Sull’impianto di biodigestione al Cermec massima trasparenza e partecipazione. In via di deposito la richiesta di modifica sostanziale di AIA dopo che la regione toscana ha escluso che il progetto debba essere assoggettato a nuova valutazione di impatto ambientale

[16 Febbraio 2023]

Dopo la Regione Toscana, anche Cermec ha dato alle associazioni riunite nel coordinamento dei comitati le proprie risposte ai numerosi quesiti contenuti nella loro richiesta. Risposte anche puntuali a quesiti altrettanto puntuali. La comunicazione, inviata già lo scorso 14 febbraio, è integralmente trascritta in calce.

Va poi precisato che la società, ricevuto il progetto dai professionisti (incaricati a seguito di gara europea) aveva depositato la richiesta di avvio del PAUR (procedimento autorizzativo unico regionale, che avrebbe compreso anche la VIA) ma è stata la Regione Toscana a ritenere necessaria la preventiva valutazione di assoggettabilità a VIA, valutazione di impatto ambientale, arrivando a concludere che non fosse necessaria.

Come già sottolineato anche dalla Regione, la documentazione era e resta al momento disponibile sul sito della Regione stessa. Ma per rendere più semplice l’accesso diretto a questi documenti, anche lo società ha creato una pagina specifica sul proprio sito aziendale www.cermec.it (il link anche sulle pagine dell’azienda sui social Facebook e Linkedin).

Come si potrà leggere, molti dei dubbi e dei “sospetti” sulla presunta nocività dell’impianto dovrebbero essere fugati anche dalla lettura di quanto i diversi enti di controllo (ASL, ARPAT, Genio Civile eccetera) hanno espresso in occasione della Conferenza dei Servizi.

In ogni caso la società resta aperta al confronto, anche diretto e personale, con i rappresentati dei comitati o di qualsiasi altro portatore di interessi diffusi che abbia l’intenzione di conoscere meglio e meglio comprendere la realtà del progetto.

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Di seguito il testo integrale della risposta 

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In riferimento all’istanza di accesso civico generalizzato, formulata da CCAdbr e dalla successiva richiesta formulata dal Difensore Civico Regionale, si inviano in calce le informazioni relative, trascrivendo – per comodità di lettura – ciascun punto indicato nell’istanza del Coordinamento dei Comitati.

Occorre premettere, anche al fine di mettere a disposizione degli istanti la documentazione tecnica dettagliata, cheil progetto di revamping impiantistico di Cermec(“Progetto di realizzazione di un impianto di valorizzazione aerobica ed anaerobica di rifiuti biodegradabili, con produzione di biometano, nella installazione esistente di gestione rifiuti, posto in via Dorsale n.11 e in via Longobarda, nel Comune di Massa“) è stato sottoposto a procedura di valutazione di assoggettabilità a VIA e pertanto detta la documentazione, compreso il decreto finale con il quale si esclude l’assoggettabilità a VIA con i contributi istruttori, è interamente pubblicata sul sito https://www.regione.toscana.it/-/verifica-di-assoggettabilitaed è liberamente accessibile.

In merito ai quesiti posti, di seguito si trascrivono i quesiti formulati e, in calce a ciascuno, le informazioni richieste.

Nello specifico si chiede con urgenza: Se la scelta di non finanziare il Biodigestore del Cermec è legata alla mancata bonifica dell’area SIN-SIR, in considerazione che per accedere ai finanziamenti del PNRR uno dei criteri da rispettare è quello di evitare la lesione del principio sancito dall’articolo 17 del Regolamento UE 2020/852 “non arrecare un danno significativo” principio DNSH contro l’ambiente.

Il mancato finanziamento del progetto è stato determinato in fase di ripartizione dei fondi nazionali complessivi, che per decisione del Ministero sono stati suddivisi in due distinti e separati plafond: uno per le regioni del Nord e uno – unico – per quelle del Centro e del Sud. Non vi è stata quindi nessuna esclusione, tanto meno in virtù del principio DNSH, ma unicamente una mancata attribuzione dei fondi per i motivi sopra descritti. Contrariamente a quanto ipotizzato nel quesito, infatti, l’esame della relazione DNSH è stata effettuata a priori e tale esame e valutazione – unitamente agli altri parametri di punteggio – ha portato all’attribuzione di un significativo score, 71,20 punti, che hanno collocato il progetto di Cermec (presentato da ATO Toscana Costa) al 24° posto nella graduatoria nazionale. Come si vedrà quindi dal Decreto del Ministero,

in virtù del meccanismo dei plafond, sono stati ammessi a finanziamento progetti risultati in posizione inferiore poiché inseriti in Regioni della macroarea Nord.

