La chiusura del centro di ricerca del Padule di Fucecchio e le prospettive future

Gli Amici del Padule di Fucecchio: con noi coloro che hanno partecipato all'esperienza del Centro. Adesso su chiuda decorosamente la vicenda del Centro e si apra una fase nuova di collaborazione e condivisione di intenti fra le istituzioni e i soggetti associativi

[15 Dicembre 2023]

Molte volte in passato abbiamo comunicato al pubblico attraverso la stampa e i social il nostro punto di vista sulla vicenda del Centro di Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio, probabilomente fino a renderci noiosi. Dal momento in cui si profilò l’ipotesi dello “spezzatino” (e cioè dello smembramento dei beni della Riserva Naturale e della distribuzione fra i comuni delle risorse finanziarie destinate all’area protetta) ci siamo opposti con fermezza a quella che ritenevamo costituisse (come si è poi dimostrato) la  fine di una esperienza ricca e significativa, con lo  smantellamento di fatto del Centro e della Riserva Naturale. Per scongiurare quell’ipotesi abbiamo organizzato varie manifestazioni fra cui in particolare citiamo, nel 2018, una bellissima e coloratissima marcia dal Centro Visite al Porto delle Morette, a cui aderirono tutte le associazioni ambientaliste oltre a un migliaio di cirttadine e cittadini, quando in tantissime/i sfilammo dietro un lungo striscione che recitava “No allo smembramento, Sì alla buona gestione”.

Tuttavia lo “spezzatino” fu fatto e nessuno degli amministratori della Valdinievole ebbe niente da ridire, ma tutti firmarono l’accordo di programma che lo prevedeva. La chiusura del Centro, che ora è inevitabile, non è altro che la logica conseguenza di quell’atto, senza che, fino a questo momento, sia stato creato niente di alternativo.

Oggi, con molto rammarico, siamo i primi a dire che il Centro di Ricerca deve essere chiuso, perchè realisticamente non vi sono più le condizioni economiche e giuridiche perchè possa andare avanti, ma allo stesso tempo teniamo a ricordare e a sottolineare l’ottimo lavoro che ha svolto per oltre 30 anni, essendo stato a lungo una sede efficiente di mediazione alta di interessi diversi ed avendo realizzato, in collaborazione con altri Enti, interventi di ripristino di habitat e di strutture di fruizione, come mai era stato fatto in passato. A questo è da aggiungere una instancabile attività culturale, didattica e di divulgazione scientifica, che ha portato migliaia di persone di ogni età a (ri)scoprire il Padule e ad avvicinarsi al tema cruciale della tutela natura (passando anche attraverso il recupero di saperi tradizionali, come l’arte della lavorazione delle erbe palustri).

Per questo chiediamo con forza alle istituzioni che il Centro RDP sia chiuso in modo dignitoso, trovando le (peraltro modeste) risorse per appianare i bilanci senza lasciare strascichi, anche considerando che in questi anni esso ha continuato a lavorare contando su risorse ridottissime e sporadiche e in condizioni di crescente incertezza, garantendo tuttavia un importante servizio pubblico.

Vogliamo comunque chiudere esprimendo la nostra fiducia che si possa aprire una nuova fase per le riserve naturali del Padule di Fucecchio e del Lago di Sibolla (quest’ultima già oggetto di un accordo fra la nostra associazione e il Comune di Altopascio). La nostra associazione raccoglie al suo interno molte delle persone che negli anni scorsi hanno collaborato a vario titolo nella gestione dell’area protetta, e vi è una forte motivazione a portare avanti il nostro impegno. Il nostro maggiore auspicio è che si superino gli steccati eretti in passato e che si apra una fase di collaborazione e condivisione di intenti fra le istituzioni e i soggetti associativi interessati alla tutela del Padule, con l’obiettivo di rilanciare una buona gestione delle aree protette.

di Amici del Padule di Fucecchio per la Biodiversità