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Toscana 2035, Nicola Perini: “Ci attendono anni cruciali per il futuro della nostra regione”

 |  Confservizi Cispel Toscana

Oggi a Firenze il convegno sulle sfide dei prossimi 10 anni nel settore dei servizi pubblici locali, organizzato da Confservizi Cispel Toscana con lectio magistralis del Prof. Stefano Zamagni. Il presidente Nicola Perini: “Si apre una fase estremamente impegnativa e il settore dei servizi pubblici vuole esserne protagonista”.

Firenze, 9 luglio – “Da alcuni anni istituzioni ed operatori economici vivono in una costante situazione di incertezza e continue modifiche di scenario a cui dobbiamo adattarci, aumentando la resilienza di tutti i sistemi, anche quello delle utilities. Negli ultimi anni abbiamo vissuto la crisi finanziaria, la pandemia, le conseguenze delle guerre in Ucraina e Medio Oriente, l’aumento dei prezzi energetici e delle materie prime, l’inflazione e tassi di interesse elevati, la progressiva evidenza dei cambiamenti climatici. Cambiamenti costanti, veloci e dirompenti, che hanno impattato sulla vita dei cittadini, delle istituzioni e delle aziende, e dinanzi ai quali il sistema dei servizi pubblici locali deve sapersi mostrare resiliente”. Con queste parole Nicola Perinipresidente di Confservizi Cispel Toscana, è intervenuto questa mattina nel corso della presentazione di Toscana 2035, il lavoro nato dalla sinergia fra le aziende associate e tre tra i più importanti istituti di ricerca strategica italiani (Nomisma di Bologna, REF ricerche di Milano, Utilitatis di Roma), per condividere gli scenari di medio periodo cui va incontro il sistema toscano delle aziende di servizio pubblico locale, e i cui risultati sono stati poi oggetto di una lectio magistralis del Prof. Stefano Zamagni, Docente di Economia Civile all’Università degli Studi di Bologna e Presidente della Fondazione LUMSA.

“I prossimi 10 anni saranno decisivi per la società e l’economia e per i nostri servizi, anche in Toscana – prosegue il Presidente dell’Associazione – Entro il 2026 andranno messi a terra gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; nel 2027 si concluderà il periodo di spesa dei Fondi strutturali e di coesione; fra il 2025 ed il 2035 si concentrano tutti i principali obiettivi ambientali ed energetici definiti (Fit for 55, obiettivi efficienza energetica e fonti rinnovabili europei, economia circolare, Agenda ONU 2030, COP 21, stop alle auto a combustibili fossili); fra il 2027 e il 2029 si collocano gli obiettivi della nuova direttiva acque potabili, fra il 2030 e il 2045 quelli della nuova direttiva acque reflue. In Toscana inoltre in questi 10 anni andranno a scadenza tutte le concessioni più importanti: idriche (fra il ‘24 e il ‘33), rifiuti (fra il ‘33 e il ‘37), TPL (nel ‘32). La Toscana ha fissato nel 2050 il suo target per essere regione carbon neutral. È possibile inoltre che si svolgano in questi anni le gare per la distribuzione di gas, e l’individuazione degli affidamenti per la gestione locale della distribuzione elettrica e della geotermia. Si svilupperanno le politiche per la “farmacia dei servizi”, ci auguriamo un profondo cambiamento delle politiche di finanziamento dell’Erp, si svilupperanno le aziende di servizi digitali e quelle per la ristorazione collettiva e la cultura”.

Tutti trend che imporranno alle aziende di servizio pubblico nuove strategie industriali, organizzative e gestionali, e lo sviluppo di piani di investimento superiori a quelli svolti negli ultimi 20 anni (Utilitalia parla di 19 miliardi come primo step da parte delle utilities nei prossimi anni, la Fondazione Earth and Water Agenda di 176,5 miliardi per la sola acqua sui temi della sicurezza idrica ed idrogeologica nei prossimi 10 anni). “Si apre una fase estremamente impegnativa e il settore dei servizi pubblici vuole esserne protagonista. Ci attendono anni cruciali per il futuro della Toscana, nei quali sostenibilità, innovazione digitale e inclusione sociale dovranno essere le basi sulle quali dovrà poggiarsi la crescita della nostra Regione. Partiamo da questo lavoro per costruire insieme agli altri attori una Toscana rinnovata e innovativa, ma sempre al servizio della collettività” conclude Perini.