Il DM è scaricabile dal sito:

https://www.mase.gov.it/sites/default/files/styles/media_home_559/public/archivio/allegati/PNRR/m_amte.MiTE.DISS%20REGISTRO%20DECRETI%28R%29.0000198.02-12-2022.pdf,

1) Il progetto relativo al Biodigestore predisposto da codesta società è un impianto di riciclaggio che decompone solo i rifiuti organici? Se sì, quali sono quelli previsti?

L’impianto, che integra le due tecnologie – anaerobica e aerobica, in sequenza produttiva – sarà alimentato unicamente da matrici biodegradabili dei rifiuti urbani, principalmente da cucine e mense, codice EER 200208 e da manutenzioni di parchi è giardini, codice EER 200108 (rispettivamente identificati anche coi nomi comuni di “”Forsu”” e di “”verde-sfalci e potature””, oltre ad altre matrici assimilabili e in ogni caso ammesse alla produzione di ammendante compostato misto ACM).

Tecnicamente l’impianto è correttamente inquadrabile quale impianto di recupero (R) sia della componente energetica – nella prima fase anaerobica – sia di materia – nella fase successiva e finale, di end of waste– di digestione aerobica e quindi di compostaggio.

In tale seconda sezione, senza previo trattamento nella sezione anaerobica, sarà realizzato anche un modulo per il trattamento dei fanghi da depurazione civile, derivanti dai depuratori dei reflui urbani, per la produzione di ACF, ammendante compostato da fanghi

2) Quali dimensioni (N° di famiglie servite) avrà il Biodigestore che sarà realizzato nell’area di Massa?

“L’impianto non è dimensionato per “”utenze servite”” (valore utilizzabile nella pianificazione dei servizi di raccolta ma non per quello di trattamento dei rifiuti raccolti) bensì per quantitativi espressi in t/anno. Tale dato è facilmente riscontrabile dalla documentazione esaminata dalla Conferenza dei Servizi chiamata a pronunciarsi nell’ambito della procedura di Valutazione di assoggettabilità a VIA (come detto, esclusa)

3) Da quali comuni sarà conferito il materiale organico per il Biodigestore?

Conformemente all’attuale assetto normativo e gestionale della gestione dei rifiuti (e agli atti di pianificazione di competenza dell’Autorità d’Ambito) quello di Massa sarà un impianto funzionale a soddisfare il fabbisogno di trattamento di Forsu e Verde prodotti nel territorio dell’ATO stesso

4) Il recupero del materiale organico dai comuni di cui sopra, sarà sufficiente a coprire il fabbisogno del funzionamento del Biodigestore per renderlo economicamente sostenibile? Vi sono dati predittivi in proposito?

Il digestore è stato progettato per trattare massimo 60.000 ton/anno di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata. Si premette che l’impianto Cermec è parte integrante delle previsioni di ATO, infatti per tale impianto il Piano Straordinario, approvato nel 2015, ha preso atto del possibile potenziamento dell’impiantistica già pianificata, inserendo tale impianto tra i propri investimenti (con una capacità di 60.000 t/anno FORSU e 37.500 verde), con produzione di biometano, a seguito del previsto ingresso di Cermec nel perimetro di affidamento del servizio di gestione integrata. Tale previsione impiantistica è già stata oggetto di approvazione da parte dei Comuni dell’ATO Toscana Costa, in occasione della procedura di affidamento del servizio al Gestore Unico RetiAmbiente. Ciò premesso, in base ai dati statistici comunicati da ATO e assunti alla base delle proposte PNRR, nell’anno 2019 sono state prodotte, dai comuni facenti parte dell’ATO, oltre 118.000 ton di rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata. Prendendo tale dato come riferimento, per soddisfare il fabbisogno del funzionamento del digestore, che visto l’investimento previsto da parte del gestore unico rappresenterà uno dei suoi riferimenti principali, dovrà essere conferito il 50% della produzione di rifiuti organici prodotti dall’ATO di riferimento. 

