Le indagini sull’attentato al Parco nazionale del Circeo portano alla scoperta di numerosi reati

L’indagine coinvolge anche dei Carabinieri forestali e l’ex direttore del Parco. Arrestata la sindaca di Sabaudia

[21 Febbraio 2022]

Le indagini partite in seguito a un atto intimidatorio e al tentato incendio contro la sede della direzione dell’ente Parco Nazionale del Circeo, a Sabaudia, avvenuti il 24 giugno 2019, hanno portato a scoperchiare qualcos’altro.

Infatti, la Procura della Repubblica di Latina ha comunicato che «Nella mattinata odierna i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Latina, coadiuvati nella fase esecutiva da militari dei Comandi Provinciali Carabinieri di Roma e Varese, hanno dato esecuzione ad un’Ordinanza applicativa di Misura Cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Latina nei confronti di 16 indagati, in ordine ai reati di peculato, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità, turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico».

Nel Comunicato emesso dalla Procura si legge: «L’attività di indagine, condotta dal Procuratore Aggiunto dott. Carlo Lasperanza e dai sostituti dott. Antonio Sgarrella e dott.ssa Valentina Giammaria e seguita dal Procuratore della Repubblica dott. Giuseppe de Falco, iniziata nel mese di novembre 2019 a seguito dell’incendio alla centrale termica dell’Ente Parco Nazionale del Circeo e alle minacce dirette al Comandante della Stazione Carabinieri Forestali “Parco di Sabaudia”, ha allo stato permesso di individuare rilevanti irregolarità nell’ambito del controllo delle assegnazioni delle concessioni demaniali, rilasciate dal Comune di Sabaudia per lo svolgimento delle attività balneari. Per quanto in particolare emerge allo stato delle indagini, tutte le quarantacinque attività balneari presenti sul lido di Sabaudia risulterebbero aver goduto, nel tempo, di favoritismi e privilegi all’interno del Comune di Sabaudia. Le attività di indagine hanno altresì permesso di appurare come proprio alcuni dipendenti pubblici sarebbero, in concreto, i titolari di alcuni stabilimenti e chioschi oggetto di favoritismi».

In più di 7 mesi di indagini, i Carabinieri hanno ricostruito «Undici episodi di turbativa d’asta, la formazione di innumerevoli atti falsi, nonché condotte corruttive che sarebbero state poste in essere dal Sindaco di Sabaudia e da amministratori comunali, in concorso con imprenditori e funzionari comunali».

E per questo la Sindaca di Sabaudia, Giada Geervasi, sostenuta da liste civiche e che nel 2017. Ha vinto al ballottaggio con oltre il 77% dei voti contro il candidato del centrodestra, è stata arrestata e le sono stati contestati 11 episodi di presunta turbativa d’asta e uno di corruzione.

Partendo dal tentato incendio alla direzione del Parco Nazionale, sotto la lente di ingrandimento degli investigatori è finita soprattutto la Coppa del Mondo di canottaggio, che si sarebbe dovuta svolgere a Sabaudia nel 2020, e la cui preparazione avrebbe favorito  «ditte compiacenti all’amministrazione comunale, sia nella realizzazione del campo di gara sia nell’affidamento del servizio di manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica, per un giro di affari di circa 1 milioni di euro. La scrupolosa ricostruzione dei fatti ha al momento consentito inoltre di accertare come il Comune di Sabaudia abbia, in ragione della “vicinanza” ad alcuni stabilimenti e chioschi del litorale, sospeso il procedimento di revoca delle concessioni demaniali che, a seguito di controllo, erano risultate irregolari».

Ma ce n’è anche per il Parco Nazionale: secondo la Procura, « Sono per altro verso emersi, nel corso dell’attività investigativa, episodi di peculato, corruzione e falso che risulterebbero compiuti da appartenenti ai Carabinieri Forestali di Sabaudia, con riferimento alla falsa attestazione della necessità, per presunti motivi di incolumità e sicurezza pubblica, di interventi per il taglio di alberi, al fine di favorire ditte compiacenti, alle quali dette opere venivano affidate.Ancora emergono allo stato episodi di turbativa d’asta che sarebbero stati commessi dal Direttore del Parco Nazionale del Circeo dell’epoca, il quale aveva affidato ad alcuni imprenditori a lui vicini la realizzazione di progetti sul cambiamento climatico, prima ancora che la relativa determina fosse discussa e approvata».