Skip to main content

Piombino dica addio al rigassificatore per fare spazio alla filiera dell’eolico offshore

L’Italis Lng rischia di restare in porto più del necessario, mentre le rinnovabili potrebbero dare gambe anche al rilancio del polo siderurgico
 |  Trasporti e infrastrutture

La nave rigassificatrice Italis Lng (già Golar Tundra) rimarrà a Piombino? La proroga della sua permanenza in porto oltre la scadenza fissata a luglio del 2026 resta al centro di un forte contrasto con Snam, che ha già chiesto una proroga per l'autorizzazione mentre la Regione Toscana e l’amministrazione comunale di Piombino si oppongono; il Governo e il ministero dell'Ambiente in particolare stanno cercando di individuare una possibile soluzione che al momento però non è all’orizzonte.

Di fatto a oggi nessuno sa di preciso per quanto tempo ancora dovrà restare a Piombino e meno ancora quale sarà la destinazione futura dell’Italis Lng. Già nel dicembre scorso Snam ha presentato la richiesta di proroga dell’autorizzazione per la permanenza del rigassificatore a Piombino, peraltro senza indicare alcun limite temporale. E del resto non poteva fare altrimenti; infatti, prima di indicare una scadenza temporale occorre individuare con certezza un altro sito idoneo alternativo, in cui spostare il rigassificatore. Allo stato attuale l’unico sito alternativo individuato dalla Snam resta Vado Ligure anche se questa ipotesi è stata respinta fermamente dalla nuova giunta della Regione Liguria. 

La questione assai sdrucciolevole è pertanto rimasta in mano ministero dell’Ambiente. L’orientamento del ministro non appare ancora del tutto chiaro e, tuttavia, fonti ministeriali bene informate lasciano trapelare che la ferma opposizione della giunta ligure non comporta di per sé che il rigassificatore non potrà essere spostato proprio in quel luogo: Vado Ligure è ancora una opzione aperta, al momento non ce ne sono altre considerabili e la decisione spetta al ministero. Allo stato attuale però sembra probabile che l’Italis Lng possa fermarsi a Piombino un po’ più del previsto, dato che luglio è ormai dietro l’angolo.

Il presidente della Regione Eugenio Giani - che è anche commissario governativo per il rigassificatore - ha affermato in diverse occasioni che ora la banchina del porto di Piombino deve servire per la reindustrializzazione, per il polo siderurgico, quindi è bene che il governo pensi a un altro sito.

Come non essere d’accordo con la posizione politica espressa dal Governatore, che lascia intravedere lungimiranza e apre ad una possibile progettualità per lo sviluppo dell’area porto-industriale di Piombino, le cui ampie superfici adiacenti al porto potrebbero essere impiegate anche per la realizzazione della filiera tecnica necessaria a costruire e a mettere in opera gli aerogeneratori necessari a realizzare i numerosi parchi eolici offshore, che si trovano, peraltro, già in avanzata fase istruttoria presso la competente Commissione di valutazione d’impatto ambientale del ministero.

Quale migliore occasione per un rilancio del polo siderurgico piombinese? La realizzazione di impianti eolici offshore richiederà migliaia e migliaia di tonnellate di acciaio, che potrebbero essere prodotte – senza costi di trasporto – proprio dalla nuova acciaieria nascente a Piombino, che potrebbe essere chiamata ad una nuova vita produttiva.

L’attuale transizione energetica incentrata sul passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili rappresenta la più importante sfida di questo secolo e diventa il regalo più importante che possiamo realizzare e lasciare in eredità alle future generazioni: non sprechiamo questa opportunità e facciamo diventare le aree portuali di Piombino in un hub per la realizzazione di parchi eolici offshore, il futuro energetico del nostro Paese passa da una scelta futurista e coraggiosa come questa.

Aurelio Caligiore, Ammiraglio Ispettore del Corpo della Guardia Costiera

Da oltre trent’anni Ufficiale della Marina Militare del Corpo della Guardia Costiera, l’Ammiraglio Ispettore Aurelio Caligiore è da sempre impegnato in attività legate alla tutela dell’ambiente. Nell’ultimo decennio è stato Capo del Reparto ambientale marino delle Capitanerie di Porto (RAM) presso il ministero dell’Ambiente. Attualmente è Commissario presso la Commissione Pnrr-Pniec del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase).