, con l’aggiunta di calcio e magnesio, e la situazione è migliorata anche se ancora oggi l’impianto eroga acqua con durezza di circa 13 gradi francesi, che resta al di sotto dei limiti di legge. Certamente, rispetto a tre anni fa la situazione è migliorata, ma c’è da fare ancora molto per arrivare ad avere un servizio efficiente. E’ vero che forse piove di meno ma le reti idriche del nostro territorio, anche in continente disperdono acqua in percentuali insopportabili. Nel sud della nostra provincia si giunge al 70% con costi energetici inauditi. Dunque, piuttosto che cercare altra acqua cerchiamo di non sprecare quella che abbiamo».
E pensare che proprio Carta aveva partecipato quest’estate a un incontro pubblico a Capoliveri, convocato dal Comune per dimostrare che i dissalatori sono un disastro ecologioco, e che, dopo quell’iniziativa, il sindaco del Comune elbano, Walter Montagna, disse: «Il nostro Comune è impegnato nella ridiscussione del progetto e nel cercare di far ripensare la Regione sull’opportunità di questo tipo di intervento che ci creerebbe dei danni. La presenza dell’assessore Carta è stata importante perché ci ha portato la testimonianza di quello che è avvenuto a Ventotene dopo la realizzazione del dissalatore».
A poche settimane di distanza l’assessore di Ventotene dà ragione a chi il dissalatore vuole farlo…
Secondo l’AIT, proprio l’esperienza di Ventotene fa capire che «Anche dove le prestazioni devono migliorare il dissalatore non è in discussione anche perché produce l’acqua necessaria al costo di 3 euro/mc, mentre portare l’acqua con le navi dal continente costerebbe non meno di 12 euro/mc».
Luca Lucentini, un esperto dell’Istituto Superiore di Sanità che da anni lavora proprio sulla qualità delle acque italiane, ricorda che «La questione delle durezza dell’acqua è un tema importante ma che non pone l’acqua stessa fuori dai parametri di legge della potabilità. Conosco bene la situazione di Ventotene e so che in questi ultimi anni la situazione è migliorata, ma lì si partiva da una gestione non corretta del dissalatore. Quindi non è il dissalatore in sé ad aver creato problemi, ma la mancata mineralizzazione delle acque fino a qualche anno fa. Riguardo invece alla situazione della durezza dell’acqua, la durezza è un parametro indicatore raccomandato, cioè è da intendere sul lungo periodo. Vale a dire che non ci sono problemi se l’acqua è per tempi brevi sotto i 15° francesi, poiché il minore o maggiore livello di durezza non vuol dire che l’acqua non è potabile. E certamente è compito delle ASL locali stabilire la potabilità delle acque. Quindi se non ci sono interventi delle ASL significa che le acque sono potabili».
Questi problemi che Ventotene si trova a gestire potrebbero esserci anche all’isola d’Elba? AIT lo esclude nella maniera più assoluta. E, proprio in riferimento alla qualità dell’acqua, gli uffici tecnici di AIT sfanno presente che «All’Elba, in località Mola, c’è la possibilità di captare acque locali dure e miscelarle in parte con quelle del dissalatore per raggiungere il corretto livello di sostanze minerali disciolte per la loro immissione in rete».
Lucentini conferma che «Questo miscelamento con le acque di Mola è una scelta ottima perché permette uno scambio in loco tra dissalazione e mineralizzazione che è il massimo auspicabile per un’acqua dissalata da mineralizzare».
Mazzei conclude facendo notare che «Come sosteneva l’assessore Carta, a Ventotene il problema è stato relativo a una cattiva gestione dell’impianto di dissalazione: Nessuno può minimamente mettere in relazione la vecchia situazione di Ventotene con il nuovissimo dissalatore che sarà costruito all’Isola d’Elba e che produrrà acqua a un costo non superiore a 1 euro/mc. Il nostro sarà un impianto che garantisce alta qualità della risorsa idrica prodotta; uno scarico a mare rispettoso dell’ambiente costiero e marino, flora e fauna comprese; una soluzione per la messa in sicurezza dell’Elba e per la sua stabilità economica. Infatti le infrastrutture che funzionano sono la base fondamentale perché l’economia si sviluppi e funzioni».
