Pakistan: 1000 morti e 33 milioni di sfollati nella catastrofe causata dal cambiamento climatico

Save the Children: 348 bambini morti nelle peggiori inondazioni degli ultimi decenni

[29 Agosto 2022]

Da giugno, il Pakistan è sconvolto da una serie interminabile di nondazioni e le frane causate da  forti piogge monsoniche hanno portato distruzione diffusa in tutto il Paese. Secondo il , creando la sua “sfida più grande” degli ultimi decenni, secondo il coordinatore residente dell’Onu e coordinatore umanitario in Pakistan, Julien Harneis. La situazione è così drammatica da richiedere che  «La comunità internazionale condivida gli oneri e la  solidarietà di una catastrofe causata dal cambiamento climatico».

Secondo Save the Children «Più di 1.000 persone, tra cui 348 bambini, hanno perso la vita e altre 1.500 sono rimaste ferite a causa delle peggiori inondazioni che abbiano colpito il Pakistan negli ultimi decenni. Le improvvise piogge monsoniche hanno sommerso migliaia di case, spazzando via città e villaggi. Più di 33 milioni di persone in tutto il Pakistan sono state colpite. Numeri destinati, però, ad aumentare con il proseguire delle piogge e delle inondazioni».

Il World food programme (WFP) punta a raggiungere quasi mezzo milione di persone nelle province gravemente colpite del Belucistan – dove sostiene già quasi 42.000 persone in 5 distretti – e del Sindh. Tuttavia, le distribuzioni sono attualmente sospese poiché le inondazioni – che il 26 agosto hanno distrutto un hotel iconico a Kalam, nel nord-ovest – non permettono di accedere a diverse aree del Paese. Le acque hanno anche sconvolto vite e mezzi di sussistenza nelle province di Khyber Pakhtunkhwa e Punjab. Sono stati travolti o danneggiati più di 100 ponti e 3.000 km di strade; sono morti quasi 800.000 animali da allevamento e più di 800.000 ettari di colture e frutteti sono finiti sott’acqua.

Khuram Gondal, direttore di Save the Children in Pakistan, sottolinea che «Le inondazioni in tutto il Pakistan hanno provocato devastanti perdite di vite umane. Interi villaggi sono stati sommersi dall’acqua, lasciando famiglie e bambini bloccati. Stiamo assistendo a una completa devastazione: centinaia di migliaia di case crollate, più di mille persone ferite. È chiaro che si tratta di una massiccia emergenza umanitaria e climatica. I bambini sono sempre i più colpiti. Save the Children chiede alla comunità internazionale di fornire aiuti umanitari urgenti e supplementari».

L’ONG internazionale, sta già operando in Balucistan e sta mettendo in campo team anche in altre aree duramente colpite per valutare le esigenze immediate di bambini e famiglie. Dall’inizio del 2022 Save the Children ha già raggiunto 11.094 persone, di cui 5.752 bambini, inclusa la risposta alle inondazioni, e sta lavorando a stretto contatto con le autorità nazionali e provinciali per la gestione delle catastrofi.

Ma Harneis ha avvertito che «Insieme al numero di distretti che riferiscono di essere stati colpiti, la situazione umanitaria dovrebbe peggiorare, con un aumento delle malattie e della malnutrizione».

Le inondazioni in corso sono ancora più estese di quelle che devastarono il Pakistan nel 2010 e Chris Kaye, direttore del WFP per il Pakistan, fa notare che « Tuttavia, questa volta la capacità del governo è molto maggiore. Il WFP sta rapidamente espandendo il suo sostegno alimentare in Pakistan mentre il governo fa il punto sulle inondazioni che hanno provocato la morte di quasi 1.000 persone e 33 milioni di sfollati».

Parlando al BBC World Service, Kayha ha sottolineato che «Questo è particolarmente evidente in termini di sistemi e strutture che deve fornire alle persone in questo tipo di situazioni attraverso il suo schema di protezione sociale, vale a dire il Benazir Income Support Program. Nel corso degli anni, il governo è stato in grado di affinare il proprio database e identificare le persone più vulnerabili prima dell’inondazione, distribuendo loro sovvenzioni in denaro.  In un momento di emergenza, questi canali forniscono il modo più rapido per poter ottenere almeno un po’ di sostegno in denaro alle persone che ne hanno bisogno, a condizione ovviamente che siano in grado di accedervi, ma c’è un enorme lavoro che è stato messo in atto dal governo per consentirlo. Le agenzie Onu stanno fornendo informazioni potenziate, insieme al governo, per garantire  che ci sia una maggiore verifica su chi esattamente dovrebbe avvalersi di quel denaro: attualmente un pagamento una tantum di 25.000 rupie (112 dollari). Non è un’enorme quantità di denaro, ma consentirà sicuramente alle persone di acquistare le cose fondamentali di cui hanno bisognoz.

Il WFP e sta collaborando con la National Disaster Management Authority pakistana e i suoi partner per ampliare l’assistenza alimentare e l’agenzia Onui sta espandendo rapidamente il suo sostegno alimentare in Pakistan mentre il governo fa il punto sulle inondazioni  e  ha dichiarato l’emergenza nazionale.  Nel frattempo, il trasferimento di generi alimentari  è soggetto a severe restrizioni.

Kaye evidenzia che «La più grande preoccupazione per le persone su tutta la linea è l’impatto delle inondazioni sui raccolti.  Le variazioni climatiche in Pakistan quest’anno sono state semplicemente straordinarie. Non abbiamo avuto primavera, siamo passati all’inverno all’estate. Non c’è stata alcuna opportunità per una germinazione efficace di molte delle colture che sono state piantate. All’improvviso, i raccolti che stavano crescendo si sono ridotti e abbiamo perso una buona parte della resa probabile. E ora gran parte di qualunque raccolto fosse stato raccolto e immagazzinato, è stato spazzato via… la prognosi è molto preoccupante».

Anche un grosso deposito di cibo del WFP a Quetta dal quale partiva il cibo di cui c’è urgente bisogno in Afghanistan è rimasto isolato dalle inondazioni e Kaye racconta che «Il personale è rimasto privo di accesso alle comunicazioni, con nessuna possibilità di lanciare un allarme. Alcyuni si sono visti la loro casa spazzata via. Nei distretti colpiti c’è un “disperato bisogno di tende».

Il 30 agosto l’Onu lancerà un Appeal Flash da 161 milioni di dollari per fornire cibo e assistenza essenziale in contanti a quasi 1 milione di persone nei distretti delle province di Balucistan, Sindh, Punjab e Khyber Pakhtunkhwa; Sono necessari urgentemente 34,28 milioni di dollari per consentire di intervenire concretamente nei prossimi mesi.