
Rinnovabili: nell’area del Mediterraneo raddoppiano entro il 2030, ma non è sufficiente

Un primo pacchetto di dati, buono, sul futuro rinnovabile nell’area del Mediterraneo: a partire dal 2023, la capacità di energia rinnovabile installata (315 GW) ha superato i combustibili fossili (293 GW); l’eolico e il solare dominano, rispettivamente con 88 GW e 107 GW, l’energia idroelettrica contribuisce con 108 GW, mentre la capacità nucleare (69 GW) rimane concentrata nei paesi del Mediterraneo settentrionale. Un secondo dato, altrettanto buono: si prevede che nella regione mediterranea la capacità rinnovabile raddoppierà entro il 2030, da 315 GW a 626 GW; questa espansione sarà guidata principalmente dal solare (+204 GW) e dall’eolico (+89 GW); mentre i paesi dell’Europa meridionale dovrebbero contribuire con i maggiori aumenti assoluti, le nazioni nordafricane vedranno la crescita relativa più significativa. Il terzo dato, che obbliga a guardare in un’altra ottica questi dati comunque positivi: nonostante il rapido ritmo di implementazione delle energie rinnovabili, si prevede che la regione non sarà all’altezza dell’obiettivo di 1 TW dell’iniziativa TeraMed entro il 2030 perché mancheranno 374 GW; per raggiungere questo obiettivo, l’aumento medio annuo della capacità rinnovabile deve più che raddoppiare dai 44 GW previsti all’anno a 98 GW; colmare questa lacuna utilizzando l’eolico e il solare è la soluzione ottimale, quindi devono essere installati ulteriori 54 GW di energia eolica e solare al di sopra dell’implementazione pianificata; l’aumento del sostegno politico e degli incentivi finanziari sarà essenziale per colmare questo deficit e realizzare il pieno potenziale rinnovabile del Mediterraneo.
L’intera analisi e il relativo ragionamento di prospettiva compaiono nell’ultimo rapporto realizzato da Ember sulle rinnovabili nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Nel documento, dal titolo “Dai flussi fossili alla cooperazione rinnovabile - triplicare le rinnovabili nel Mediterraneo”, si legge esattamente che «le energie rinnovabili sono la fonte energetica in più rapida crescita nella maggior parte dei Paesi del Mediterraneo e questa traiettoria è destinata a continuare. Entro il 2030, si prevede che la capacità rinnovabile installata nella regione raddoppierà a 626 GW dai 315 GW del 2023». Il think tank globale indipendente sull’energia ha calcolato che i Paesi dell’Europa meridionale rappresentavano 230 GW (73%) di capacità rinnovabile, la Turchia 58,5 GW (19%) e i paesi del Nord Africa solo 12 GW (4%). Gli altri paesi del Mediterraneo hanno un totale combinato di 14 GW di energie rinnovabili. Ember prevede che tutti i Paesi del Mediterraneo contribuiranno all’espansione delle rinnovabili entro la fine del decennio. Mentre si prevede che le aggiunte in termini assoluti saranno maggiori nei paesi dell’Europa meridionale, l’aumento relativo è più significativo nel Nord Africa e in particolare in Algeria, che ha fissato un obiettivo di 16 GW di solare, 5 GW di eolico e 1 GW di altre tecnologie rinnovabili nell'ambito del suo Renewable Energy Development Programme. Ciò rappresenta un aumento di quasi 40 volte rispetto alla sua attuale capacità rinnovabile installata di 0,6 GW.
Nonostante la significativa crescita delle energie rinnovabili, Ember accende però un faro sul fatto che la regione del Mediterraneo non raggiungerà l'obiettivo di capacità rinnovabile di 1 TW della TeraMed Initiative entro il 2030, che è stato fissato in linea con l’obiettivo globale di triplicare la capacità di energia rinnovabile. Sulla base delle attuali proiezioni nazionali per il 2030, si stima che il deficit sia di 374 GW. Un dato, tra l'altro, in linea con le raccomandazioni provenienti dall'Irena, secondo cui l'obiettivo della Cop28 di triplicare le energie rinnovabili è realizzabile solo con un'immediata correzione di rotta a livello globale.
