Primo discorso sullo stato dell’Unione di Biden: piano energetico per combattere cambiamenti climatici e inflazione

Gli ambientalisti vogliono uscire dalle energie fossili, i repubblicani chiedono di riprendere a trivellare a tutta forza e ovunque

[2 Marzo 2022]

La guerra in Ucraina ha fatto passare in secondo piano il primo discorso sullo stato dell’Unione pronunciato dal presidente Usa Joe Biden che ha detto che «Affrontare il riscaldamento planetario farebbe risparmiare alle famiglie americane 500 dollari all’anno in costi energetici», un dato emerso un’analisi pubblicata nell’ottobre 2021 da Rhodium Group.

Biden è stato molto prudente e pragmatico e ha riformulato in maniera meno “radicale” la sua promessa elettorale di spendere più di quanto qualsiasi altro Paese abbia mai fatto per l’energia pulita come un modo per combattere simultaneamente il riscaldamento globale, le emissioni di gas serra e l’inflazione.

Come ha ripetutamente detto durante il il primo anno del suo mandato, Biden ha sottolineato che affrontare il cambiamento climatico è un’opportunità per creare posti di lavoro ben pagati nel settore delle energie rinnovabili e della produzione e per mettere in condizione gli Usa di competere con la Cina. Si è impegnato a costruire 500.000 stazioni di ricarica per veicoli elettrici e a sostituire i tubi di piombo degli acquedotti con  4.000 progetti infrastrutturali che sono già in corso. Poi ha promesso dche inizierà «Riparare oltre 65.000 miglia di autostrada e 1.500 ponti in rovina».

Secondo il presidente Usa, «Non è mai una buona idea scommettere contro il popolo americano. Creeremo buoni posti di lavoro per milioni di americani, modernizzando strade, aeroporti, porti, corsi d’acqua in tutta l’America. E lo faremo per resistere agli effetti devastanti del cambiamento climatico e promuovere la giustizia ambientale».

Biden ha parlato il giorno dopo la pubblicazione del tragico rapporto IPCC che avverte che «L’entità degli impatti dei cambiamenti climatici è maggiore quanto precedentemente noto» e che la finestra per «assicurarsi un futuro vivibile e sostenibile»,  sta per chiudersi e ha annunciato crediti d’imposta per rendere climaticamente resilienti ed efficienti dal punto di vista energetico case e imprese  e «Il raddoppio della produzione di energia pulita dell’America nel solare, eolico e molto altro ancora. Questo abbassa il prezzo dei veicoli elettrici, risparmiando altri 80 dollari al mese che non dovrete pagare alla pompa».

Per quanto riguarda l’inflazione, Biden l’ha definita un furto agli americani e ha detto che «Un modo per combattere l’inflazione è abbassare i salari e rendere gli americani più poveri. Penso di avere un piano migliore per combattere l’inflazione: abbassare i costi, non i salari. Ciò significa produrre più automobili e semiconduttori in America. Più infrastrutture e innovazione in America. Più merci si spostano più velocemente ed a buon mercato in America. Più lavori dove puoi guadagnarti da vivere in America. Invece di fare affidamento su catene di approvvigionamento estere, facciamolo in America».

Con la guerra energetica della Russia in Ucraina e con la pressione della lobby per petrolifera per esportare più GNL. Mentre gli scienziato avvertono che l’era dei combustibili fossili deve finire il prima possibile, Biden è tra due fuochi e deve scegliere se sostenere i combustibili fossili o passare il più rapidamente possibile alle energie rinnovabili .

I repubblicani chiedono di aumentare ancora la produzione Usa di combustibili fossili, fregandosene del riscaldamento globale e hanno cercato addirittura di dare a Biden di  la colpa dell’invasione dell’Ucraina, accusandolo di finanziare la guerra di Putin importando petrolio russo, e stanno approfittando della guerra per giustificare ulteriori trivellazioni in patria (un po’ come fa il governo italiano che aveva promesso la transizione ecologica e ora vuole trivellare l’Adriuatico). Biden è stato addirittura accusato dalla leadership repubblicana e dai conservatori che hanno ospitato in questi giorni Giorgia Meloni di  aver condotto «Una guerra all’indipendenza energetica americana», chiedendo di cambiare subito strada con una massiccia indata di cincessioni per estrarre petrolio e gas e presentando un elenco si siti da sfruttare che è la copia di quello del’American Petroleum Institute, la più grande associazione di categoria statunitense dell’industria petrolifera e del gas.

