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Greenreport.it cambia pelle (e non solo)

 |  Approfondimenti

Cambiarsi di vestito non sempre è sinonimo di grandi possibilità economiche. Certo, bisogna comunque permetterselo, ma alcune volte è semplice necessità. Perché quello vecchio è logoro e indossarlo è quasi peggio che non averlo proprio. Così la nuova veste grafica di greenreport.it che oggi orgogliosamente presentiamo è stata più spinta dal fine vite del precedente sito, che dalla voglia di rifarsi il look. Abbiamo però colto l’occasione per lanciare importanti iniziative che speriamo piacciano ai vecchi e ai nuovi lettori, a partire dalla prestigiosa collaborazione con Ecoavvocati.com, ai quali abbiamo riservato una rubrica speciale visibile sulla parte destra della homepage. Ma il lavoro più grosso è stato fatto sull’usabilità del sito. greenreport.it oggi viaggia molto più velocemente, ha nuove categorie tutte da scoprire, è molto più interattivo e con un archivio più facile da consultare. Nonostante le difficoltà generali che hanno colpito tutta l’informazione nazionale, siamo riusciti inoltre a consolidare e ad aumentare le collaborazioni scientifiche, quelle culturali/artistiche e, dopo l’estate, potrebbero esserci altre sorprese per le quali stiamo lavorando dietro le quinte.

Ci piacerebbe a questo punto poter ringraziare qualcuno per l’aiuto che ci ha dato nel momento del bisogno economico - non di audience del giornale perché quella per nostra fortuna è ai massimi dalla nascita di greenreport.it ad oggi - , ma purtroppo nessuno dei nostri appelli ha avuto esito positivo. Per fortuna l’editore e i nostri storici partner, almeno la maggior parte di loro, non ci ha abbandonato e dunque, ringraziando a questo punto i nostri sforzi a costo zero, possiamo non solo fornire la stessa informazione gratuita e di qualità sulla sostenibilità ambientale, ma addirittura migliorarla.

Alessandro Farulli

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.