
Una nuova tecnologia rivoluzionaria per migliorare la convivenza tra uomini e orsi polari

Lo studio “Telemetry without collars: performance of fur- and ear-mounted satellite tags for evaluating the movement and behavior of polar bears”, pubblicato su Animal Biotelemetry dai ricercatori di un progetto che coinvolge la York University, 3M e Polar Bears International, presenta una ricerca sul campo che impiega i primi tag di tracciamento inseriti sotto la pelliccia deugli orsi polari, un metodo meno invasivo che fa progredire la ricerca sulla fauna selvatica e la coesistenza uomo-orsi.
Presentando lo studio in occasione dell’Arctic Sea Ice Day, i ricercatori hanno annunciato che «Studiare gli orsi polari è appena diventato molto più semplice grazie ai nuovi rilevatori “burr on fur”, che hanno confermato la convinzione degli scienziati secondo cui i maschi subadulti e adulti trascorrono la maggior parte del loro tempo sulla terraferma a oziare, conservando energia fino al ritorno del ghiaccio».
Il team di ricerca multi-istituzionale guidato dalla York University e che comprende anche l'università dell’ Alberta, Environment and Climate Change Canada, Manitoba Sustainable Development, il ministero delle risorse naturali e forestali dell'Ontario e Polar Bears International, ha utilizzato tre diversi prototipi di " burr on fur " per studiarne l'efficacia e lo studio descrive in dettaglio il primo esame peer-reviewed di questi nuovi dispositivi di tracciamento che aderiscono alla pelliccia degli orsi polari.
I ricercatori canadesi ricordano che «Studiare gli orsi polari è un'impresa ardua, dato che gli attuali radiocollari sono adatti solo alle femmine, escludendo una buona parte della popolazione. Tuttavia, la nuova tecnologia sta fornendoci un nuovo strumento che ha confermato il comportamento degli orsi polari maschi adulti sulla terraferma in attesa che si formi nuovamente il ghiaccio».
Gli studi per sviluppare opzioni e strumenti di tracciamento meno invasivi che potrebbero funzionare sugli orsi polari di entrambi i sessi e di quasi tutte le età sono in corso da anni con risultati variabili. Finora, i collari sono stati e rimangono il mezzo principale per studiare i movimenti degli orsi polari. Più di recente, sono stati utilizzati come alternativa più leggera i trasmettitori con tag auricolari. Alla York University fanno notare che «Mentre entrambe le tecnologie svolgono un ruolo importante nell'aiutare a studiare e conservare gli orsi polari, i ricercatori si sforzano continuamente di sviluppare metodi che siano minimamente invasivi e forniscano dati di qualità».
E’ cos’ che si è arrivati alla nuova iniziativa di tracking "Burr on Fur", che è iniziata come una sfida di Polar Bears International agli scienziati della 3M, l'azienda globale nota per i Post-It, per creare un metodo temporaneo e semplice per fissare piccole unità di tracciamento alla pelliccia degli orsi polari. Tre prototipi di "Burr on Fur", insieme ai tradizionali trasmettitori auricolari, sono stati recentemente testati su orsi polari selvatici che frequentano la costa della baia di Hudson, in Canada.
I ricercatori sono convinti che «Il tag auricolare e i dispositivi "Burr on Fur" riempiono una nicchia importante per scienziati e gestori della fauna selvatica. I nuovi tag consentono ai ricercatori di seguire i movimenti degli orsi polari maschi adulti e subadulti, due gruppi che non possono essere studiati utilizzando i tradizionali collari satellitari. I maschi adulti non possono indossare i collari perché scivolano via dai loro colli e dalle loro teste a forma di cono e gli orsi subadulti crescono troppo rapidamente per un uso sicuro dei collari. I tag auricolari tradizionali sono un'alternativa ai collari. Tuttavia, attualmente richiedono una nuova cattura per rimuoverli e, sebbene raramente, possono rappresentare un rischio di lesioni all'orecchio. I nuovi tag Burr on Fur sono progettati per essere temporanei, minimamente invasivi e possono essere applicati a entrambi i sessi e a quasi tutte le età degli orsi polari».
Il principale autore dello studio, Tyler Ross, della Facoltà di Scienze della York University, sottolinea che «Non è mai stato possibile attaccare con successo tag di telemetria alla pelliccia dell'orso polare e siamo entusiasti di condividere i risultati di questo lavoro innovativo. I tag sulla pelliccia si sono dimostrati molto promettenti e danno ai ricercatori la possibilità di studiare i comportamenti e i movimenti degli orsi polari su cui abbiamo pochissimi dati, come gli orsi maschi subadulti e adulti».
58 orsi selvatici sono stati taggati utilizzando etichette auricolari e tre diversi design di fur tag per confrontare sia la durata del tempo in cui i tag rimanevano attivi mentre erano attaccate agli orsi, sia l'accuratezza dei localizzatori. Applicati insieme a un tag auricolare tradizionale, che si basava su un trasmettitore Argos, i tre le tre tag da pelliccia erano: Pentagon Tag: un dispositivo a 5 lati con 5 fori praticati negli angoli, che consentivano di tirare fuori i ciuffi di pelo. Utilizzava un trasmettitore satellitare Argos Eartag. SeaTrkr Tag: un tag ovale con 10 fori per consentire 10 attacchi ai ciuffi di pelo. Questo design utilizzava un trasmettitore Telonics GPS SeaTrkr-4370 collegato a Iridium. Il Tribrush Tag: un tag triangolare dotato di tubi lungo i bordi, attraverso i quali degli scovolini intrappolavano la pelliccia, attorcigliandola all'interno dei tubi. Questo tag utilizzava lo stesso trasmettitore Argos dei tag Pentagon.
