Non ci sono più finanziamenti: il Wfp sospendere l’assistenza alimentare in Sud Sudan

Verso la sospensione dei voli umanitari in Guinea e Niger. Guerra e cambiamento climatico mettono a rischio la vita di milioni di poveri

[15 Giugno 2022]

Secondo l’ultima valutazione IPC (Integrated Food Security Phase Classification), nel 2022, l’insicurezza alimentare in Sud Sudan è allarmante: al culmine della stagione secca, tra giugno e agosto, 7,74 milioni di persone dovranno affrontare la fame acuta grave, mentre 1,4 milioni di bambini saranno gravemente malnutriti. Una situazione tragica che per il  World Food Programme (WFP) è destinata a peggiorare: «Quasi un terzo dei sud-sudanesi in grave insicurezza alimentare che il WFP ha pianificato di sostenere quest’anno sarà lasciato senza assistenza alimentare umanitaria a causa della grave carenza di fondi, aumentando il rischio di morire di fame per 1,7 milioni di persone».

L’agenzia Onu sottolinea che «La sospensione degli aiuti arriva nel momento peggiore possibile per il popolo del Sud Sudan, mentre il Paese affronta un anno di fame senza precedenti. Oltre il 60% della popolazione è alle prese con una grave insicurezza alimentare durante la stagione secca, alimentata da conflitti continui, gravi inondazioni, siccità localizzata e aumento dei prezzi dei generi alimentari esacerbato dalla crisi in Ucraina».

Adeyinka Badejo, direttrice ad interim del WFP in Sud Sudan ha detto: «Siamo estremamente preoccupati per l’impatto dei tagli ai fondi su bambini, donne e uomini che non avranno abbastanza da mangiare durante la stagione secca. Queste famiglie hanno completamente esaurito le loro strategie di coping. Hanno bisogno di assistenza umanitaria immediata per mettere il cibo in tavola a breve termine e per ricostruire i loro mezzi di sussistenza e resilienza per far fronte agli shock futuri. I bisogni umanitari superano di gran lunga i finanziamenti che abbiamo ricevuto quest’anno. Se continua così, in futuro dovremo affrontare problemi più grandi e costosi, tra i quali  aumento della mortalità, malnutrizione, arresto della crescita e malattie».

Tra l’indifferenza del mondo, il WFP aveva già esaurito tutte le opzioni a disposizione prima di sospendere l’assistenza alimentare, compreso il dimezzamento delle razioni nel 2021, lasciando le famiglie bisognose con meno cibo da mangiare. Ora avverte che «Queste ultime riduzioni dell’assistenza avranno un impatto anche su 178.000 scolari che non riceveranno più i pasti scolastici giornalieri, una rete di sicurezza fondamentale che aiuta a mantenere i bambini sud-sudanesi a scuola per imparare e crescere. A meno che non vengano ricevuti maggiori finanziamenti, saranno inevitabili drastiche riduzioni che lasceranno le persone vulnerabili incapaci di soddisfare i loro bisogni alimentari di base e torneranno a strategie di sopravvivenza come saltare o ridurre i pasti, vendere beni, utilizzare il lavoro minorile e i matrimoni precoci».

Ma, mentre i potenti del mondo apparentemente si preoccupano delle ricadute della guera in Ucraina sui Paesi poveri, quest’anno la risposta alle crisi e i programmi di sviluppo per la costruzione della resilienza del WFP in Sud Sudan sono drasticamente sottofinanziati. Il WFP chiede 426 milioni di dollari per raggiungere 6 milioni di persone con problemi alimentari entro il 2022. Il WFP sta dando la priorità alla sua limitata assistenza alimentare per raggiungere 4,5 milioni di persone che lottano con una grave fame in 52 contee del Sud Sudan, comprese 87.000 persone in 8 contee che già soffrono una fame catastrofica e vivono in condizioni simili alla carestia. Una razione alimentare del WFP include cereali, legumi, olio vegetale e sale.

Non va meglio dall’altra parte del continente africano: il WFP ha appena avvertito che il suo United Nations  Humanitarian Air Service (UNHAS), che fornisce collegamenti di trasporto essenziali per i soccorritori umanitari verso le località più remote e difficili del mondo, «Se non verrà fornito urgentemente un finanziamento aggiuntivo di 6,4 milioni di dollari, sarà costretto a tenere a terra i suoi aerei in Guinea e Niger entro agosto 2022. Questa situazione rischia di escludere le comunità colpite dalla crisi dagli aiuti salvavita in un momento di bisogni umanitari senza precedenti».

Al WFP spiegano che «La crisi in Ucraina ha portato a un aumento dei prezzi del carburante, con conseguenti costi più elevati del previsto per la manutenzione e il funzionamento degli aerei UNHAS. Nell’aprile 2022, i costi del carburante degli aerei sono aumentati del 26% in Guinea e del 33% in Niger rispetto a gennaio 2022». Per garantire che gli operatori umanitari e gli aiuti essenziali possano continuare a raggiungere in modo sicuro e affidabile le aree colpite dalla crisi, il WFP esorta i governi , donatori e partner per rafforzare il sostegno a questo servizio cruciale a beneficio della più ampia comunità umanitaria.

Hyoung-Joon Lim, direttore e rappresentante nazionale del WFP in Guinea, ricorda che «I servizi umanitari comuni forniti dall’UNHAS sono diventati indispensabili per i soccorritori umanitari e sanitari che affrontano i ricorrenti focolai di malattie mortali come le epidemie di Ebola, Lassa e Marburg nella remota regione forestale della Guinea. Le strade, poche e  impraticabili, restano una vera sfida per gli spostamenti all’interno del Paese. Il sostegno all’UNHAS è assolutamente essenziale affinché possa essere fornita l’assistenza umanitaria alle comunità vulnerabili nelle aree difficili da raggiungere del Paese».

In Guinea, in seguito allo scoppio della febbre di Lassa il 29 aprile 2022, il governo ha chiesto all’UNHAS di assisterlo nel trasporto di test e altri strumentimedici da Bissau a Conakry. Prima, durante la crisi dell’Ebola, l’UNHAS è stata l’unica opzione disponibile e ha svolto un ruolo fondamentale nel facilitare l’accesso e il trasporto di vaccini contro l’Ebola, équipe mediche e attrezzature di risposta nelle aree di crisi.

Jean-Noël Gentile, direttore nazionale e rappresentante del WFP in Niger. È convinto che «Il potere del collettivo può spostare l’ago nella giusta direzione e fare la differenza nella vita delle famiglie più vulnerabili. Dobbiamo agire ora per rendere il nostro lavoro in Niger più efficiente e pertinente che mai».

Il Cadre Harmonisé, un’analisi sulla sicurezza alimentare pubblicata a marzo, ha ric velato che in Niger c’è il numero più alto di persone in situazione di insicurezza alimentare dal 2012, con 4,4 milioni di persone che dovrebbero affrontare un’insicurezza alimentare acuta durante la stagione secca di giugno-agosto 2022. «In questo contesto – conclude il WFP – l’UNHAS rimane l’unico modo affidabile e sicuro con cui il personale e le merci umanitarie possono raggiungere le persone bisognose in tutto il Paese, anche in aree remote e difficili da raggiungere, poiché l’accesso via terra è ostacolato dalle grandi distanze, dalle scarse infrastrutture stradali, da inondazioni e insicurezza».