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Il settore solare europeo registra un calo della crescita del 92% e un crollo degli investimenti

I dati presenti nell’ultimo report di SolarPower: nel 2024 sono stati installati 65,5 GW di fotovoltaico. Il totale dell’Ue si attesta ora a 338 GW, ma bisogna accelerare
 |  Nuove energie

Dopo diversi anni di aumenti di oltre il 40% anno su anno e dopo quattro anni di crescita vertiginosa, il settore solare dell'Ue ha raggiunto il suo primo rallentamento, scendendo dal 53% di crescita nel 2023 al 4% nel 2024, facendo registrare una frenata del 92% della crescita solare.

A rilevarlo è l'annuale rapporto European Market Outlook di SolarPower Europe. Il documento segnala nel 2024 sono stati installati 65,5 GW di energia solare, battendo di veramente poco il record del 2023 di 62,8 GW di nuovo solare. Il fotovoltaico totale dell'Ue si attesta ora a 338 GW, un dato che è quattro volte gli 82 GW di dieci anni fa. Ma il trend fatto registrare negli ultimi 12 mesi getta più di un’ombra sul futuro. Non solo. Il 2024 segna anche il primo anno in cui gli investimenti annuali negli impianti solari nell'Ue sono diminuiti. È stato infatti registrato un calo del 13% a 55 miliardi. A livello nazionale, il report di Solar Power evidenzia anche che cinque dei primi dieci mercati solari del 2024 hanno installato meno energia fotovoltaica rispetto al 2023 (Spagna, Polonia, Paesi Bassi, Austria e Ungheria). Gli altri mercati leader, Germania, Italia, Francia, Grecia e Portogallo hanno offerto una crescita modesta, con la maggior parte di essi che ha installato circa 1 GW in più rispetto al 2023. Tra l’altro, la domanda di energia solare residenziale sui tetti è diminuita nel 2024. Un dato, secondo gli esperti di SlolarPower, dovuto al fatto che è andato diminuendo l'impatto della crisi energetica del biennio 2022-2023. Nel 2024, le nuove installazioni solari domestiche sono diminuite di quasi 5 GW rispetto all'anno precedente, con 12,8 GW installati.

L’amministratore delegato di SolarPower Europe, Walburga Hemetsberger, ha dichiarato: «I responsabili politici europei e gli operatori di sistema possono considerare il rapporto di quest'anno un cartellino giallo. Rallentare la diffusione solare significa rallentare gli obiettivi del continente in materia di sicurezza energetica, competitività e clima. L'Europa deve installare circa 70 GW all'anno per raggiungere i suoi obiettivi del 2030, dobbiamo prendere in considerazione un'azione correttiva ora, prima che sia troppo tardi».

Il rallentamento tra l’altro arriva nonostante il calo dei prezzi dei componenti solari e la riduzione dei costi iniziali per gli impianti. I progetti su scala di utilità montati a terra hanno visto un calo medio dei costi del 28% nel 2024. Nonostante il minor costo del capitale iniziale necessario, gli investimenti solari sono diminuiti per la prima volta rispetto agli ultimi anni, da 63 miliardi di euro nel 2023 a 55 miliardi di euro nel 2024.

Più in generale, il rallentamento del mercato è attribuito alle condizioni del sistema. Il tasso di elettrificazione dell'Europa è rimasto bloccato al 23% negli ultimi cinque anni, lasciando la maggior parte del sistema energetico dipendente dai combustibili fossili e dalla combustione. La Electrification Alliance chiede infatti un'elettrificazione del 35% entro il 2030 e, allo stesso tempo, la flessibilità del sistema deve funzionare rapidamente per recuperare il ritardo con l'implementazione solare. Un sistema flessibile ed elettrificato taglierà i prezzi dell'energia del 25% per il 2030, aumentando al contempo il business del settore solare del 71%. Tra gli altri strumenti di flessibilità, ciò richiederà una crescita di 16 volte da 48 GWh di stoccaggio delle batterie dell'Ue di oggi a 780 GWh di stoccaggio delle batterie nel 2030.

La vice ad di SolarPower Europe, Dries Acke, ha dichiarato: «Il solare a basso costo è l'opzione migliore per portare l'Europa in una nuova era di competitività. Dobbiamo completare il nostro distacco dal gas russo ed evitare la dipendenza dal Gnl. Le industrie europee hanno bisogno di elettricità pulita e conveniente per rimanere competitive, e il settore europeo delle energie rinnovabili ha bisogno di una domanda di elettricità più flessibile. Chiediamo alla nuova Commissione europea di sfruttare questa opportunità di rinforzo reciproco e di costruire il Clean Industrial Deal attorno alle energie rinnovabili, alla flessibilità e all'elettrificazione».

Redazione Greenreport

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