Il ministro Cingolani chiede all’Ue di estendere i periodi di caccia, ambientalisti in rivolta

«Grave incoerenza istituzionale italiana, il ministro della Transizione ecologica appare, a tutti gli effetti, un vero e proprio ministro della Caccia»

[18 Maggio 2022]

Con un’azione che ha dell’incredibile, il ministro Cingolani ha scritto al Commissario europeo per l’Ambiente Sinkevičius una nota per chiedere che venga stravolto tutto il processo scientifico di individuazione dei key concepts, ossia delle date di inizio migrazione e inizio del periodo di riproduzione degli uccelli selvatici che vivono in Europa.

Tali date sono essenziali, tra le altre cose, per la determinazione dei periodi per l’esercizio dell’attività venatoria, stante il rigoroso divieto di caccia agli uccelli che dovessero trovarsi in fase di migrazione prenuziale, incluse le circostanze di disturbo e confusione con specie simili.

Ebbene: dopo un lungo lavoro scientifico e istituzionale condotto a Bruxelles, durato tre anni con la partecipazione attiva dell’Italia, di Ispra e dello stesso ministero della Transizione ecologica, che ha portato a definire i documenti scientifici, il ministro Cingolani ha sostanzialmente chiesto all’Europa di disconoscere tale processo, appena concluso, e di rivalutare i dati, accogliendo le pressioni dei cacciatori volte semplicemente ad estendere i periodi di caccia.

Una posizione culturalmente inaccettabile e tecnicamente incomprensibile, considerato che il ministro fonda la sua richiesta sulle informazioni scientifiche offerte dal nuovo Atlante europeo delle migrazioni, che invece confermano in pieno la bontà dei dati attuali e anzi li rafforzano, e che dunque dovrebbero portare a maggiori tutele anziché a più caccia. Esattamente il contrario di quanto chiesto dal ministro Cingolani.

La vicenda, peraltro, giunge all’indomani di un’altra incresciosa iniziativa filovenatoria assunta da Cingolani: autorizzare la caccia alla tortora selvatica nonostante la forte richiesta europea di una moratoria per far sì che questa specie, così sofferente, possa riprendersi.

Cioè, mentre la maggior parte dei paesi europei chiudono la caccia alla tortora selvatica, l’Italia la autorizza, persino in preaperura. Tutto ciò accade a poche settimane dall’inserimento della tutela della biodiversità tra i principi fondamentali della Repubblica e nel pieno della nuova Strategia europea per la biodiversità, che tra le altre cose chiede la massima attenzione alle specie e l’impegno perché il loro declino possa essere arrestato. Eventi di importanza assoluta che, nella sostanza, il ministro Cingolani ignora completamente.

Scriveremo immediatamente al Commissario Sinkevičius evidenziando ancora una volta la grave incoerenza istituzionale italiana, che sul tema giù più volte si è palesata in passato ponendo l’Europa in imbarazzo, e chiedendo di respingere queste richieste improprie al mittente. Cioè, rimandarle indietro al ministro della Transizione ecologica, che ormai appare, a tutti gli effetti, un vero e proprio ministro della Caccia.

di Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf Italia