Skip to main content

La scarsità d'acqua prossima ventura

L’efficienza idrica non può aumentare all'infinito, occorre aumentare la dissalazione e tutte le altre opzioni
 |  Acqua

Nel 1995, un famoso esperto di risorse idriche sudafricano, Bill Pitman, illustrò in maniera molto concisa che già allora i suo Paese combatteva contro una crescente mancanza di acqua e che, se il Sudafrica non avesse aumentato le sue risorse, probabilmente entro 25 anni la crisi idrica sarebbe diventata ingestibile, con la domanda che avrebbe superato di gran lunga l’offerta.

Dopo 25 anni, il Sudafrica ha più sete che mai. La recente crisi idrica a Cape Town è solo una manifestazione della cronica scarsità d'acqua del più ricco, sviluppato e potente Paese africano ed è probabile che ci saranno altri problemi con l'acqua.

Da decenni gli esperti studiano come affrontare la scarsità idrica globale prossima ventura e gli scienziati hanno sviluppato e discusso vari concetti, indicatori e proiezioni sulla scarsità idrica e sono convinti che si tratta di un problema globale con forti specificità locali. Quindi, le stime mondiali delle persone colpite dalla scarsità d'acqua variano, ma quel che è certo è che le prospettive diventano sempre più cupe.

Secondo lo studio “Freshwater availability status across countries for human and ecosystem needs”, pubblicato su Science of The Total Environmen da Guilherme Baggio, Manzoor Qadir e Vladimir Smakhtin dell’United Nations University Institute for Water, Environment and Health (UNU-INWEH), «La sola crescita della popolazione (cioè senza tener conto del cambiamento climatico o delle considerazioni sulla qualità dell'acqua) porterà a un calo diffuso e senza precedenti della disponibilità di acqua pro capite. Entro il 2050, 87 Paesi avranno scarsità idrica (disponibilità idrica pro capite inferiore a 1.700 metri cubi all'anno) e il numero di Paesi con scarsità idrica assoluta (disponibilità idrica pro capite inferiore a 500 metri cubi all'anno) raddoppierà, dai 25 di oggi a 45».

Dato che la crescita della popolazione è strettamente legata alle condizioni socioeconomiche, il passaggio a una situazione di la scarsità sarà particolarmente dolorosa nel Sud del mondo. Baggio, Qadir e Smakhtin prevedono che «I Paesi a basso reddito registreranno un calo medio della disponibilità idrica pro capite di circa il 46%, seguiti dai Paesi a reddito medio-basso (in calo di circa il 30%), dai Paesi a reddito medio-alto (12%) e ad alto reddito (vicino al 5%)». Si prevede che, nel giro di 20-30 anni, nell'arco di una sola generazione, l'Africa subsahariana diventerà il prossimo hotspot di scarsità idrica e che entro la disponibilità pro capite sarà dimezzata. Nel già arido Medio Oriente e nel Nord Africa la disponibilità di acqua pro capite potrebbe diminuire del 33%, seguita da Asia (24%) e America Latina e Caraibi (18%).

Baggio, Qadir e Smakhtin ricordano che molti Paesi del Sud del mondo vivono già in una situazione di scarsità d'acqua, anche se in modo diverso: non hanno o hanno poche infrastrutture per sostenere le persone e la loro economia, infatti, alcuni potrebbero essere ben dotati di risorse di acqua dolce. E i ricercatori dell’UNU-INWEH fanno notare che «Possono quindi passare silenziosamente alla scarsità fisica, quando semplicemente non ci sarà abbastanza acqua per tutti gli utenti e gli scopi. Quindi, l'esperienza del Sudafrica sarà probabilmente ripetuta in molti paesi, in modi imprevisti, nel corso della vita di molti di noi». E anche i Paesi economicamente avanzati, compresi Stati Uniti e Italia, sperimenteranno la scarsità d'acqua.

I ricercatori Onu sottolineano che «Ci sono, ovviamente, modi per mitigare gli impatti della crescente carenza d'acqua. Tutti sono specifici del contesto». Una delle opzione più ampiamente sostenue è quella della gestione della domanda idrica, in particolare attraverso il miglioramento dell'efficienza nell'utilizzo dell'acqua in agricoltura, responsabile della maggior parte dei prelievi idrici globali, Ma all’UNU-INWEH citano lo studio “Limits to the world’s green water resources for food, feed, fiber, timber, and bioenergy”, pubblicato nel 2019 su PNAS,  e fanno notare che «Tuttavia, l'efficienza non può aumentare all'infinito».

Alcuni Paesi potrebbero prendere in considerazione politiche per rallentare la crescita della popolazione: «Dopo tutto, l'acqua è una risorsa limitata – ricordano gli scienziati -  Un numero maggiore di persone che vivono nei Paesi a reddito basso e medio-basso significa che la scarsità d'acqua diventerà progressivamente più difficile da affrontare, forse persino impossibile nel corso della nostra vita, nonostante una gestione aggressiva della domanda idrica. La riduzione della crescita demografica nei Paesi in via di sviluppo può essere ottenuta raggiungendo determinati Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), come SDG 4 (istruzione) o SDG 8 (lavoro dignitoso)».

Ma, mano a mano che i Paesi implementano le opzioni più adatte a loro, una si distingue come universalmente applicabile: aumentare l'approvvigionamento idrico. «Che si tratti di sviluppare più infrastrutture per lo stoccaggio dell'acqua (ove possibile), o il riciclaggio e il riutilizzo dell'acqua, o il miglioramento delle pratiche di gestione dell'acqua agricola, tutte le opzioni dovrebbero essere messe sul tavolo. E molte si sono già dimostrati efficaci in tutto il mondo», dicono gli scienziati.

Ma per farlo e trarne vantaggio, lo studio dell’UNU-INWEH evidenzia che «I Paesi dovrebbero prendere in considerazione una varietà di risorse "non convenzionali" - e quindi ancora per lo più non sfruttate - dai mari della Terra alla sua atmosfera superiore. Opzioni e fonti come la raccolta dell'acqua dall'aria, dove la geologia lo consente, lo stoccaggio su larga scala  dell'acqua piovana delle inondazioni nelle falde acquifere, implementazione massiccia della desalinizzazione dell'acqua di mare indipendente dal clima (una risorsa virtualmente illimitata) nelle aree costiere, dove vive la maggior parte della popolazione mondiale. Tutti hanno già dimostrato il potenziale per affrontare la crescente carenza d'acqua locale».

Baggio, Qadir e Smakhtin concludono: «L'alto costo percepito di alcune di queste tecnologie sta gradualmente diminuendo; quindi stanno diventando più convenienti con il tempo. E il costo dell'inazione sarà sicuramente più alto. In ogni caso, la scarsità d'acqua non dovrebbe essere vista come un mito o un costrutto scientifico. E’ una sfida globale che si manifesta a livello locale in una varietà di modi. Le esperienze di scarsità d'acqua in molti Paesi suggeriscono chiaramente che è necessario un cambiamento di paradigma. Se non agiamo ora, non stupiamoci quando i rubinetti smetteranno di funzionare un giorno prima di quanto ci si potrebbe aspettare».

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.