Portofino: il Parco nazionale e l’Amp francobollo voluti dalla Lega

Legambiente: la montagna di anni di discussioni ha partorito un topolino. Così, è meglio tenersi il Parco regionale

[14 Febbraio 2022]

L’8 febbraio la Regione Liguria ha presentato così la proposta uscita alla riunione in Regione con i sindaci degli 11 comuni del comprensorio di Portofino: «Un parco nazionale compatto che aumenta del 50% la sua superficie terrestre e raddoppia la superficie marina rispetto all’attuale regionale».

Dopo il ricorso al Tar del Lazio da parte di alcune Associazioni che aveva determinato la perimetrazione provvisoria decretata dal ministero della Transizione Ecologica, la Regione Liguria ha t riunito  i Comuni «Per trovare un punto di condivisione sulle esigenze di valorizzazione dell’area focalizzando l’attenzione sul promontorio di Portofino».

Il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, ha spiegato che «Al centro della nostra proposta abbiamo messo l’ipotesi avanzata dal Wwf e dalla sua presidente Donatella Bianchi circa la creazione di un parco compatto che comprenda la porzione terrestre e marina del promontorio Portofino resta il punto di riferimento di notorietà mondiale che potrà avere un valore di volano per tutti i comuni aderenti. A questo punto un secondo round sarà previsto con la definizione delle regole di salvaguardia e della governance che verrà concordata con il ministero».

Il vicepresidente delle Regione, Alessandro Piana, ha aggiunto: «Portofino è area protetta dal 1935 Stiamo continuando su questo percorso di tutela e valorizzazione. Ora la parola è passata agli Enti locali espressione delle volontà e delle esigenze del territorio e dei cittadini. A questo punto il prossimo passaggio sulla definizione delle clausole di salvaguardia e della governance sarà fondamentale per definire, in accordo con il ministero, un assetto stabile del parco nazionale».

Secondo il direttore generale di Anci Liguria, Pierluigi Vinai, «Abbiamo fatto un lavoro di accompagnamento durato tutta l’estate  per costruire un parco che soddisfacesse le necessità dei Comuni. Crediamo di averlo fatto, avendo trovato una soluzione di mediazione».
Ma è un lavoro il cui risultato non convince per niente Legambiente Liguria che denuncia: «Nel giorno in cui la tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi entra in Costituzione dalla nostra regione viene fatta una scelta antistorica irrispettosa della Carta Costituzionale del nostro Paese. La perimetrazione decisa è totalmente insufficiente».

Secondo il presidente di Legambiente Liguria, Santo Grammatico, «Mesi di discussioni hanno partorito confini che, compresa l’area marina protetta sono 6 volte più ridotti del più piccolo parco nazionale esistente in Italia, il Parco nazionale delle Cinque Terre, e che non giustificano la nascita di un parco nazionale e l’investimento dello Stato di un milione di euro l’anno: con questi presupposti, in contraddizione con la legge istitutiva, possiamo continuare a tenerci il parco regionale e l’area marina protetta attuale e puntare al massimo a una loro maggiore integrazione gestionale. L’operazione politica architettata dalla Lega e subita dalla maggioranza che guida la Regione Liguria che potrà continuare a galleggiare non rispetta i fondamentali presupposti tecnici per la nascita di un parco nazionale, non valorizza le proposte dei sindaci favorevoli ad entrare con porzioni di territorio in un perimetro più ampio di quello proposto, ma lascia solo spazio a chi ideologicamente è contrario alle aree protette. Infine, con questa proposta, si è delegittimato il ruolo del comitato provvisorio di gestione del parco che appena insediato è stato già sfiduciato dalla maggioranza dei suoi componenti che dovrebbero dimettersi dal loro ruolo dando un chiaro segnale di contrarietà rispetto ad una perimetrazione ridicola. Non ci rimane che sperare che il ministero della transizione ecologica rispedisca al mittente la proposta di Parco così come concepita».

Critici anche i Partiti di opposizione. Per il capogruppo del Partito Democratico Articolo Uno, Luca Garibaldi, «La proposta di Toti di mantenere i confini del Parco di Portofino ai solo tre comuni iniziali è una retromarcia inaccettabile. Parlare di ampliamento e di conquista, solo perché è stata inserita l’area marina protetta, è un’illusione e fumo negli occhi. Mentre molti Comuni, che sarebbero voluti rientrare nell’area protetta del Parco, sono stati sbattuti fuori. Toti ha deciso di svendere il progetto di Parco Nazionale per provare a risolvere la crisi di maggioranza con la Lega. Uno scambio vergognoso, avvenuto con tanto di testimoni: a che titolo, infatti, hanno partecipato alla riunione istituzionale con i Comuni, Sandro Garibaldi e Alessio Piana, consiglieri regionali della Lega, da sempre contrari al Parco? Dovevano verificare che Toti rispettasse i patti? Non si può accettare che la volontà dei territori, di chi vuole investire sullo sviluppo sostenibile del Tigullio e della Liguria, venga zittita per ragioni di equilibri di maggioranza. Cacciare fuori i Comuni da un Parco è una decisione senza precedenti, che cancella occasioni di sviluppo del territorio. Metteremo in campo tutte le iniziative possibili per contrastare questa decisione e questo scambio tra Toti e la Lega».

Selena Candia, consigliera regionale della Lista Sansa, rincara la dose: «Ancora una volta Toti dimostra di essere terrorizzato dall’idea di tutelare il territorio. Un parco di Portofino ampio e su più Comuni rispetto a quelli attuali è un’opportunità unica per uno sviluppo sostenibile attento a creare nuovo lavoro proteggendo l’ambiente. Solo una Giunta miope può farsi sfuggire questa occasione. In Europa ormai lo hanno capito da tempo che bisogna andare in questa direzione, ma qui Toti preferisce seguire la volontà anacronistica della Lega andando contro anche a quei Comuni che in questi mesi hanno lavorato per entrare nel Parco».

E il candidato del centr-sinista/M5S alla presidenza della Regione nelle ultime elezioni, Ferruccio Sansa, conclude: «“A distanza di 24 ore mentre a Roma è stato votato alla Camera l’inserimento della tutela ambientale e della biodiversità in Costituzione, in Liguria Toti ha preferito assecondare gli interessi di chi vuole cementificare e praticare la caccia. Ampliare i confini del Parco Nazionale di Portofino avrebbe significato creare un’area unica per vastità e bellezza nel Mediterraneo: un grande parco che comprende Portofino, le Cinque Terre, passando per Montemarcello Magra e il Santuario dei cetacei. Ampliare il Parco Nazionale di Portofino sarebbe una grande occasione per la ricerca, il lavoro, per chi vive in Liguria e per chi viene a visitarla, creando, per questi ultimi, nuovi itinerari di connessione tra il mare e il nostro entroterra».