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Geotermia e opportunità di sviluppo per l’Amiata, il punto a Piancastagnaio

Appuntamento venerdì 28 marzo al Teatro comunale per un convegno pubblico con ricercatori, istituzioni e la media partnership di greenreport
 |  Toscana

L’Amministrazione comunale di Piancastagnaio (SI) organizza il convegno Geotermia e opportunità di sviluppo locale, in agenda al Teatro comunale Ricci Barbini il prossimo venerdì 28 marzo. Si tratta di una preziosa occasione di confronto pubblico sulle prospettive che si aprono adesso per lo sviluppo sostenibile dell’Amiata, grazie al rinnovo ventennale delle concessioni minerarie che sottendono la coltivazione della geotermia – accordato dalla Regione Toscana con la delibera 167 – all’attuale gestore Enel green power.

Il convegno si aprirà alle 17 coi saluti istituzionali del sindaco, Franco Capocchi, per poi chiudersi attorno alle 19 con le conclusioni affidate al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Nel corso delle due ore prenderanno parola alcuni dei principali esperti locali e nazionali in fatto di geotermia, valorizzando l’esperienza pluridecennale maturata in materia da istituzioni scientifiche come il Cnr, l’Università di Pisa e l’Ateneo senese.

Ad esempio Adele Manzella, geofisica e primo ricercatore all’Istituto di geoscienze e georisorse (Igg) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), tratteggerà una panoramica sulle politiche europee in fatto di geotermia, che puntano a un deciso sviluppo di questa fonte rinnovabile: un anno fa l’Europarlamento (con una maggioranza del 96%) chiedeva l’avvio di una nuova strategia europea a sostegno della geotermia, un approccio poi confermato a dicembre dai ministri dell’Energia degli Stati membri dell’Ue, riuniti nel Consiglio europeo.

Il sindaco di Santa Fiora nonché delegato Anci Toscana per la geotermia, Federico Balocchi, spazierà dalle politiche europee fino alle possibilità di sviluppo di progetti sull’Amiata: l’accordo raggiunto tra Regione ed Enel green power prevede infatti nuovi investimenti da 3 miliardi di euro (che arrivano a 7,4 mld di euro contando anche costi d’esercizio e manutenzione ordinaria), comprensivi di 400 mln di euro in “compensazioni” ai territori interessati. Di questi, la metà è destinata al territorio amiatino.

Letizia Marsili, professoressa ordinaria al dipartimento di Scienze fisiche, della terra e dell’ambiente all’Università di Siena, dedicherà invece il proprio approfondimento agli studi sul monitoraggio ambientale nell’area amiatina, concentrandosi in particolare sugli inquinanti presenti in tracce nei vegetali lì coltivati: i risultati dell’indagine epidemiologica InVetta, a valle di circa 15 anni di studi, hanno infatti mostrato che «non vi sono impatti significativi sulla salute derivanti dall’attività geotermoelettrica» sull’Amiata, suggerendo però l’utilità di estendere il monitoraggio alle acque dei pozzi privati alla ricerca di arsenico e di altri metalli, in particolare il tallio – naturalmente presenti nella geologia amiatina –, per verificare il possibile rischio derivante sia dall’uso alimentare che dall’irrigazione degli orti.

Alessandro Sbrana, professore ordinario al dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, spiegherà perché è possibile considerare la geotermia una fonte rinnovabile a zero emissioni di CO2, dato che quelle provenienti dalle centrali sostituiscono il degassamento naturale dei suoli, come dimostrato dal progetto di ricerca Deep carbon.

Roberto Parri, oggi membro dell'Unione geotermica italiana (Ugi) ed ex responsabile Esercizio impianti geotermici di Egp, toccherà invece il tema degli utilizzi plurimi del calore, con in particolare un focus sul teleraffrescamento geotermico, aprendo a inedite possibilità di sviluppo digitale per l’Amiata: si pensi ad esempio all’opportunità di istallare in prossimità degli impianti geotermici di data center, molto energivori, per la necessità di raffrescamento a bassi costi.

Sarà infine Riccardo Corsi, vicepresidente dell’Unione geotermica italiana (Ugi) ad accendere un faro sull’urgenza di un Piano nazionale per la geotermia: il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto, ha infatti affermato nei giorni scorsi che questa fonte rinnovabile rappresenta una «chiave di volta per i target europei di decarbonizzazione ma anche per lo sviluppo complessivo del Paese e una riduzione delle bollette per famiglie e imprese». Senza però un Piano nazionale ad hoc, come spiegato sulle pagine di greenreport dal presidente Ugi Bruno Della Vedova, lo slancio avviato in Toscana per lo sviluppo della geotermia rischierebbe di restare lettera morta nel resto del Paese.

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Redazione Greenreport

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