Benefici per qualità dell’aria, biodiversità e lotta ai cambiamenti climatici

L’importanza delle foreste periurbane per il clima: spazio per 241 miliardi di alberi

Studio italiano rivela le potenzialità delle aree periurbane, spesso degradate o inutilizzate

[28 Marzo 2024]

Lo studio “Global spatial assessment of potential for new peri-urban forests to combat climate change”, pubblicato su  Nature Cities da un team di ricercatori di Fondazione per il Futuro delle Città e delle  università di Firenze e  Cà Foscari di Venezia coordinati da Stefano Mancuso, scienziato e botanico di fama internazionale, professore all’università di Firenze e direttore Scientifico della Fondazione per il Futuro delle Città, emerge che «Le vaste aree periurbane del pianeta, transizione tra le periferie e la campagna, spesso degradate o inutilizzate, potrebbero ospitare tra 106 e 241 milioni di alberi. Escludendo le aree attualmente coltivate, potrebbero trovare spazio foreste periurbane con una quantità stimata tra i 34 e 101 miliardi di alberi. Quanto descritto determinerebbe molteplici benefici, tra cui la riduzione delle emissioni di CO2, il miglioramento della qualità dell’aria e conservazione della biodiversità».
Utilizzando dati satellitari, il team di ricerca formato anche da Saverio Francini, Gherardo Chirici, Leonardo Chiesi, Paolo Costa e Guido Caldarelli, è riuscito a identificare con una risoluzione di soli 500 metri le aree disponibili a livello globale in una fascia di 10 chilometri dalle città. Il risultato è che «Soli 20 Paesi potrebbero ospitare il 78% delle foreste periurbane».
I ricercatori ricordano che nel 2023 si sono registrate le temperature più alte di sempre, oltre a estensioni minime del ghiaccio marino antartico, e un aumento degli eventi climatici estremi in tutto il mondo, inclusa l’Italia, con ondate di caldo, inondazioni, siccità e incendi. Il progetto elaborato dalla Fondazione per il Futuro della città porterebbe risultati concreti nella lotta agli effetti del cambiamento climatico.
Mancuso evidenzia che «Per contrastare il riscaldamento globale, la soluzione teoricamente è semplice: ridurre le emissioni di gas serra, in particolare di CO2, e al contempo assorbire il surplus di CO2 dall’atmosfera. Tuttavia, ridurre le emissioni comporta profondi impatti economici e richiede tempo, oltre che un impegno globale che al momento è difficile da garantire. D’altra parte, l’assorbimento di CO2 dall’atmosfera tramite la riforestazione non presenta ostacoli tecnici significativi e può offrire enormi benefici ambientali e occupazionali».

La proposta di piantare mille miliardi di alberi, accettata al G20 del 2021, dunque, potrebbe giocare un ruolo chiave nella lotta al cambiamento climatico, con numerosi co-benefici.

Caldarelli, professore di fisica all’università Ca’ Foscari Venezia, fa notare che  «Se da una parte la riforestazione in aree degradate ed inutilizzate delle città ha come primo impatto la rimozione della CO2 dall’atmosfera,  non si devono sottovalutare gli effetti secondari che consistono in un temperamento del clima all’interno delle aree urbane con conseguente riduzione di spese di termoregolazione in estate e inverno, in un miglioramento del clima urbano e della salute dei cittadini, in un miglioramento della qualità del suolo che consente per esempio di assorbire con minori traumi eventi atmosferici estremi e limitare danni e costi per la collettività».

Francini, dell’università di Firenze, conclude: «“Il G20 nel 2021 ha indicato in 1000 miliardi il numero di alberi da piantare entro il 2030 per poter contrastare in modo significativo il cambiamento climatico Con questo studio abbiamo dimostrato che il nostro pianeta potrebbe ospitare tra 241 e 106 miliardi di alberi soltanto nelle aree periurbane (aree entro 10 chilometri dai centri abitati e più grandi di cinque chilometri quadrati) dove le operazioni di riforestazione avrebbero costi più bassi rispetto ad aree remote del pianete e dove gli effetti benefici delle nuove foreste avrebbero un impatto più rilevante sui cittadini. Gli effetti benefici sono la mitigazione della temperatura e riduzione delle isole di calore, miglioramento della qualità dell’aria, rimozione dei gas serra e di inquinanti dannosi per la salute dell’uomo, conservazione della biodiverstà, lo spazio per attività ricreative e il miglioramento delle economie locali».