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Referendum, 900mila toscani alle urne. Rossi: «Pd farà bene a tener conto di quest’elettorato»

Legambiente: «Il dibattito ha prodotto nuove consapevolezze e insperate militanze. Il futuro abita qui ed è già iniziato»
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Per esprimere il proprio voto nell’ambito del referendum sulle trivelle, ieri quasi 900mila toscani (879.203, per la precisione) si sono recati alle urne, e tra questi l’83,55% (722.166 cittadini) ha votato Sì. Tenendo conto che gli aventi diritto nel nostro territorio ammontano a 2.857.034, il dato della partecipazione al referendum risulta essere fermo al 30,77 %, di poco più basso della media nazionale (32,16 %). Non sono però mancate le eccezioni virtuose, concentrate soprattutto e non a caso nella Provincia di Livorno, e i migliori risultati a Campo nell'Elba 38,93%, Marciana Marina 37,37% e Porto Azzurro 36,84%.

Ancora una volta, non è il caso dunque di buttare via il bambino con l’acqua sporca. «Innanzitutto – ha commentato Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – credo sia importante ringraziare gli oltre 15 milioni di italiani (tra i quali 900.000 toscani) che ieri si sono recati alle urne nonostante i ripetuti appelli all'astensione delle più alte cariche dello Stato. Una bellissima giornata di democrazia e di partecipazione. Mentre ieri qualcuno irrideva al sempre più improbabile raggiungimento del quorum, oggi possiamo concentrarci sull'oggettiva priorità dei prossimi mesi: ratificare l'accordo di Parigi e inaugurare una nuova era per l'approvvigionamento energetico del nostro Paese. Checché se ne dica – conclude Ferruzza – il dibattito di questo mese, pur insufficiente e costretto colpevolmente in tempi angusti, ha prodotto nuove  consapevolezze e nuove insperate militanze, che torneranno utili nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Il futuro abita qui ed è già iniziato: un futuro basato su un modello di generazione distribuita, fatto di fonti rinnovabili, di condivisione democratica delle scelte e di tanta, tanta innovazione tecnologica».

Anche il presidente della Regione Toscana, quell’Enrico Rossi candidato a segretario nazionale del Pd che ieri ha votato Sì al referendum (nella foto), sottolinea che «in tempi di scarsa partecipazioneun terzo degli italiani è andato comunque a votare. Il Pd farà bene a tener conto di questo elettorato, rispettandolo e cercando di capirne le ragioni. Soprattutto dando risposte in termini di sicurezza e di controlli ambientali delle piattaforme, e con politiche alternative per l'energia. Anche perché a questi elettori ci dovremo rivolgere per il referendum sulla riforma costituzionale. Gran parte della politica, ancora oggi, più che al merito delle cose si divide tra antirenziani e renziani, tra chi vuole dare la spallata al governo e chi si schiera sempre con esso anche a prescindere dal contenuto. Io resto convinto che questa dialettica alimenta solo la litigiosità e non fa bene al Pd e neppure alla democrazia nel Paese». Di certo, aggiungiamo noi, non aiuta a migliorare la performance italiana in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Redazione Greenreport

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