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Novità da Bruxelles

Svelato il pacchetto Omnibus: niente obbligo di rendicontazione sostenibilità per l’80% delle imprese

La Commissione Ue ha presentato le misure che mirano a semplificare e alleggerire il peso burocratico per le aziende europee. Cambiamenti per Csrd, Csddd, Cbam. Dura critica da parte dell’European environmental bureau: «Cavallo di Troia per un’aggressiva deregulation»
 |  Green economy

La Commissione europea ha presentato il cosiddetto pacchetto Omnibus, ovvero un insieme di misure che mirano a semplificare alcuni provvedimenti legislativi approvati in ambito comunitario e ad alleggerire il peso burocratico riguardante le imprese degli Stati membri. Le novità introdotte vengono accolte con entusiasmo dai settori imprenditoriali, mentre dal fronte delle associazioni ambientaliste viene lanciato un allarme sull’impatto negativo che le nuove regole avranno nella lotta alla crisi climatica. Tra queste, l’European environmental bureau parla di «cavallo di Troia per un’aggressiva deregulation»: «L’Omnibus Semplification Package – è la denuncia mossa dalla rete di ong verdi – non è solo un attacco alla responsabilità ambientale aziendale, è un colpo alla democrazia. In soli quattro mesi, la Commissione ha riscritto le norme dell’Ue concordate senza alcun processo democratico, valutazione d’impatto o consultazione. Il tutto senza un briciolo di prova che queste regole ancora da attuare danneggerebbero la competitività. Ciò che questo pacchetto crea, tuttavia, è l’incertezza legale, che premia le imprese che hanno ritardato gli adeguamenti mentre penalizza le aziende che si sono mosse presto per monitorare e segnalare il loro impatto ambientale».

Il pacchetto Omnibus propone infatti una serie di cambiamenti in particolare sulla la Csrd (la direttiva sulla responsabilità sociale delle imprese), la tassonomia verde Ue, la direttiva sulla due diligence sulla sostenibilità (Csddd), il Cbam (Il meccanismo che comporta l'applicazione di un prezzo per le emissioni incorporate nei prodotti di alcune tipologie di industrie), nonché alcuni programmi di finanziamento come InvestEu e l'Efsi. Secondo quanto riferito da Bruxelles, l’obiettivo è ridurre del 35% gli oneri amministrativi per le Pmi entro il 2029, con un risparmio stimato di 6,3 miliardi di euro. Inoltre, questa operazione dovrebbe anche mobilitare 50 miliardi in nuovi investimenti pubblici e privati, allineati alle priorità politiche dell’Ue. Il che verrebbe fatto, però, tagliando i principali obblighi green per le imprese.

Esaminando il pacchetto nel dettaglio, la prima, grande novità riguarda la Csrd: la Commissione Ue ha proposto di ridurre drasticamente il numero di aziende interessate dalla direttiva, limitando l’obbligo di reporting, fino ad oggi riguardante le realtà con almeno 250 impiegati, alle imprese con oltre mille dipendenti. Secondo la Commissione, questa scelta consentirà di sgravare dall’obbligo di rendicontazione circa l’80% delle imprese inizialmente incluse. Previsto anche un regime semplificato per le Pmi, che potranno aderire a standard di rendicontazione volontari e rifiutare richieste eccessive da parte di aziende di maggiori dimensioni. Ed è previsto anche un margine di due anni per negoziare la revisione dell’intero quadro normativo. 

Modifiche previste anche per la direttiva sulla due diligence di sostenibilità (Csddd), i cui termini di recepimento slittano di un anno, cioè al luglio 2027. L’obiettivo, viene spiegato da Bruxelles, è dare alle imprese più tempo per adeguarsi, mentre sul fronte dei controlli si afferma che le verifiche obbligatorie potranno avvenire ogni cinque anni, anziché annualmente, concentrando la due diligence soprattutto sui fornitori di primo livello, ossia i partner diretti e più prossimi lungo la catena del valore. 

La Commissione Ue propone anche di eliminare il tetto minimo per le sanzioni (attualmente fissato al 5% del fatturato, un notevole deterrente per gli investitori), mantenendo però la possibilità per gli Stati membri di comminare multe proporzionate alla gravità delle infrazioni. 