5) A pieno regime quanto biogas potrà produrre questo Biodigestore in un anno?

Come indicato anche nel Decreto n. 191 del 09/01/2023 di esclusione dalla procedura di VIA, la tecnologia impiegata a pieno regime garantisce la produzione di 8.062.848 Nmc/anno di biogas che a seguito dell’upgrading consentirà una produzione di 4.757.080,32 Nmc/anno di biometano da immettere nella rete di distribuzione nazionale.

6) A pieno regime quanto compost potrà produrre questo Biodigestore in un anno?

A pieno regime il digestore produrrà 40.023,98 ton/anno di digestato che subirà il processo di compostaggio nelle biocelle previste in progetto. Alla fine del trattamento è prevista una produzione di 25.655,51 ton/anno di compost di qualità.

7) Dato che abbiamo letto che questi impianti sprigionano sostanze fortemente maleodoranti e inquinanti che incidono sulla qualità della vita dei residenti, si chiede cosa è stato predisposto per prevenire questi gravi problemi?

Il progetto è corredato da una valutazione delle emissioni totali in atmosfera, comprensive delle emissioni odorigene, valutate con apposite modellazioni. Come confermato dall’istruttoria della Regione Toscana, che ha escluso di dover assoggettare il progetto a VIA, il progetto ha previsto l’adozione di tutte le BAT (best availabletechniques) disponibili volte al contenimento, prima, e all’abbattimento, poi, delle molecole responsabili delle emissioni odorigene, principalmente basate su sistemi di tenuta in depressione, aspirazione forzata e invio della arie esauste ad un biofiltro; il tutto, ovviamente, oltre all’indicazioni di piani di monitoraggio e di autocontrollo di tale aspetto ambientale.

8) Quali vantaggi pro-capite/anno avranno i cittadini con l’attivazione di questo Biodigestore?

Stanti le più recenti disposizioni di legge e di ARERA che definiscono le modalità di determinazione della tariffa (TARI) a carico dei cittadini, non è possibile effettuare un calcolo “esatto” per poter dare una risposta compiuta al quesito. Ci si limita qui a considerare quanto segue:

  • la rifunzionalizzazione dell’impianto permetterà di garantire maggior capacità di recupero di energia e di materia, e produrrà maggiore efficienza ed economicità nella gestione dei rifiuti urbani, grazie anche alla produzione di biometano immesso nella rete nazionale di distruzione e per la cui vendita sono previsti corrispettivi
    • l’ammodernamento delle tecnologie e delle strutture edili stesse consentirà di ridurre significativamente le emissioni odorigene “fuggitive”, portando di per sé un beneficio, ancorché non monetario, alle comunità locali, ma anche permettendo la riduzione di spese di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle dette strutture”

9) Quali rischi per la popolazione residente, comporteranno i grossi serbatoi di gas prodotto?

Il progetto non prevede alcun accumulo del biometano (derivante dai processi di uprgading del biogas prodotto dalla fase anaerobica), ma l’immissione diretta in rete. Non sussistono dunque rischi di tale natura.

10) Il compost prodotto sarà equiparabile a quello prodotto da compostaggio tradizionale (Es. si potrà spandere nei campi?)

Sì, conformemente alla disciplina in materia di end of waste e alle norma in materia di fertilizzanti (Decreto Legislativo 29 aprile 2010, n. 75)

11) Dal processo di fermentazione anaerobica si possono sviluppare colonie di batteri anaerobi, come i clostridi, di cui il botulino è il più pericoloso e conosciuto, per i gravi problemi neurologici che può portare. In letteratura questa evenienza è stata da più parte evidenziata, sconsigliando la dispersione del digestato nei campi, anche per la persistenza che questo tipo di batteri hanno e per il rischio che corrono sia per chi provvede alla dispersione che coltiva i campi nonché poi, chi dovrebbe mangiare detti alimenti. Cosa viene proposto al riguardo?

Tale tipo di rischio non è stato rilevato dalla competente autorità sanitaria, partecipante alle citate Conferenze dei Servizi. D’altro canto la stessa letteratura scientifica (che pure resta controversa) connette la presenza di clostridi nel digestato alla presenza dello stesso batterio nelle matrici in ingresso, segnalando come i maggiori rischi si rinvengano per impianti alimentati con reflui animali ma considerato residuale nella FORSU.

