L’Italia propone di inserire il Carsismo nelle Evaporiti e le Grotte evaporitiche dell’Appennino Settentrionale nel patrimonio Unesco

Ministero della Transizione Ecologica: una nuova candidatura per criteri naturali

[26 Gennaio 2022]

Il Consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco, che ha accolto favorevolmente la proposta presentata dal ministero della Transizione ecologica (MiTE), ha proposto di iscrivere il “Carsismo nelle Evaporiti e le Grotte evaporitiche dell’Appennino Settentrionale” nella World Heritage List dell’Unesco.

La Commissione sottolinea che « La candidatura si basa sul criterio VIII della Convenzione del 1972 che fa riferimento a testimonianze straordinarie dei principali periodi dell’evoluzione della terra e riguarda una zona, ricca di depositi evaporitici che generano forme carsiche, particolarmente significativa per lo studio della disgregazione del supercontinente Pangea avvenuta circa 200 milioni di anni fa. L’intero complesso costituisce il primo e il più studiato carso evaporitico del mondo».

Il MiTE spiega che «Protagonisti della candidatura sono il Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, il Parco regionale Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, il Parco regionale Vena del Gesso romagnola, il Paesaggio protetto Collina Reggiana e la Riserva regionale di Onferno. Il sito è caratterizzato dal risultato unico della deposizione di sali di gesso e salgemma avvenuta durante due tra gli eventi geologici più impressionanti della storia della terra: la disgregazione del supercontinente Pangea, avvenuta circa 200 milioni di anni fa, e la catastrofe ecologica che colpi il mar Mediterraneo circa 6 milioni di anni fa, con la chiusura dello stretto di Gibilterra e la conseguente evaporazione e disseccamento di quasi tutto il Mar Mediterraneo, conosciuta come “Crisi di Salinità del Mediterraneo”. L’area candidata ospita il 90% delle rocce evaporitiche affioranti sul territorio e un insieme di morfologie carsiche, grotte e sorgenti evaporitiche di straordinario valore che, oltre a testimoniare questi due eventi geologici, sono di grande interesse anche per la storia della ricerca geologica, paleontologica, biologica, archeologica e per la storia dell’arte».

Secondo il ministero, «La proposta ha un elevato valore scientifico e l’eccezionale valore universale del sito è legato alla sinergia unica a livello globale di fattori geologici e climatici».

Da anni il MiTE segue le proposte naturali sostenendo gli enti territoriali e ottenendo il riconoscimento di numerose aree protette come “Patrimonio dell’Umanità” tra cui le Dolomiti, il monte Etna e le Antiche faggete d’Europa. A tale impegno si somma il lavoro svolto in seno al Programma Mab/Unesco e alle Riserve della Biosfera, divenute venti dopo l’inclusione del Monte Grappa lo scorso anno.

La riunione del Consiglio Direttivo è stata preceduta dall’Assemblea annuale alla quale ha rivolto un breve saluto il ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, che ha sottolineato l’importanza dell’Unesco e dell’educazione per far fronte alle principali sfide globali e costruire un mondo migliore.

Il Presidente della Commissione Nazionale italiana, Franco Bernabè, ha ricordato i punti salienti dell’azione dell’Unesco  nel 2021 relativi alle raccomandazioni per una scienza aperta che faciliti la ricerca, ampliando la condivisone di dati, e sull’etica nell’intelligenza artificiale, incentrata sul rispetto dei diritti umani, dello stato di diritto e della parità di genere.

L’Italia quest’anno è stata rieletta nel Comitato del Patrimonio Mondiale, dopo 20 anni di assenza, e ha ottenuto 11 nuove nomine alle varie iniziative dell’UNESCO, tra cui il Patrimonio Mondiale, quello immateriale, le Città Creative, i Geoparchi e le Riserve della Biosfera.

All’italiano Vincenzo Balzani dell’Università di Bologna è andato il premio internazionale dell’Unesco per le scienze fondamentali, «per l’impatto sostenibile delle sue eccezionali realizzazioni scientifiche nel campo delle scienze chimiche fondamentali e per gli sforzi profusi durante tutta la sua carriera per promuovere la cooperazione internazionale, l’insegnamento scientifico e lo sviluppo sostenibile».

Tra le tante iniziative della Commissione Nazionale Bernabè ha ricordato il gruppo di lavoro di alto livello che ha sottoposto al Presidente del Consiglio delle proposte per il rilancio della ricerca scientifica, poi incluse nel PNRR, e il forte impegno nel settore educazione, anche alla luce dell’inserimento dell’educazione civica e ambientale nell’insegnamento scolastico.

Tra gli obiettivi del 2022 spicca l’organizzazione della conferenza internazionale di Firenze in occasione del 50esimo anniversario della Convenzione Unesco sulla protezione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale.