
La Turchia annuncia una grossa scoperta di gas nel Mar Nero

Dopo che è stato scoperto un nuovo giacimento di gas e una precedente scoperta è stata rivista al rialzo, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che «La nostra nave di trivellazione Fatih ha scoperto 58 miliardi di metri cubi di riserve di gas naturale a 3.023 metri sotto il livello del mare nel blocco di Çaycuma1. Ci aspettiamo che questa cifra venga rivista al rialzo con i nuovi pozzi esplorativi che apriremo. La nostra nuova scoperta aprirà la strada a scoperte simili in altri campi geologici adiacenti alla regione». Le riserve di gas naturale della Turchia nel Mar Nero ammontano ora a 710 miliardi di metri cubi, con un valore di mercato di 1 trilione di dollari».
Durante una riunione del suo governo islamista e di destra, Erdogan ha detto che «L'aumento è dovuto principalmente al giacimento di gas Sakarya, che ora è si stima contenga 652 miliardi di metri cubi di gas (bcm) rispetto a una valutazione iniziale di 540 bcm. La Turchia ha perforato 13 pozzi nel campo di Sakarya».
Sottolineando che «La Turchia può ora condurre attività di esplorazione con le proprie navi, risorse umane e attrezzature», Erdoğan ha detto che «Per fortuna, abbiamo raccolto i frutti dei nostri sforzi determinati e dignitosi con la nostra prima scoperta di 320 miliardi di metri cubi nel Mar Nero. Con nuove scoperte nel tempo, la nostra riserva in questo campo ha raggiunto i 540 miliardi di metri cubi. Lavoriamo giorno e notte per mettere il nostro gas naturale interno al servizio della nostra nazione. Il governo sta lavorando sia onshore che offshore per fare nuove scoperte».
Il presidente turco ha ricordato che «La nave di trivellazione Fatih ha iniziato a trivellare il blocco Çaycuma 1 il 29 ottobre, 99esimo anniversario della Repubblica. Come risultato dell'instancabile lavoro dei nostri team, oggi abbiamo la gioia e l'orgoglio di condividendo un'altra buona notizia con la nostra nazione. Dopo aver analizzato i dati raccolti, avvieremo nuove perforazioni il prima possibile. Un'altra buona notizia per quanto riguarda il gas del Mar Nero è la rivalutazione delle nostre riserve precedentemente scoperte. A seguito di un'analisi dettagliata della modellazione 3D dei 13 pozzi della Turchia da parte di una società di livello mondiale, le riserve precedentemente dichiarate di 540 miliardi di m3 cubi sono state riviste al rialzo a 652 miliardi di m3. Con la nostra nuova scoperta a Çaycuma 1, le nostre riserve totali di gas naturale nel Mar Nero hanno raggiunto i 710 miliardi di m3. La riserva appena scoperta sarà integrata nel sistema nazionale del gas naturale della Turchia. Il gas naturale che abbiamo scoperto nel Mar Nero, compresa la nostra nuova scoperta e l'ultima rivalutazione delle riserve già trovate, ha un valore di 1 trilione di dollari nei mercati internazionali. dati i prezzi odierni. La Turchia aprirà più pozzi esplorativi nel Mar Nero. Il nostro gas nazionale contribuirà notevolmente al nostro obiettivo di diventare un hub energetico, rispetto al quale abbiamo recentemente compiuto progressi significativi. Siamo determinati a garantire che la Turchia diventi il fulcro energetico del Caspio, del Mediterraneo e del Medio Oriente. Collegheremo l'Oriente e l'Occidente non solo con i nostri ponti a Istanbul e Çanakkale, ma anche con i ponti energetici. Puntiamo ad aumentare la nostra produzione nazionale di petrolio fino a 100mila barili al giorno il prossimo anno. Il nostro obiettivo finale è dichiarare l'indipendenza energetica eliminando completamente la nostra dipendenza dal petrolio e dal gas naturale stranieri il prima possibile».
Infatti, l’annuncio di Erdogan arriva mentre Ankara cerca di uscire dalla dipendenza energetica da Russia, Azerbaigian, Iran, Nigeria e Algeria e dalle importazioni di GNL dal Qatar e dagli Stati Uniti.
Ma, a proposito dell’hub energetico turco, il 23 ottobre Erdogan aveva fatto arrabbiare i suoi alleati occidentali e la Nato – della quale la Turchia fa parte – annunciando che «La Turchia si trasformerà in un importante hub del gas naturale sul quale numerosi Paesi stranieri potranno fare affidamento in futuro. La mia posizione equilibrata sul conflitto ucraino ha aiutato Ankara a evitare una crisi energetica».
Poi ha criticato l’opposizione che gli aveva chiesto di schierarsi con l’Ucraina e ha ribadito che «Se Ankara si fosse rifiutata di dialogare sia con Mosca che con Kiev, si sarebbe trovata nella stessa posizione vulnerabile dell'Unione europea. Il mondo intero ha apprezzato la nostra politica equilibrata che abbiamo mostrato di fronte a questa crisi. Se il Paese fosse nelle mani [dell'opposizione], non so come avremmo passato quest'inverno. La Turchia ha scelto un'altra strada in termini di sicurezza energetica e non avrà problemi con il gas. Istanbul sarà un importante hub per il gas naturale».
In realtà Erdogan aveva appena accettato la proposta del presidente russo Vladimir Putin di creare un hub internazionale di gas naturale in Turchia. Una proposta discussa durante un vertice ad Astana, nel Kazakistan, durante la quale Putin ha suggerito di dirottare in Turchia il gas dai gasdotti Nord Stream che passano sotto il Mar Baltico, danneggiati a settembre da una serie di esplosioni. Questo permetterebbe a Putin di “vendere” il gas a Erdogan che lo “rivenderebbe” come turco ai Paesi europei che stanno boicottando il gas di Putin.
La cosa non era piaciuta per niente agli Usa e agli europei e il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Vedant Patel, aveva ribadito che «Washington continua a esortare i nostri alleati a prendere provvedimenti per diversificare le loro fonti energetiche, per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia» e il il presidente francese Emmanuel Macron aveva avvertito Erdogan che «La proposta di trasformare la Turchis in un hub del gas non ha senso, dato che l'Europa mira a svezzarsi dall'energia russa».
Ma Erdogan, al quale dell'impatto delle sue politiche energetiche sul riscaldamento globale non è mai interessato niente, sa per esperienza che le ammonizioni dei Paesi occidentali e della Nato non si trasformano mai in atti concreti, come dimostrano le politiche deboli e acquiescenti verso un regime autoritario che imprigiona i suoi oppositori e i giornalisti, invade e bombarda gli altri Paesi, usa i migranti siriani come arma di ricatto. E ora che Erdogan – se è vero – ha scoperto grandi riserve di gas, il ricatto e l’irrisione verso l’Europa e le regole democratiche potranno solo aumentare.
