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Ieri la comunicazione in Consiglio regionale, domani il presidente sarà a Piancastagnaio per fare il punto sull’Amiata

La geotermia toscana? Giani: «È un esempio a livello mondiale»

Quella sul rinnovo delle concessioni è stata «una trattativa sofferta ma finita bene, anche se per il momento è un’intesa generale: restano da rimodulare gli interventi, le compensazioni da calibrare sui singoli comuni»
 |  Nuove energie

Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, è intervenuto ieri in Consiglio regionale per una comunicazione sulla geotermia e in particolare sul rinnovo ventennale delle concessioni minerarie che ne sottendono la coltivazione, concesso a febbraio all’attuale gestore – Enel green power – a fronte di un piano investimenti da 3 miliardi di euro (che arrivano a 7,4 considerando anche i costi di esercizio e manutenzione ordinaria).

«La geotermia è un modello che la Toscana assume non solo sul piano nazionale, contribuendo alla decarbonizzazione nella produzione di energia elettrica ma è un esempio a livello mondiale – dichiara Giani – oggi genera tanta elettricità rinnovabile da equiparare il 34% del fabbisogno toscano», e l’obiettivo è salire al 40% grazie ai nuovi impianti in programma (Bagnore 5 da 40 MW, Pc6 da 20 MW e 5 ulteriori MW a Monterotondo Marittimo per probabile ciclo binario in base al fluido reperito) oltre all’ammodernamento delle centrali esistenti.

Parlando di cifre «l’accordo prevede un termine di investimenti in 20 anni di 3 miliardi di euro da Enel green power – conferma Giani – per assicurare innovazione, i più elevati standard di sicurezza ambientale in tutti gli impianti, il controllo delle emissioni, la qualità dell’ambiente e prospettive occupazionali e per tre nuove centrali geotermoelettriche, a Bagnore, Piancastagnaio e Monterotondo Marittimo. Di questi 3 miliardi, 400milioni andranno ai comuni per le richieste dei territori», e inoltre i 16 Comuni geotermici «riceveranno nei loro bilanci una media di 30-32 milioni annua di royalties».

Questo il quadro già deliberato in Regione, che deve però ancora passare dalla fase applicativa: parlando del rinnovo concessioni assicurato a Enel green power, definito «il soggetto che per know-how ha legittimazione mondiale» dato che già oggi gestisce l’area dove si produce energia geotermoelettrica da 121 anni, Giani precisa infatti che è stata «una trattativa sofferta ma finita bene, anche se per il momento è un’intesa generale, restano da rimodulare gli interventi, le compensazioni da calibrare sui singoli Comuni».

Per fare il punto della situazione anche nell’area amiatina, domani Giani concluderà il convegno Geotermia e opportunità di sviluppo locale, in agenda al Teatro comunale Ricci Barbini, organizzato dal Comune di Piancastagnaio con la media partnership di greenreport.

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Redazione Greenreport

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