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Rossi rilancia: «Riconoscimento Unesco per il paesaggio toscano»

Il dibattito sul Piano Paesaggistico della toscana finisce sul New York Times

 |  Territorio e smart city

Il dibattito sul Piano Paesaggistico della Toscana passa l’Oceano e sbarca addirittura sulle pagine del New York Times che gli dedica l’articolo “To Tuscan Wine Makers, a Preservation Plan Takes On Acrid Undertones” a firma Gaia Pianigiani.  Il presidente della regione toscana, in questi giorni nel mirino dell’opposizione di centro-destra (e di una fronda non indifferente del PD, almeno da quel che si sente nei territori e nelle stanze dei gruppi regionali) insieme al suo assessore all’urbanistica Anna Marson,  ne appriofitta per rilanciare: «Il New York Times pubblica oggi un articolo di Gaia Pianigiani dai toni equilibrati sul dibattito sul piano del paesaggio della Toscana. È la di dimostrazione dell'interesse che a livello internazionale suscita il tema del paesaggio della nostra regione e della giusta scelta politica che abbiamo fatto per tutelarlo e valorizzarlo».

L’articolo del New York Times, che a dire il vero è molto di “colore” e dà un’immagine dei viticoltori toscani un po’ retrò, passando sopra la realtà di una vera e propria industria fatta anche di immagine, lascia anche un piccolo spazio per una dichiarazione della Marson: «Non vogliamo ostacolare qualsiasi cambiamento - ha detto la signora Marson da un palazzo del 17 ° secolo che domina la cupola di Filippo Brunelleschi a Firenze - Vogliamo incanalarla». Fa tanto (nelle descrizione, non nella realtà) Signoria medicea contro i villici del contado, ma anche questo è l’immaginario toscano di molti americani. Non a caso l’articolo si conclude con la fiera dichiarazione di un agricoltore di Monalcino che ricorda le guerre medievali tra Siena e Firenze: «Nessuno di Firenze ci può dire come coltivare la nostra terra qui -  ha detto Cencioni - Questa è la nostra terra, quella che vogliamo proteggere e lasciare ai nostri figli». Anche questo fa colore, è l’Italia dei campanili, degli affreschi e degli arazzi, delle battaglie irte di lance e zeppe di cavalli che oggi si combattono a carte bollate e bottiglie di vino, allora come ora, però, a volte per conto d’altri.

E infatti il presidente Rossi risponde per l’ennesima volta  alle critiche dei viticoltori che vengono usate come testa di ariete da diverse categorie e forze politiche: «Confermo che da parte nostra non c'è nessuna volontà di impedire lo sviluppo dell'agricoltura e del settore vitivinicolo. Si troverà un punto di equilibrio nella discussione in corso con gli agricoltori e le loro associazioni. La nostra sfida è quella di combinare a livello più alto possibile i valori straordinari del paesaggio toscano e la redditività delle attività agricole che lo hanno costruito e che potranno continuare a plasmarlo e mantenerlo al meglio possibile».

Ma la sorpresa Rossi la lascia alla fine e non è certo una marcia indietro, ma un rilancio al quale detrattori palesi ed occulti difficilmente potranno opporsi: «Alla fine di questo percorso, quando avremo approvato il piano, chiederemo all'Unesco il riconoscimento del paesaggio toscano come patrimonio dell'umanità. E così sarà un successo per tutti, per l'economia agricola, per il turismo e per la bellezza senza la quale la Toscana non ha futuro».

Redazione Greenreport

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