Gli ambientalisti accusano Biden di non allontanarsi abbastanza velocemente dai combustibili fossili e la coalizione Build Back Fossil Free ha chiesto al presidente di dichiarare l’emergenza climatica e di usare la sua autorità esecutiva per fermare i nuovi progetti di combustibili fossili. Evergreen Action ha pubblicato un rapporto che descrive in dettaglio 6 azioni che Biden dovrebbe intraprendere per combattere i cambiamenti climatici, inclusa la regolazione dell’inquinamento dal settore energetico, gli investimenti nella produzione di energia pulita e l’eliminazione graduale dell’estrazione di combustibili fossili dalle terre e dalle acque federali.

Commentando il discorso dell’Unione, Ramon Cruz, il presidente di  Sierra Club, la più grande associazione ambientalista Usa, ha detto: «Investire nell’energia pulita, nell’azione climatica e nella nostra democrazia sono investimenti nelle persone. Investire in un futuro vivibile per tutti, che dia lavori per tutti e sostenga tutti, è investire in uno Stato più forte Il presidente Biden ha compiuto passi significativi quest’anno, ma ora è tempo che il Congresso faccia il suo lavoro approvando una serie storica di investimenti per le comunità e le famiglie che lottano con le crisi interconnesse del cambiamento climatico, della salute e dell’ingiustizia razziale, economica e ambientale. Investire nell’energia pulita, nell’aria e nell’acqua pulite e in un clima sicuro e vivibile creerà milioni di posti di lavoro, aiuterà a far fronte all’inflazione e costruirà un’America migliore. La Camera dei Rappresentanti è intervenuta; è passato il tempo che il Senato approvi una legislazione che riguarda anche in clima, lavoro e giustizia.  Ma il lavoro non può finire qui: Washington deve investire nella nostra democrazia. Il John Lewis Voting Rights Act e il Freedom to Vote Act sono più importanti che mai. E il Senato deve confermare alla Corte Suprema il candidato del presidente Biden: il giudice Ketanji Brown Jackson. E’ ora che Washington affronti le crisi interconnesse che affrontiamo e investa nelle persone, nella nostra democrazia e nel Paese. Non possiamo perdere un minuto di più».

Duro il commento di Annie Leonard, co-direttrice esecutiva di Greenpeace Usa: «Alla fine, i miliardari alimentati dai fossili e il fallimento del nostro governo nella transizione dal petrolio e dal gas ci hanno lasciato dipendere da governi che non rispettano la democrazia e dalle tecnologie che stanno uccidendo il nostro pianeta.  La storia del petrolio è la guerra. E’ più chiaro che mai che un futuro più pacifico, sicuro e vivibile dipende dalla rottura della nostra dipendenza dalla volatilità dei combustibili fossili che causano conflitti. Continuare a fare affidamento su compagnie multinazionali dei combustibili fossili che si preoccupano più dei loro profitti che della nostra sicurezza non fa che esacerbare il ciclo di morte e distruzione. Dopo aver sopportato l’aumento dei prezzi del gas, un peggioramento della crisi climatica e ora i timori socio-politici, i nostri leader devono proteggere le famiglie americane dai miliardari dei combustibili fossili che sono decisi a tirarci giù con loro. Compagnie come Exxon e Shell hanno realizzato miliardi di profitti lo scorso trimestre, ma le compagnie petrolifere non stanno usando i loro profitti per assumere lavoratori o ridurre i prezzi per le famiglie. Invece, stanno riempiendo le tasche di ricchi azionisti e amministratori delegati. Continuare a fare affidamento su queste multinazionali di combustibili fossili che si preoccupano più dei loro profitti che della gente comune non fa che peggiorare il ciclo dello sfruttamento. La risposta ai prezzi elevati del gas è l’energia pulita: questo riduce la domanda e porta più persone a non dover mai più pagare per petrolio e gas. Accrescere l’ambizione per l’energia rinnovabile è l’opportunità del presidente Biden di garantire la sicurezza energetica, la sicurezza economica e la sicurezza nazionale. Il momento del cambiamento è adesso».

Manish Bapna, presidente e CEO del Natural Resources Defense Council, conclude con un moto di fiducia e speranza: «Lo stato dell’ambiente è in pericolo. Il presidente ha presentato un piano per affrontare la crisi climatica e ha invitato la nazione ad agire. Non possiamo rimanere inattivi mentre i il livello dei mari è in aumento, la siccità, il caldo torrido e gli incendi violenti, le tempeste e le inondazioni infliggono un tributo crescente alla nazione e in tutto il mondo. E’ tempo di investire in modi più puliti e intelligenti per alimentare il nostro futuro, tagliare i costi per le nostre famiglie e creare posti di lavoro. Biden ha elaborato un piano per fare tutto ciò in un modo che renderà la nostra economia più forte, la nostra società più equa e la nostra nazione più sicura. È ora che il Senato lo approvi».