GeotermiaSì, appello all’unità politica e istituzionale: se lo stallo continua pronti a tornare in piazza

«Temiamo che la ricerca strumentale del consenso possa andare poco d’accordo con la transizione ecologica»

[12 Maggio 2022]

Prosegue il percorso a ostacoli della geotermia, nonostante le continue dichiarazioni a favore dello sviluppo di questa risorsa di importanti esponenti delle istituzioni locali, regionali e nazionali.

Mentre a livello di regionale e di governo, grazie anche al lavoro dei nostri sindaci e di CoSviG, si profilano percorsi di lavoro abbastanza chiari al di là dei risultati concreti a cui potranno portare, a livello politico la situazione risulta invece abbastanza diversa. Di recente infatti abbiamo visto come l’unità di intenti all’interno degli stessi partiti non sia proprio così solida.

Ne è un chiaro esempio la tartassata vicenda del progetto della centrale geotermica in Val di Paglia, la cui costruzione è stata rimandata ancora una volta dall’intervento del ministro della Cultura Franceschini. Una vicenda questa, che fa capire chiaramente come alcuni partiti al loro interno siano divisi su questo argomento molto delicato e importante, cosa che non solo non dovrebbe accadere ma che lascia addirittura allibiti, visto il delicato periodo che stiamo attraversando per la guerra in atto in Ucraina e per i disastri economici e sociali che la pandemia ci ha lasciato.

Rimaniamo quindi stupiti, per come si usi lo slogan della transizione ecologica ma poi nei fatti, quando è il momento di agire, ogni iniziativa vada persa appena qualcuno si pone di traverso, il tutto, temiamo per una mera di questione di consensi elettorali.

Temiamo però che la ricerca strumentale del consenso possa andare poco d’accordo con transizione ecologica, se è vero che osserviamo come da un lato alcuni gruppi di produzione a carbone vengono nuovamente riattivati, mentre dall’altro si stoppano progetti eolici, idroelettrici, fotovoltaici e geotermici.

Inoltre, mentre siamo sempre in attesa degli incentivi alla geotermia più volte promessi nel Fer 2, riguardo le concessioni minerarie in scadenza nel 2024, dopo l’interessamento di alcuni sindaci e parlamentari che hanno richiesto al Governo una opportuna proroga per l’attuale concessionario e qualche slogan dalla Regione Toscana, non ci sono ad oggi novità sul procedere di questa trattativa, molto importante per il futuro della produzione geotermica e per l’economia dei comuni dell’area tradizionale e Amiata; questo a fronte di Enel che ha pronto un ingente piano di investimenti sia per l’efficientamento della produzione di energia che per quello ambientale.

Siamo perciò in attesa di una risposta chiara e definitiva su come, non solo la Regione Toscana ma anche il Governo e l’Italia come nazione, vogliano utilizzare la geotermia nel prossimo futuro. Un futuro che pone delle sfide molto importanti e che non è poi così lontano basti pensare che entro l’anno, a causa delle sanzioni alla Russia, dovremmo raggiungere l’autosufficienza dal punto di vista energetico per non continuare a dipendere da altri paesi.

Se così è allora, perché dovremmo raggiungere questo obiettivo inquinando ulteriormente l’ambiente con il ritorno alle energie fossili o magari importando materie prime quasi dall’altra parte del globo, quando invece le abbiamo disponibili nel nostro territorio nazionale?

Auspichiamo quindi che non solo i sindaci geotermici, ma anche le stesse forze politiche che sono alla guida della Regione Toscana e del Governo nazionale ritrovino un’unità di intenti e compattezza per poter proseguire lo sviluppo di questa importante energia rinnovabile, la geotermia, garantendo una transizione ecologica giusta e conveniente per tutti, senza dover eseguire una corsa a ostacoli che non gioverebbe sia alle aziende del comparto che allo stesso mercato energetico nazionale.

Come GeotermiaSì proseguiremo con l’impegno sia a supportare e promuovere eventi che tesi a far conoscere i vantaggi della coltivazione e dell’uso dell’energia geotermica, sia attraverso la divulgazione di materiale scientifico che di studi ed approfondimenti relativi al tema ambientale, sanitario e tecnico.

Qualora la situazione continuasse a rimanere in stallo non esiteremo però, a supporto dei sindaci geotermici e dei loro cittadini, a farci sentire nelle piazze come già successo nel 2018 a Larderello ed a Santa Fiora quando migliaia di persone hanno dimostrato come la geotermia, nell’area tradizionale che in quella Amiatina, sia una realtà essenziale almeno per l’economia di questi territori.

di movimento GeotermiaSì