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In Campania rispunta il condono edilizio. Ambientalisti: «Renzi impugni la legge»
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La maggioranza di centrodestra alla Regione Campania, con un vero colpo di mano degno della prima Repubblica, ha posto la fiducia al maxi emendamento collegato alla Finanziaria regionale che, di fatto, approva, tra le altre cose, norme su urbanistica e condono edilizio certificando sul fronte del cemento un via libera tutti, una vera e propria follia che rischia di portare un nuovo sacco al patrimonio ambientale e paesaggistico della nostra regione.
Vittorio Cogliati Dezza e Michele Buonomo, rispettivamente presidente nazionale e regionale di Legambiente, denunciano che «Il voto di ieri in Campania non è altro che l'ennesimo tentativo - o l'ennesima illusione - di poter fare rientrare nel condono edilizio immobili che non ne hanno i requisiti e che attendono ancora l'evasione delle pratiche da parte dei comuni. Ora, visto che con il condono del 2003 hanno fallito, i sostenitori degli abusivi ci riprovano con quello del 1994, che fu tra tutti quello più “generoso”, e permise di sanare immobili anche in aree sottoposte a vincolo. Riteniamo che le modifiche alla Legge regionale 10/2004 non siano di fatto utili a consentire di allargare le maglie di quella legge ad abusi che ne erano esclusi, se non addirittura che siano passibili di incostituzionalità. E per questo chiediamo al Governo nazionale di impugnare la Legge, anche solo per i profili che mettono in discussione la tutela ambientale e paesaggistica e il rischio per l'incolumità dei cittadini. Legambiente sarà in prima linea affinché anche questa prova di forza si concluda con la riaffermazione del diritto che si cerca di aggirare. L'impressione è che si tratti ancora una volta di uno spot elettorale, un provvedimento degno dei peggiori azzeccagarbugli, per garantire ai politici campani consenso conquistato a danno della legalità e sicurezza».
Anche “Green Italia Verdi Europei” si appella al presidente del consiglio Matteo Renzi «Perché intervenga immediatamente contro la norma approvata ieri dal consiglio regionale della Campania che riapre fino a tutto il 2015 i termini degli ultimi condoni edilizi nazionali, condannando di fatto il territorio campano a un’ennesimo diluvio di cemento illegale». Secondo Roberto Della Seta, Francesco Ferrante e Carmine Maturo, «Bene hanno fatto Pd e centrosinistra ad opporsi con forza in consiglio regionale a Napoli a questo scempio, ora mostrino la stessa determinazione a Roma. La norma approvata è del tutto illegittima, perché una legge regionale non può modificarne una nazionale, e se entrasse davvero in vigore rappresenterebbe un danno immenso per il territorio campano, già dilaniato da decenni di abusivismo impunito, e per la stessa sicurezza abitativa di migliaia di persone: infatti le case illegali non sono soltanto uno schiaffo al paesaggio e un colpo ai cittadini onesti, ma spesso, male costruite e collocate in aree a rischio idrogeologico o vulcanico, sono un pericolo per chi ci vive. Il presidente Caldoro e la sua maggioranza con questa scelta hanno eretto un grande monumento alla malapolitica e concesso un vistoso lasciapassare alle ecomafie del cemento che imperversano anche in Campania: ora vanno fermati ad ogni costo».
Le vere intenzioni del maxi-emendamento e della fiducia chiesta dalla giunta Caldoro erano state denunciata da Anna Savarese, vicepresidente Legambiente Campania, che spiega: «Il Consiglio regionale non è riuscito nel corso di tre anni ad approvare il Disegno di legge sul Paesaggio e ora con questa manovra surrettizia, ponendo la fiducia per delegittimare il ruolo dell’opposizione approva norme che hanno un impatto devastante sul territorio, a partire dalle zone maggiormente vulnerabili, come la Penisola Sorrentino-Amalfitana e la zona rossa del Vesuvio».
Legambienta Campania dice che «Il rischio di nuovo cemento - denuncia Legambiente - sarebbe una manna per speculatori, gli imprenditori del cemento. In dieci anni la “Cemento Spa”, ha realizzato circa 60.000 case abusive, pari a oltre nove milioni di metri quadrati di superficie cementificata. Un assegno in bianco da mettere nella cassaforte dei clan e una manna per i colletti bianchi del mattone».
I numeri delle forze dell’ordine confermano la denuncia del Cigno Verde: con 838 reati accertati (oltre il 15% del totale nazionale), 952 persone denunciate e 300 sequestri la Campania guida la classifica nazionale dei reati legati al ciclo del cemento. La provincia di Napoli, con 350 infrazioni, detiene la leadership assoluta. «La Regione Campania - conclude la Savarese - dovrebbe capire che le risorse che non vanno depauperate sono proprio la qualità del territorio e dell’ambiente, che sono le precondizioni per il rilancio delle attività agricole, manifatturiere e turistiche, in uno con l’innovazione e la ricerca, la promozione della Green Economy. Sono questi i veri volani di sviluppo per la regione».
Anche per Ermete Realacci, presidente PD della Commissione ambiente territorio e lavori pubblici della Camera, l’ennesima sanatoria edilizia approvata in Campania. «E’ un grandissimo errore, un favore alle ecomafie e un danno all’economia pulita la norma che riapre fino a tutto il 2015 i termini degli ultimi condoni edilizi nazionali per la Campania approvata ieri dal Consiglio regionale, nonostante la ferma e dura opposizione di Pd e centrosinistra. Si tratta di una vera e propria sanatoria che ‘regalerà’ nuovi pesanti colate di cemento alla Campania e non risparmierà neanche le zone maggiormente vulnerabili, come la Penisola Sorrentino-Amalfitana e la zona rossa del Vesuvio, foraggiando le ecomafie. Iniziative di questo tipo mandano al Paese un pericoloso messaggio di tana libera tutti. Il solo effetto annuncio dei condoni fa lievitare il cemento abusivo: nel 2003 generò ben 40 mila nuove case illegali, con un incremento della produzione abusiva superiore al 41% tra 2003 e 2001. E come se non bastasse l’abusivismo alimenta una vera e propria filiera del cemento illegale, non a caso l’81% dei Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose in Campania dal 1991 a oggi vede tra le motivazioni un diffuso abusivismo edilizio, speculazioni immobiliari e pratiche di demolizione inevase. E come denunciato da Legambiente con 838 reati accertati (oltre il 15% del totale nazionale), 952 persone denunciate e 300 sequestri la Campania guida la classifica nazionale dei reati legati al ciclo del cemento. Per fermare la piaga dell’abusivismo edilizio che ha ricoperto il Paese di cemento illegale e foraggia le casse dell’ecomafia, è necessario dire un chiaro e secco ‘No’ a nuovi condoni e abbattere senza indugi gli immobili costruiti abusivamente. Mi auguro che il Governo intervenga contro questo ennesimo tentativo di condono edilizio».
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