La ricerca si è svolta dall'autunno del 2016 al 2021 con orsi gestiti nei pressi di Churchill, in Canada, dal Polar Bear Alert Program e da ricercatori dell'Università di Alberta, ed è stata integrata nel 2021-22 da attività condotte da ricercatori di Environment and Climate Change Canada, del Ministero delle risorse naturali e delle foreste dell'Ontario, della York University e del Manitoba Sustainable Development vicino al confine tra Manitoba e Ontario.
Uno degli autori dello studio, Gregory Thiemann, della Facoltà di cambiamenti ambientali e urbani e coordinatore della gestione ambientale sostenibile della York University, evidenzia che «I nostri risultati rappresentano un passo importante per comprendere meglio i movimenti e il comportamento degli orsi polari, in particolare degli orsi maschi adulti, che sono difficili da tracciare perché non possono essere dotati di collari satellitari. I tag temporanei montati sulla pelliccia potrebbero anche aiutare a tracciare i movimenti degli orsi trasferiti dopo essere potenzialmente entrati in conflitto con le persone, rendendo questi tag uno strumento importante per la conservazione degli orsi polari e la sicurezza delle comunità del nord».
Il tag di pelliccia più performante è stato il SeaTrkr Tag, che è rimasto attaccato agli orsi per una media di 58 giorni e ha avuto una precisione superiore grazie all'uso della tecnologia GPS/Iridium. Al secondo posto, i Trishbrush Tag sono rimasti attaccati per una media di 47 giorni. Tuttavia, per il Tribrush Tag, i tempi sono variati ampiamente, con uno che è caduto dopo soli due giorni mentre un altro è durato 114 giorni, il più lungo di tutti i tag.
Dato che sono fissati in modo permanente alle orecchie degli orsi, i tradizionali tag auricolari sono rimasti in posizione in media per 137 giorni, mentre i localizzatori a breve termine sulla pelliccia si sono dimostrati affidabili per periodi più brevi. I tag sulla pelliccia si sono dimostrati utili per monitorare il comportamento degli orsi e sembrano essere molto promettenti per un futuro utilizzo nel tracciamento degli orsi polari, in particolare quelli che devono essere trasferiti dopo essersi avvicinati troppo alle comunità umane. Inoltre, ulteriori test e perfezionamenti sono in corso sugli orsi polari che vivono negli zoo e negli acquari partner dell'Arctic Ambassador Center di Polar Bears International , consentendo ai ricercatori di perfezionare ulteriormente i progetti e vedere come si comportano nelle diverse stagioni. Nell'ultimo ciclo di test negli zoo, un tag perfezionato è rimasto su un orso per 75 giorni.
I ricercatori sono convinti che «I nuovi dati contribuiscono alla nostra crescente comprensione dei movimenti e dei comportamenti degli orsi polari maschi adulti e subadulti, che sono stati storicamente poco studiati perché non possono essere sottoposti a un collare in sicurezza per lunghi periodi. I risultati confermano che gli orsi maschi adulti e subadulti riducono la loro attività sulla terraferma, in linea con studi precedenti che hanno mostrato che gli orsi trascorrono circa il 70 – 90% del loro tempo a riposare durante il periodo senza ghiaccio nella baia di Hudson».
Mentre i tag auricolari sono rimasti attaccati agli orsi più a lungo, i tag per la pelliccia temporanei e facilmente applicabili offrono agli scienziati un nuovo strumento per un monitoraggio avanzato degli orsi a fini sia di ricerca applicata che di gestione delle interazioni uomo-orso. Alls York University fanno notare che «La tecnologia di monitoraggio potrebbe essere applicata ad altri tipi di orsi, supportando gli sforzi per ridurre i conflitti uomo-orso, e le applicazioni future potrebbero includere test su altre specie con pelliccia. Mentre i metodi di monitoraggio tradizionali, come i collari, rimarranno fondamentali per studi a lungo termine, i fur tag si dimostreranno uno strumento prezioso, in particolare per comprendere e gestire le crescenti interazioni tra fauna selvatica e uomo con il riscaldamento del clima».
Geoff York, senior director of research and policy di Polar Bears International, conclude: «La collaborazione tra Polar Bears International, 3M, istituzioni accademiche e partner governativi è una testimonianza del nostro impegno nel migliorare la ricerca sulla fauna selvatica artica e la tecnologia della conservazione. Questi progressi avranno implicazioni tangibili per la gestione della fauna selvatica, aiutando a tracciare gli orsi polari e promuovendo una migliore coesistenza tra uomo e orso. Siamo ansiosi di perfezionare e implementare ulteriormente questa tecnologia fondamentale».