Ad ogni buon conto si rammenta, come già sopra evidenziato, che a valle della sezione anaerobica di  biodigestione, il materiale (digestato) subirà l’ulteriore processo di compostaggio aerobico: non vi sarà quindi alcuna possibilità che il digestato “”tal quale”” sia destinato a spandimento in campo e le caratteristiche intrinseche della fase aerobica garantiscono – come ampiamente attestato in letteratura – l’igienizzazione del materiale in virtù dello sviluppo di elevate temperature (in biocella)

12) Durante il processo anaerobico, vengono usati catalizzatori che se dispersi in ambiente potrebbero inquinare il suolo. Cosa viene proposto al riguardo?

Premesso che nel caso in esame non è previsto l’utilizzo di catalizzatori, il digestore in progetto è a tenuta stagna ed è improbabile la fuoriuscita di liquidi, inoltre il digestore sarà dotato di un sistema di guarnizione a pasta che garantisce la tenuta del liquido al suo interno. I controlli di manutenzione programmata permetteranno di verificare costantemente la tenuta del digestore.

13) In impianti similari, l’uso di catalizzatori, a volte, ha favorito la produzione di microfessurazioni nelle vasche. Questa eventualità, può portare a inquinamento occulto della falda. Cosa viene fatto al riguardo?

Come specificato nel punto precedente, il digestore sarà soggetto a controlli e verifiche periodiche e programmate che consentiranno la verifica della tenuta e dello stato del digestore e pertanto anche la verifica della presenza di eventuali microfessurazioni.

14) Nella piramide del riciclo della UE, viene posto in prima fila, la trasformazione in materie seconde come il compost, per altro molto ricercato anche in relazione al progressivo sfruttamento dei giacimenti di fosfati. La produzione di sostanze energetiche è da considerare solo se non è possibile la trasformazione in compost. Si è considerato che, quindi, il progetto va contro le LG europee per i rifiuti?

La gestione dei rifiuti organici con impianti in grado anche di garantire il massimo recupero energetico e di materia non è in contrasto con le Linee Guida dell’UE o alla stessa più recente tassonomia verde eurocomunitaria. Come già evidenziato, il progetto Cermec/ATO/RetiAmbiente ha tutte le caratteristiche per garantire il massimo recupero di sostanza organica – con il compostaggio – pur essendo preceduto da una fase di recupero energetico – con la produzione di biogas/biometano – che pur non essendo, a rigore, una fonte “veramente” rinnovabile garantisce una progressiva riduzione del prelievo delle fonti fossili, i cui benefici sia ambientali sia in termini di riduzione della dipendenza energetica sono piuttosto evidenti e trovano, fra l’altro, anche il consenso di importanti associazioni ambientaliste nazionali

15) Il metano è un gas 85 volte più climalterante della CO2”. Questo aspetto non sarà stato alla base del rifiuto dei fondi del PNRR?

Rinviamo a quanto già detto in premessa in ordine alla mancata assegnazione (e quindi non al “rifiuto”) dei fondi PNRR evidenziando che il quesito pone un dubbio che trova semplice risposta nello stesso avviso M2C.1.1 I 1.1 Linea d’intervento B che al punto d) dei progetti ammissibili inserisce la “ Realizzazione di impianti di trattamento della frazione organica previa digestione anaerobica (a secco, umido o a processo misto), cattura del biogas e successiva estrazione del metano”. Basta poi prendere visione della tipologia di progetti finanziati per accertarsi che gli impianti di digestione anaerobica sono ampiamente rappresentati.

Con ciò si auspica di aver fornito al Coordinamento tutte le informazioni richieste, per quanto al momento a noi disponibili. Si precisa, ulteriormente, che l’RTP aggiudicatario – a seguito del decreto regionale di non assoggettbilità a VIA – sta predisponendo la documentazione necessaria ad avviare l’iter di modifica sostanziale dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e dell’autorizzazione energetica.

Al di là dei percorsi partecipativi “di legge”, ad ogni modo, è intenzione di questa società nel prosieguo attivare forme di pubblicità e di informazione “volontaria” con tutti i portatori di interesse, anche diffusi”: resta che le porte degli impianti sono sempre aperte per visite e che il management aziendale offre la massima disponibilità alla piena trasparenza.Per qualsiasi ulteriore richiesta o necessario approfondimento rimaniamo in ogni caso a vostra completa disposizione.