 

SINTESI DEI RISULTATI TOSCANA 2035

Firenze, 9 luglio 2024

 

Il gruppo di ricerca e gli obiettivi della ricerca

La ricerca è stata svolta da tre tra i più importanti istituti di ricerca strategica italiani: Nomisma di Bologna, REF ricerche di Milano e Utilitatis di Roma. Un gruppo di lavoro fra consulenti e aziende associate ha lavorato per circa un anno e mezzo per condividere gli scenari di medio periodo cui andiamo incontro, i cambiamenti attesi, le sfide da affrontare. I rapporti finali contengono un’importante mole di dati ed indicazioni sui trend generali, e gli scenari più rilevanti che impattano e impatteranno sulle nostre aziende in tutti i settori. L’Associazione intende così fornire ai suoi associati, agli stakeholder e all’opinione pubblica uno strumento di analisi e previsione, utile per definire le politiche e le strategie pubbliche ed industriali, e per impostare i necessari e a volte complessi cambiamenti.

Il quadro generale

Come ormai evidente, da alcuni anni istituzioni ed operatori economici vivono in una costante situazione di incertezza e continue modifiche di scenario a cui dobbiamo adattarci aumentando la resilienza di tutti i sistemi, anche quello delle utilities. Negli ultimi anni abbiamo vissuto la crisi finanziaria, la pandemia, le conseguenze delle guerre in Ucraina e Medio Oriente, l’aumento dei prezzi energetici e delle materie prime, l’inflazione e tassi di interesse elevati, la progressiva evidenza dei cambiamenti climatici. Cambiamenti costanti, veloci e dirompenti, che hanno impattato sulla vita dei cittadini, delle istituzioni e delle aziende. Al tempo stesso stiamo vivendo una nuova rivoluzione industriale, e l’impatto di molte tecnologie riguarda la vita quotidiana con aspetti positivi ma anche preoccupanti.

I risultati della ricerca confermano tendenze di medio periodo caratterizzate da incertezza, instabilità, cambiamenti veloci e spesso imprevedibili. Il primo messaggio che i ricercatori ci danno è che dobbiamo aumentare quantità e qualità di elasticità, resilienza, capacità di adattamento continuo di tutte le aziende di servizio pubblico, per fronteggiare cambiamenti ormai prevedibili e programmabili, ma anche per tenersi pronti a novità oggi non immaginabili.

La ricerca conferma gli indirizzi delle tre “transizioni” in corso: digitale, ambientale e sociale, ma arricchisce queste indicazioni strategiche con altri riferimenti di matrice demografica, tecnologica e geopolitica.

 

Una fase decisiva                                        

Questi prossimi 10 anni saranno decisivi per la società e l’economia e per i nostri servizi, anche in Toscana. Entro il 2026 andranno messi a terra gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nel 2027 si concluderà il periodo di spesa dei Fondi strutturali e di coesione. Fra il 2025 ed il 2035 si concentrano tutti i principali obiettivi ambientali ed energetici definiti (Fit for 55, obiettivi efficienza energetica e fonti rinnovabili europei, economia circolare, Agenda ONU 2030, COP 21, stop alle auto a combustibili fossili). Fra il 2027 e il 2029 si collocano gli obiettivi della nuova direttiva acque potabili, fra il 2030 e il 2045 quelli della nuova direttiva acque reflue.  In Toscana in questi 10 anni andranno a scadenza tutte le concessioni più importanti: quelle idriche (fra il ‘24 e il ‘33), quelle dei rifiuti (fra il ‘33 e il ‘37), quella del TPL (nel ‘32). La Toscana ha fissato nel 2050 il suo target per essere regione “carbon neutral”.

È possibile che si svolgano in questi anni le gare per la distribuzione di gas, e l’individuazione degli affidamenti per la gestione locale della distribuzione elettrica e della geotermia. Si svilupperanno le politiche per la “farmacia dei servizi”, ci auguriamo un profondo cambiamento delle politiche di finanziamento dell’Erp, si svilupperanno le aziende di servizi digitali e quelle per la ristorazione collettiva e la cultura.

