ASviS, la rotta del Pnrr è ancora troppo lontana dallo sviluppo sostenibile

Per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda Onu il Piano approvato dal Governo Draghi darà un contributo significativo su 2 goal, sufficiente su 4 e insufficiente su 8

[31 Marzo 2022]

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) approvato dal Governo Draghi, con minime modifiche rispetto all’impianto del Governo Conte, avrebbe dovuto costituire il cuore pulsante della “transizione ecologica italiana”, ma secondo l’analisi pubblicata oggi dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) finirà per offrire un contributo insufficiente alla maggioranza degli obiettivi indicati dall’Agenda Onu 2030 che l’Italia si è impegnata a rispettare.

«Dopo due anni di emergenza sanitaria, l’Europa fronteggia le conseguenze dell’invasione dell’Ucraina, mentre gli effetti negativi del cambiamento climatico si intensificano, le ingiustizie e le disuguaglianze aumentano in tutto il mondo, anche a causa del nostro modello di sviluppo – affermano Marcella Mallen e Pierluigi Stefanini, presidenti dell’ASviS – il nostro Paese, come parte dell’Unione europea, reagisce alla situazione con provvedimenti e investimenti di grande portata. L’Agenda della sostenibilità guida alcuni degli obiettivi del Pnrr ma non tutti. Ogni guerra rappresenta un fallimento per i principi dell’Agenda 2030, concepita come guida per una prosperità economica, sociale, ambientale e istituzionale. Le crisi però sono anche un’occasione di ripensamento e innovazione».

Nel documento Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, la legge di Bilancio 2022 e lo sviluppo sostenibile, l’ASviS offre appunto una valutazione volta a comprendere se e come questi provvedimenti contribuiscano a portare l’Italia verso un modello di sviluppo sostenibile.

Il risultato è che i provvedimenti del Pnrr offrono prospettive positive per il raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu su salute e istituzioni, sono sufficienti ma migliorabili per istruzione, imprese, infrastrutture e innovazione, produzione e consumi, mentre sono insufficienti per contrasto alla povertà, parità di genere, occupazione, crescita economica e soprattutto per l’ambiente: il Pnrr e la Legge di Bilancio 2022 non tengono adeguatamente in conto gli Obiettivi dell’Agenda 2030 su energia, acqua, protezione degli ecosistemi, lotta al cambiamento climatico.

«Il Pnrr, da solo, non basta. Le crisi che stiamo vivendo e quelle che dovremo affrontare devono stimolarci a prendere decisioni coraggiose e accelerare la transizione ecologica. Dopo anni di disattenzione abbiamo ‘scoperto’ la nostra eccessiva dipendenza dal gas, in particolare da quello russo. Siamo consapevoli di dover ridurre la dipendenza dalle energie fossili e di accelerare la transizione verso le rinnovabili, la riduzione dei consumi. Dobbiamo urgentemente compiere scelte capaci di mitigare la crisi climatica e adattarci ai cambiamenti della biosfera di cui ogni giorno si vedono gli effetti negativi, guardando al benessere delle future generazioni», concludono Mallen e Stefanini.

Come? Per fare l’auspicato “salto di qualità” il Governo e le istituzioni dovrebbero adottare una visione integrata e di lungo periodo sulla programmazione e l’implementazione dei programmi individuati. Dall’ASviS avanzano alcune proposte puntuali: aggiornare la Strategia nazionale di sviluppo sostenibile, costruire il Sistema multilivello di strategie e agende per lo sviluppo sostenibile, chiarire la definizione dei ruoli istituzionali nell’attuazione dell’Agenda 2030, predisporre una Legge annuale per lo sviluppo sostenibile e inserire nella Relazione illustrativa di tutte le proposte di legge, gli atti ministeriali e regionali una valutazione preliminare sull’impatto atteso sui 17 Sdgs dell’Agenda Onu.