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Legambiente e Wwf hanno presentato istanza contro il declassamento per la protezione dei lupi

«Non possiamo accettare che scelte politiche, basate su pressioni lobbistiche piuttosto che su dati scientifici, mettano a rischio la tutela della biodiversità»
 |  Natura e biodiversità

Grazie allo status di protezione finora accordato alla specie, la popolazione di lupi in Europa è cresciuta del 58% in dieci anni, passando da circa 12.000 individui a oltre 21.500 nel 2022. Adesso però sta tornando a rischio, con la recente proposta della Commissione europea di declassare il lupo da "specie rigorosamente protetta" a "specie protetta" che ha sollevato forti critiche da parte di esperti e organizzazioni ambientaliste.

In tutta risposta, Legambiente e Wwf Italia hanno ufficialmente depositato un’istanza d’intervento nel ricorso già incardinato presso il Tribunale dell’Unione europea contro tale declassamento, decidendo dunque di intraprendere la via giudiziaria come già fatto da altre associazioni.

Il declassamento del lupo da specie "rigorosamente protetta" a "protetta", stabilito dalla Convenzione di Berna e recepito dalla Commissione europea nella proposta di modifica della direttiva Habitat, rischia infatti di aprire la strada ad abbattimenti indiscriminati perché oggi il settore venatorio in Italia è fuori controllo a causa di norme sempre più permissive in tema di caccia, con la grave conseguenza di favorire il bracconaggio dilagante. A ciò si aggiunge il recente emendamento approvato dal Parlamento italiano, che accelera l’iter per consentire le fucilate contro questi animali.

«Non possiamo accettare che scelte politiche, basate su pressioni lobbistiche piuttosto che su dati scientifici, mettano a rischio i successi raggiunti in questi decenni e che hanno permesso la ripresa delle popolazioni di lupo e la tutela della biodiversità – dichiarano Legambiente e Wwf Italia – Il nostro intervento mira a garantire che venga rispettato il principio di precauzione, che la protezione del lupo rimanga una priorità per l’Unione Europea e che le sorti della natura e la gestione della fauna selvatica rimangano legate alle valutazioni scientifiche e non siano nelle mani di politici senza scrupoli».

Secondo gli ambientalisti l’abbattimento dei lupi inoltre non è la soluzione ai conflitti con le attività umane, come ci insegna la storia passata e numerosi studi scientifici condotti in Europa e Nord America: piuttosto, è necessario investire in misure di prevenzione, come recinzioni elettrificate, cani da guardiania e altre forme di controllo del bestiame già adottate con successo in molte aree d’Europa, e che, se applicate correttamente si dimostrano l’unica soluzione efficace per mitigare i conflitti sul medio-lungo termine.

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.