Schiuma bianca lungo la costa marchigiana, l’Arpa risolve il “mistero”: è un fenomeno naturale

Il cosiddetto “muco di mare” non è associato ad eventi inquinanti di origine antropica

[27 Novembre 2020]

Lo scorso fine settimana il litorale marchigiano è stato interessato da una importante presenza di “schiuma”, trasportata in alcuni casi sulla terraferma dalla violenta mareggiata.

Dall’osservazione al microscopio ottico dei campioni prelevati in data 21/11/2020 a Falconara Marittima dai tecnici dell’ARPAM del Dipartimento di Ancona, si evidenzia materiale organico particellato in decomposizione (microalghe e zooplancton, presenti in mare sulla colonna d’acqua, visibili esclusivamente al microscopio), che in presenza di forte vento e mareggiate può dar luogo a formazioni schiumose.

Questa formazione si realizza più frequentemente in prossimità di substrati duri (scogliere frangiflutto, pennelli portuali e massi di protezione), in maniera più evidente dopo mareggiate.

Tali schiume possono essere trasportate fin sulla spiaggia e persistere anche in giornate di calma piatta. Il loro destino è comunque quello di sciogliersi nuovamente in acqua.

È un fenomeno naturale che può verificarsi generalmente nei mesi primaverili e autunnali e che allo stato attuale non desta preoccupazione per la salute umana e ambientale.

Anche il litorale Pesarese è stato particolarmente interessato dalla formazione di estesi tappeti di schiuma in mare e sulla battigia, fenomeno ormai ricorrente nelle acque dell’Adriatico e denominato “muco di mare”, riconducibile alle forti mareggiate che hanno interessato la nostra costa in questi giorni e non associato ad eventi inquinanti di origine antropica.

La formazione di schiume è infatti riconducibile, come detto, alla presenza in acqua di materiale organico che naturalmente si forma in mare  in seguito ai normali processi fisiologici degli organismi animali e vegetali presenti, soprattutto a carico di micro e macroalghe. Sostanze naturali, con proprietà tensioattive sono infatti regolarmente presenti in mare e per quanto riguarda le nostre latitudini si può affermare che in particolari periodi dell’anno, a seguito di eventi di forte rimescolamento, tale materiale può presentarsi aggregato e accumulato maggiormente sulla riva.

L’analisi quali-quantitativa del fitoplancton dei campioni prelevati il 21.11.2020 dal personale tecnico del Servizio territoriale ARPAM di Pesaro, non ha evidenziato la  presenza di fioriture microalgali in atto. Sono tuttavia in corso ulteriori accertamenti per escludere definitivamente la presenza in acqua di sostanze nocive.

di Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche – Arpam