[08/06/2007] Comunicati

Le imposte ambientali diminuiscono e non vanno all´ambiente

LIVORNO. Le imposte si chiamano ambientali ma all’ambiente vanno solo pochi spiccioli. Così si può leggere l’indagine resa nota dall’Istat pochi giorni fa, rispetto al periodo 1990-2005. Un rapporto che mette in luce come gli strumenti economici e fiscali assumano un ruolo crescente nelle politiche ambientali degli ultimi quindici anni, ma anche il fatto che l’ammontare del gettito delle imposte ambientali esplicitamente finalizzato al finanziamento di interventi di protezione ambientale rappresenta ancora una quota molto esigua del totale, pari infatti a meno dell’1% nella media del periodo.

Dal rapport dell’Istat, si legge che «secondo le linee guida adottate dalla statistica ufficiale a livello internazionale, una imposta – ossia un prelievo obbligatorio unilaterale operato dalle Amministrazioni pubbliche – è ambientale se la sua base impositiva è ‘costituita da una grandezza fisica (eventualmente sostituita da una proxy) che ha un impatto negativo provato e specifico sull’ambiente».

Nell’intero periodo indagato dal rapporto, a fronte di un incremento di quasi l’80% del gettito delle imposte ambientali , risultano diminuite sia la quota delle imposte ambientali sul totale delle imposte e contributi sociali (-22%) sia la quota delle imposte ambientali sul Pil (-11%).

Nello stesso periodo 1990– 2005, il gettito delle imposte ambientali destinato alla protezione dell’ambiente ha costituito però soltanto il 6% circa in media della spesa complessiva sostenuta delle Amministrazioni Pubbliche per quegli obiettivi.

In Italia le imposte ambientali includono tributi che appartengono a tre principali categorie: le imposte sull’energia (in pratica sui combustibili), quelle sui trasporti (in cui rientrano le imposte automobilistiche, assicurazioni, e Pra) e le imposte sull’inquinamento che includono il tributo speciale per il deposito in discarica, la tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di zolfo, il tributo provinciale per la tutela ambientale, il contributo sulla vendita di prodotti fitosanitari e l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili.

La componente più rilevante è costituita dalle imposte sull’energia , il cui gettito ha rappresentato, nella media del periodo considerato, l’83% del totale delle imposte ambientali pari a poco meno del 7% del totale imposte e contributi sociali e al 2,7% circa del Pil. La quota restante è coperta quasi interamente dalle imposte sui trasporti, il cui gettito ha rappresentato il 16% circa del totale delle imposte ambientali, pari a poco più dell’1% del totale imposte e contributi sociali e allo 0,5% circa del Pil. Mentre le imposte sull’inquinamento, presenti soltanto a partire dal 1993, rappresentano una percentuale molto ridotta del gettito complessivo delle imposte ambientali, pari in media all’1% circa.

Riguardo alla ripartizione del gettito secondo i vari settori ambientali, in Italia, la quasi totalità del gettito delle imposte ambientali è relativa al settore “protezione dell’aria e del clima”, mentre soltanto una componente marginale riguarda i settori della “gestione dei rifiuti”, della “protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e delle acque di superficie”, e dell’”abbattimento del rumore e delle vibrazioni”. Nessuna imposta ambientale si registra per i settori: “gestione delle acque reflue”, “protezione della biodiversità e del paesaggio” e “protezione dalle radiazioni”

In base alla destinazione del relativo gettito, vengono infine distinte due tipologie di imposte: quelle cosiddette “di scopo”, il cui gettito è destinato a finanziare spese per la protezione ambientale e altre imposte ambientali, il cui gettito non è utilizzato per finanziare le spese per la protezione ambientale. E come già evidenziato dall’indagine emerge che è assai esiguo ancora l’ammontare del gettito delle imposte ambientali esplicitamente finalizzato al finanziamento di interventi di protezione ambientale. Si tratta del tributo provinciale per la tutela ambientale, del contributo sulla vendita di prodotti fitosanitari, dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili, dell’imposta sui consumi di carbone e del tributo speciale per il deposito in discarica. Solo nel caso delle prime due imposte, inoltre, il gettito è finalizzato interamente al finanziamento di spese per la protezione dell’ambiente mentre negli altri casi lo è solo in parte.

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