Corte dei conti europea: «Le ambizioni ecologiche dell’Ue richiedono un Fondo per una transizione giusta maggiormente basato sulla performance»
C’è il rischio che il cambiamento strutturale necessario non si concretizzi e che la transizione verso un'economia verde debba essere nuovamente finanziata
[22 Luglio 2020]
Secondo ilnuovo pareredella Corte dei conti europea “Opinion No 5/2020 on the Commission’s 2020/0006 (COD) proposals of 14 January 2020 and of 28 May 2020 for a Regulation of the European Parliament and of the Council establishing the Just Transition Fund”, «La proposta di regolamento, recentemente modificata, concernente il Fondo per una transizione giusta (JTF) dovrebbe stabilire un legame più chiaro con gli obiettivi dell’Ue in materia di clima e ambiente. Importanti risorse supplementari sono state stanziate per favorire la transizione dell’Ue, entro il 2050, verso un’economia climaticamente neutra, ma i finanziamenti dovrebbero essere maggiormente basati sulle necessità e orientati alla performance». La Corte avverte che «Se così non fosse, vi è il rischio che il cambiamento strutturale necessario non si concretizzi e che la transizione verso un’economia verde debba essere nuovamente finanziata».
La Corte dei conti europea ricorda che «Le proposte legislative che istituiscono un Fondo per una transizione giusta (JTF) mirano a sostenere la transizione dell’Ue verso un’economia climaticamente neutra entro il 2050, affrontandone l’impatto sociale, economico e ambientale sui settori e le regioni colpite. Inizialmente erano stati assegnati stanziamenti di bilancio per 7,5 miliardi di euro (a prezzi 2018). A seguito della pandemia di Covid-19, la Commissione europea ha modificato la propria proposta aumentando considerevolmente i finanziamenti di 32,5 miliardi di euro, principalmente a titolo dello strumento dell’Unione europea per la ripresa. Il nuovo piano di bilancio approvato ieri, tuttavia, ha previsto una riduzione di 20 miliardi per il JTF».
La Corte osserva che «La Commissione non ha effettuato una valutazione d’impatto a priori per giustificare l’importo modificato. Una solida analisi delle necessità è fondamentale per assicurare una migliore assegnazione delle risorse finanziarie dell’Ue e per individuare e quantificare gli obiettivi da raggiungere. Ciò è tanto più importante in quanto la proposta prevede ulteriori finanziamenti per le regioni che hanno già ricevuto un sostegno per la modernizzazione energetica tramite altri fondi dedicati».
Nikolaos Milionis, responsabile del parere per la Corte, sottolinea che «Il Fondo per una transizione giusta è uno strumento chiave del Green Deal europeo per garantire che la transizione verso un’economia climaticamente neutra si svolga in modo equo, senza lasciare indietro nessuno. La Commissione, tuttavia, dovrebbe fare in modo che la nuova proposta legislativa, assieme ai piani territoriali per una transizione giusta che saranno approvati, disponga di un solido quadro di riferimento della performance per conseguire gli ambiziosi obiettivi dell’Ue».
La Corte dei conti europea conclude facendo notare inoltre che «Il collegamento tra performance e finanziamenti è relativamente debole. Il metodo di assegnazione proposto fornisce scarsi incentivi ad attuare la profonda e significativa trasformazione strutturale necessaria per conseguire gli obiettivi dell’Ue in materia di clima. Per giunta, benché siano proposti indicatori comuni di realizzazione e di risultato, questi non rispecchiano chiaramente l’obiettivo della transizione da settori ad alta intensità di carbonio. Vi è quindi il rischio significativo che il JTF non contribuisca a porre fine alla forte dipendenza di alcune regioni dalle attività ad alta intensità di carbonio».