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L’Istat: 58% degli italiani preoccupati per i cambiamenti climatici
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La crisi ambientale è un tema di fronte al quale gli italiani non restano indifferenti. È quanto evidenzia un’indagine Istat appena diffusa dal titolo “Forte preoccupazione per il clima e grande attenzione allo spreco di acqua di energia”. Le rilevazioni sono state condotte nell’arco di tutto il 2024 e, si legge nel rapporto, il 58,1% della popolazione ha espresso preoccupazione per i cambiamenti climatici, facendo registrare un valore stabile rispetto al 2023. Non solo. Circa quattro persone su 10 si dichiarano preoccupate per lo smaltimento dei rifiuti e per l’inquinamento dell’acqua e la metà dei cittadini esprime invece preoccupazione per la qualità dell’aria, con una quota in aumento rispetto al 2023.
«Nel 2024 – si legge nel dettaglio del rapporto riguardante anche una suddivisione per fasce di età – i cambiamenti climatici si confermano il problema, in tema ambientale, che maggiormente preoccupa i cittadini con più di 14 anni, confermando un primato ormai decennale. Manifestano questa attenzione quasi sei persone su 10 di 14 anni e più (58,1%), dato stabile rispetto al 2023. Seguono i problemi legati all’inquinamento dell’aria, avvertiti dal 51,9% della popolazione, dato in aumento di 2 punti percentuali rispetto all’anno Precedente».
Le preoccupazioni legate al clima sono da tempo al centro dell’interesse delle persone di 14 anni e più, segnala l’Istat. Tra queste, evidenzia tuttavia l’Istituto, la preoccupazione per l’effetto serra, che nel 1998 coinvolgeva quasi sei persone su 10, cala rispetto al
primo anno di rilevazione di circa 25 punti percentuali. Al contrario, il timore per i cambiamenti climatici, indicato nel 1998 dal 36,0% delle persone, sale come detto al 58,1% nell’ultimo anno (+22,1 punti percentuali).
Nel 2024, inoltre, il rapporto Istat segnale un aumento della quota di quanti sono preoccupati per il dissesto idrogeologico: si tratta del 28,5% della popolazione contro il 26,5% del 2023. «Le conseguenze degli eventi estremi, che hanno colpito l’Italia anche nel 2024, in primis l’Emilia Romagna e altre regioni del Nord – si legge nel rapporto – sono alla base dell’aumento dei livelli di preoccupazione per questo indicatore, così come avvenne nel 2023 a seguito delle frane e delle alluvioni nelle Marche e in Toscana. Nel 2024 si riscontra un aumento sul 2023 pari a 8,7 punti percentuali in Emilia Romagna e di 4 punti nelle regioni del Nord nel complesso».
Solo una persona su 10 include l’inquinamento acustico, quello elettromagnetico e il deterioramento del paesaggio tra le prime cinque preoccupazioni per l’ambiente.
I cittadini, evidenzia l’Istat, si dimostrano attenti alla conservazione delle risorse naturali. Nel 2024 la quota di quanti fanno abitualmente attenzione a non sprecare energia è del 71,4%, in lieve calo rispetto al 2023. Si riduce leggermente anche la quota di coloro che sono attenti a non sprecare acqua: il 68,8% contro il 69,8% dell’anno precedente.
Nel Mezzogiorno si è più propensi ad acquistare prodotti a chilometro zero (29,9%). Al Nord si evita soprattutto la guida rumorosa per mitigare l’inquinamento acustico (51,3%) e si usano di più i mezzi di trasporto alternativi (20,2%).
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