I trend più rilevanti, grandi cambiamenti organizzativi e investimenti in crescita

Abbiamo identificato alcune tendenze principali su cui concentrarci: le dinamiche demografiche, la modifica del mercato del lavoro, l’innovazione tecnologica, i rischi geopolitici, i cambiamenti climatici e la transizione ecologica, l’evoluzione dei mercati, le modifiche della regolazione, della normativa e della governance. Tutti trends che imporranno alle aziende di servizio pubblico nuove strategie industriali, organizzative e gestionali, e lo sviluppo di piani di investimento superiori a quelli svolti negli ultimi 20 anni (Utilitalia parla di 19 miliardi come primo step da parte delle utilities nei prossimi anni, la Fondazione Earth and Water Agenda di 176,5 miliardi per la sola acqua sui temi della sicurezza idrica ed idrogeologica nei prossimi 10 anni).

Diminuisce e invecchia la popolazione

Il primo trend che preoccupa riguarda la popolazione: l’Italia come tutti i Paesi ricchi è in pieno “inverno demografico”, destinato ad accelerare, e a diventare una vera e propria emergenza. Al 2070 ci si immagina una riduzione in Italia della popolazione pari al 19,4% rispetto al 2021. Meno persone, meno utenti, meno consumi. Ma anche popolazione più anziana, sempre più fatta di nuclei familiari di una persona, sempre più pensionati e meno persone che lavorano, sempre più fragile. Al 2050 le persone over 65 saranno in Italia il 37,1% della popolazione (24,1% del 2022). Una “bomba” che porterà conseguenze in riduzione sui volumi dei consumi di servizi pubblici locali, e un aumento e diversificazione della domanda di servizi pubblici di tipo sociale (farmacie, edilizia pubblica), l’esplosione della cosiddetta silver economy.  L’aumento invece della popolazione mondiale potrebbe generare in Italia modifiche alla dimensione dell’immigrazione (216 milioni di immigrati climatici nel 2050), ma anche dell’export e del turismo. Infine si consoliderà il processo di “urbanizzazione” della popolazione, anche in Toscana, con effetti sulle aree urbane ma soprattutto sulle aree interne, periferiche e più deboli (in Italia meno 9,1% della popolazione in queste aree nel 2031).

Si riduce e cambia il lavoro

Ci saranno meno lavoratori e sarà sempre più difficile trovarli: si porrà un problema di reclutamento e di mantenimento del capitale umano fondamentale per le nostre aziende, lo sforzo di reskill e upskill delle imprese sarà gigantesco, dovranno essere attrattive verso giovani lavoratori. Il mercato del lavoro sta cambiando e cambierà ancora di più; nei prossimi 10/15 anni la trasformazione sarà radicale. Un cambiamento che riguarderà tutte le aziende di servizio pubblico e che già oggi manifesta i suoi effetti. Stime della Banca d’Italia parlano di una riduzione della forza lavoro in Toscana al 2042 pari a circa 200.000 unità.

Innovazione tecnologica ed Industria 5.0

Il terzo trend riguarda l’impatto delle innovazioni tecnologiche sui nostri settori: digitalizzazione, internet of things, intelligenza artificiale, 5G, block chain, Industria 5.0. Nei prossimi anni dispiegheranno il massimo degli effetti, migliorando i processi produttivi ed il lavoro, ma anche esponendo tutti i settori, anche i servizi pubblici, ad effetti sulla quantità e qualità del lavoro. L’Italia e la Toscana dovranno recuperare un gap tecnologico importante. Un impatto che riguarderà tutti i settori dei servizi pubblici, industriali e non, e le loro strategie di ricerca ed innovazione, e promuoverà la crescita e diffusione delle nostre aziende per le “smart city”. Andrà governata e resa accessibile ed equa la “transizione digitale” ed applicate le nuove normative in materia di protezione dei dati.