Per quanto riguarda la «tassonomia verde», che definisce quali progetti siano meritevoli di fondi e sgravi per la decarbonizzazione, la Commissione Ue prevede interventi che riducano del 70% i template di rendicontazione e il potenziamento del principio di proporzionalità, grazie al quale le imprese potranno omettere informazioni relative agli aspetti non materiali dei processi. Saranno inoltre rivisti alcuni criteri per la clausola «do no significant harm» (non causare impatti negativi ambientali o sociali) così da semplificare ulteriormente gli obblighi previsti dalla tassonomia senza riaprire l’intero regolamento. 

Per il Cbam, il meccanismo di tassazione delle emissioni alla frontiera Ue, la Commissione introduce una soglia annua di attivazione pari a 50 tonnellate per gli importatori di ferro, acciaio, alluminio, cemento e fertilizzanti. In questo modo, circa il 90% degli importatori, che trattano volumi modesti, resterebbe esentato dagli adempimenti. Secondo la Commissione, però, pur introducendo questa eccezione verrebbe comunque coperto il 99% delle emissioni.

Sul fronte dei programmi di finanziamento, il pacchetto Omnibus amplia la capacità di InvestEu, consentendo una maggiore leva finanziaria e introducendo maggiore sinergia con strumenti preesistenti come il Fondo europeo per gli investimenti strategici (Efsi) e altre iniziative. L’obiettivo è garantire più fondi alle imprese che vogliono investire in progetti verdi, digitali e sociali, semplificando al contempo le procedure di accesso e monitoraggio, in linea con il taglio complessivo agli oneri burocratici. 
Intervenendo al summit dell’industria europea di Anversa, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha annunciato che «un’ulteriore semplificazione è in arrivo», riguardo sempre burocrazia e oneri amministrativi in diverse aree. «Ma lasciatemi essere chiara – ha detto quando già iniziavano a circolare commenti negativi circa le nuove misure adottate in ambito comunitario – i nostri obiettivi climatici e sociali non cambiano. Perché il nostro impegno per l’economia sociale di mercato è incrollabile. È il fondamento del mercato unico europeo. Perché i giovani non ci perdonerebbero mai se non fossimo all’altezza della sfida del riscaldamento globale».

Le misure annunciate oggi però vengono duramente criticate da diverse sigle ambientaliste europee. Non a caso, il commissario Ue alla Semplificazione, Valdis Dombrovkis, rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa di presentazione della proposta Omnibus ha dovuto smentire che si tratti di un’operazione di deregulation. «Siamo stati chiari che la nostra agenda di semplificazione non è una deregolamentazione. Non stiamo cambiando i nostri obiettivi del Green deal. Siamo impegnati a raggiungerli e con la nostra agenda di semplificazione li raggiungeremo in modo più efficiente e con meno costi», ha detto aggiungendo una frase, in riferimento alla direttiva Csrd, che non ha sciolto però i dubbi degli ambientalisti: «Non abbiamo bisogno di reportistica a scopo di reportistica». 

Duro il commento conclusivo dell’European environmental bureau: «Nella conferenza stampa di oggi, il commissario Valdis Dombrovskis ha apertamente inquadrato le protezioni per le persone e l’ambiente come ostacoli ai profitti aziendali, chiarendo che questo pacchetto è progettato per indebolire la responsabilità aziendale e facilitare un approccio di profitto a tutti i costi per le imprese. Sventrando le leggi essenziali sulla sostenibilità, la Commissione sta spingendo l’Europa all’indietro in un momento in cui è urgentemente necessaria una maggiore responsabilità aziendale». 

Simone Collini

Dottore di ricerca in Filosofia e giornalista professionista. Ha lavorato come cronista parlamentare e caposervizio politico al quotidiano l’Unità. Ha scritto per il sito web dell’Agenzia spaziale italiana e per la rivista Global Science. Come esperto in comunicazione politico-istituzionale ha ricoperto il ruolo di portavoce del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel biennio 2017-2018. Consulente per la comunicazione e attività di ufficio stampa anche per l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, Unisin/Confsal, Ordine degli Architetti di Roma. Ha pubblicato con Castelvecchi il libro “Di sana pianta – L’innovazione e il buon governo”.