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Oro della sostenibilità al Muse, il gioiello della scienza di Trento firmato Renzo Piano

Il nuovo Museo, esperienza multisensoriale della scienza e omaggio all’edilizia sostenibile
 |  Territorio e smart city

Lo spettacolo sta per cominciare al Muse, il nuovo Museo della Scienza di Trento progettato da Renzo Piano per la città di Trento. Una struttura incredibile ‘contenuta’ ai piedi delle montagne e a sua volta contenitore di ecosistemi che sfidano le leggi dello spazio e del tempo: dal ghiacciaio delle Alpi alla serra tropicale, dentro il Muse non ci sono solo sale espositive e mostre ma ambienti immersivi e laboratori creati con l’idea di trasformare la stessa fruizione della scienza.

Del Muse ne hanno parlato tutti, e a ragione. Lungo i 5 ettari coinvolti nel progetto urbanistico che lega la nascita del Museo a nuovi insediamenti di carattere residenziale e commerciale - sui quali, a livello locale non mancano gli inevitabili dubbi di speculazione edilizia - , si snodano anche gli oltre 12.000 mq del museo vero e proprio. Con le sue forme appuntite, in sintonia con la silouette dei monti, i suoi vetri, le sue scale e i pannelli fotovoltaici; 4 piani e due interrati, un “Fab-lab” con un’irrinunciabile stampante 3D e un’offerta didattica per ogni età.

Con un investimento complessivo di circa 70 milioni a carico della provincia di Trento, il Muse non poteva che essere progettato e costruito con la dovuta attenzione ai temi della sostenibilità dei materiali, dell’efficienza energetica e del risparmio idrico. E i primi risultati confermano questa direzione, come affermano dal distretto tecnologico trentino: «Lo scorso 13 giugno il Muse, progetto di  Renzo Piano RPBW, gestito da IURE spa in nome e per conto di Fondo Clesio di SGR Castello, ha ottenuto la certificazione LEED® NC 2.2 Gold, rilasciata dall'ente certificatore GBCI (Green Building Certification Institute) di Washington, D.C».

Per raggiungere questo importante riconoscimento il Muse si è avvalso della collaborazione di Habitech, il distretto tecnologico trentino per l’energia e l’ambiente riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca: una realtà composta da circa 300 soggetti fra imprese che promuove e coordina processi innovativi di efficientamento energetico di singoli edifici o territori.

«Dalla scelta dei materiali e le modalità di gestione delle attività di costruzione – si legge in una nota di Habitech - alla relazione con  il contesto insediativo e dei servizi, dalla relazione degli utenti dell'edificio con la rete dei percorsi pedonali e dei servizi di trasporto collettivo fino alle strategie estremamente efficaci di riduzioni dei consumi energetici ed idrici».

«La strategia energetica ha considerato l'interazione involucro impianti e combinato la riduzione dei consumi dell'edificio – si legge ancora - concepito come sistema con la fornitura di energia “verde”, il ricorso intensivo alle rinnovabili, fotovoltaico e  geotermia, nel contesto di un intero comparto servito dalla nuova centrale di trigenerazione».

Attenzione e sistemi integrati anche verso le risorse idriche, dove si assiste a un «risparmio dell’uso di acqua potabile quintuplicato rispetto ai migliori benchmark di riferimento grazie all’adozione incrociata di sistemi di riduzione e il riutilizzo dell’acqua piovana», e alle prestazioni degli spazi interni, «dove la relazione con le viste sul paesaggio e la luce naturale e l’uso di materiali basso emissivi hanno puntato ad alte prestazioni in termini di comfort e salubrità». Quanto alle tecniche di costruzione, da Habitech mettono in evidenza «i punti di “performance esemplari”, ottenuti grazie all'interramento totale dei parcheggi e quelli inerenti alla gestione dei rifiuti delle attività di costruzione la cui quasi totalità è andato riciclato».

Infine, tra i punti di forza di questo importante riconoscimento, c’è anche quello relativo alla funzione pedagogica dell’edificio - “Building as a teaching tool” - ovvero uno strumento di insegnamento, che può ispirare ed educare: «Tra 3.300 metri quadri di esposizioni permanenti e di 500 metri quadri di mostre temporanee, verrà realizzata una sezione espositiva dove i visitatori potranno conoscere le strategie per rendere gli edifici più sostenibili ed efficienti».

«Un grande risultato per un progetto che sarà un fiore all'occhiello per il Trentino, a cui siamo soddisfatti di aver dato il nostro contribuito e ci auguriamo apra la strada della sostenibilità nella realizzazione e gestione delle strutture museali», ha dichiarato Gianni Lazzari, AD di Habitech. «Questo risultato dimostra inoltre che risultati ambiziosi si possono raggiungere quando c'è sinergia tra i partner  coinvolti».

Foto: Alessandro Gadotti. Archivio Trento Futura

 

Redazione Greenreport

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