Cambiamenti climatici e transizione ecologica

Il quarto trend riguarda gli effetti dei cambiamenti climatici che impattano e impatteranno su tutti i settori, ma in modo particolare l’energia, i rifiuti, l’acqua, i trasporti. Dovremo migliorare la capacità di adattarsi agli effetti del climate change (siccità, alluvioni) e purtroppo migliorare le funzionalità dei servizi di protezione civile per fronteggiare le emergenze, e per cui le aziende locali hanno dimostrato e dovranno dimostrare sempre di più una grande capacità di integrarsi con i sistemi di allerta e pronto intervento. Adattarsi vorrà dire fare moltissimi investimenti per una migliore gestione delle acque, per proteggere i territori. Al tempo stesso i danni alle infrastrutture in Europa, causati dalle emergenze climatiche, sono stimati in 3,4 miliardi di euro all’anno, al 2100.

Ma dobbiamo anche contrastare le cause del cambiamento climatico, ovvero procedere con le strategie di decarbonizzazione. La “transizione ecologica” avrà effetti forti sul servizio idrico (invasi e stoccaggi, riuso dell’acqua, efficienza nell’uso delle risorse, nuova direttiva acque reflue, gestione delle acque meteoriche, efficienza energetica, piani di sicurezza). Ma anche sulla gestione dei rifiuti per la realizzazione dell’economia circolare, gli obiettivi di riciclo, l’uso efficiente dei materiali, il recupero dei materiali rari e critici, l’uso energetico dei rifiuti come biometano, biocombustibili, combustibile da rifiuti, l’implementazione dei Piani regionali e del Programma Nazionale di Gestione dei Rifiuti. Le aziende energetiche dovranno contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Fit for 55: efficienza energetica, fonti rinnovabili, generazione diffusa, stoccaggi, idrogeno, comunità energetiche, sviluppo della geotermia e dell’idroelettrico.  Le aziende della mobilità dovranno radicalmente cambiare, sostituendo flotte alimentate a combustibili fossili, con veicoli elettrici, promuovendo servizi condivisi. Ma tutte le aziende di servizio pubblico saranno coinvolte nei processi di modifica dei propri consumi energetici, anche farmacie, parcheggi aziende per la ristorazione, aziende di edilizia residenziale pubblica, aziende della cultura. In generale si chiede a tutte le aziende di sviluppare maggiormente la capacità di gestione del rischio.

Incertezza geopolitica, permacrisi e rischi globali

Un quinto trend riguarda le prospettive del quadro economico e finanziario globale e locale. Le incertezze e le crisi geopolitiche potrebbero rimanere costanti o intensificarsi, e le conseguenze saranno quelle che abbiamo visto: rischi sui mercati energetici e delle materie prime, inflazione, e quindi aumento dei tassi di interesse o comunque forti oscillazioni e variazioni. Aspetti che impattano sulla regolazione tariffaria, sui consumi e sulla finanziabilità degli investimenti, e che coinvolgeranno tutte le aziende, specie quelle coinvolte in importanti piani di investimento. I cambiamenti delle catene produttive impatteranno sulle aziende energetiche e dei rifiuti.

Infine almeno a livello europeo, saranno oggetto di modifica gli assetti di mercato con stimoli alla concorrenza e alla apertura in tutti i settori, la regolazione in Italia fatta dalle Autorità indipendenti andrà avanti nel suo percorso di sostegno alla modernizzazione, alla trasparenza e efficienza. Probabilmente cambierà la governance di alcuni settori (a partire dalla gestione unitaria della risorsa idrica, ma anche ad un nuovo assetto dei trasporti pubblici e ad un nuovo ruolo delle farmacie e delle aziende “smart”). In alcuni settori (ristorazione, servizi digitali) è possibile uno sviluppo delle aziende interamente pubbliche. La legislazione europea ed italiana specie in materia ambientale sarà sempre più esigente e con obiettivi sfidanti (acqua, riciclo, energia) sempre più vicini (2025/30/35), La maggior parte delle aziende di servizio pubblico dovranno adeguarsi al nuovo quadro della responsabilità sociale di impresa e dell’adozione degli ESG, strutturando sempre di più le proprie strategie di sostenibilità, modificando le proprie missioni e la propria purpose aziendale.

Politiche industriali

Sfide gigantesche che in molti casi si sovrappongono e moltiplicano gli effetti. Per questo la risposta del mondo delle utilities non potrà essere diversa dal proseguire i progetti di integrazione e superamento della frammentazione (a partire dall’abbandono di gestioni in economia). Si apre una fase estremamente impegnativa e il settore dei servizi pubblici vuole esserne protagonista.

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Redazione Greenreport

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