L’allarme del Parco nazionale Appennino tosco-emiliano

Sul monte Cusna bruciati 28 ettari di prateria d’alta quota, d’interesse europeo

Vignali: «Un innesco da un luogo non casuale, ma per ora è prematuro stabilire le cause che comunque certamente non sono naturali»

[5 Febbraio 2024]

Nel fine settimana, al cuore del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano un vasto incendio ha bruciato quasi 28 ettari (stima provvisoria) di praterie di alta quota, un habitat di particolare valore naturalistico e inserito nelle Zone speciali di conservazione della Rete Natura 2000.

«Quello accaduto è uno dei più vasti incendi degli ultimi decenni sul monte Cusna – spiega Giuseppe Vignali, direttore del Parco – L’incendio si è sviluppato poco dopo le ore 16 a quota 1800 metri sopra Costa delle Veline, in Comune di Ventasso (Ligonchio), nel presso del sentiero 623, il sentiero che sale al Battisti, all’incrocio col 627 che sale verso il Cusna. Un innesco da un luogo non casuale, ma per ora è prematuro stabilire le cause che comunque certamente non sono naturali».

A concorrere all’incendio anche la crisi climatica in corso, date le condizioni di siccità che – anche in pieno inverno – stanno creando crescenti problemi in ampie aree della Penisola.

«Come Parco nazionale – conclude Vignali – dobbiamo evidenziare che la combinazione tra una frequentazione sempre più intensa delle nostre montagne e il cambiamento climatico in atto che purtroppo ci riserva intensi periodi di siccità, crea situazioni di grave pericolo. Da qui il nostro invito a essere estremamente prudenti: può bastare davvero poco a innescare incendi dalle conseguenze disastrose. Di solito in questo periodo dell’anno il Cusna era bianco e completamente innevato, invece, ora lo vediamo nero e bruciacchiato. È un’immagine triste che ci ricorda che i tempi sono cambiati e che dobbiamo aumentare molto la nostra attenzione verso pericoli nuovi che solo qualche decennio fa non esistevano».