Il litio, i fenicotteri e il cambiamento climatico

L'estrazione del litio nei salar andini influenza negativamente i fenicotteri e l’ecoturismo

[17 Marzo 2022]

Il litio sta alimentando i veicoli elettrici del mondo, rendendolo una parte fondamentale nella ricerca per ridurre le emissioni di carbonio. Ma, secondo lo studio “Climate change and lithium mining influence flamingo abundance in the Lithium Triangle”, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B: Biological Sciences da un team di ricercatori spagnoli, statunitensi e cileni guidato da Jorge Gutiérrez dell’Universidad de Exstramadura, «La combinazione di estrazione di litio e cambiamento climatico nelle Ande potrebbe influenzare negativamente le popolazioni di fenicotteri»,

Lo studio si è concentrato sugli effetti che l’estrazione del litio e il cambiamento climatico stanno avendo sui salar, laghi poco profondi e salati delle Ande cilene, dove i fenicotteri riuniscono per nutrirsi e riprodursi e i  risultati dimostrano che «Due specie di fenicotteri che si riproducono solo su queste montagne hanno già perso dal 10 al 12% della loro popolazione in soli 11 anni, ma solo nel lago interessato dall’attività mineraria».

Uno degli autori dello studio, il biologo Nathan Senner dell’università della South Carolina, evidenzia che «Data la rapida crescita della nostra domanda di litio, c’è un grande bisogno di capire quali effetti negativi potrebbe avere la sua produzione sulla biodiversità e in particolare su quelle specie, come i fenicotteri, che sono importanti per le economie locali».

La maggior parte del litio mondiale viene estratta nel “Triangolo del litio” che si estende tra Cile, Bolivia e Argentina, una regione che ospita tre specie di fenicotteri: andina, giamaicana e cilena, due delle quali non si riproducono in nessun’altra parte del mondo e che costituiscono la base dell’industria dell’ecoturistica di questa parte delle Ande.

L’estrazione del litio richiede un volume d’acqua elevato, circa 1,5 milioni di litri per tonnellata di litio, secondo lo studio. Se si escludono le aree polari, il deserto di cileno di Atacama è il più arido del mondo, il che significa che l’acqua per le miniere deve essere emunta dalle falde sotterranee, quando le acque di falda si esauriscono, i laghi in cui vivono i fenicotteri diventano inabitabili per gli organismi di cui si cibano i fenicotteri, facendo sì che gli uccelli se ne vadano o muoiano di fame.  I fenicotteri sono specie chiave negli ecosistemi dei salar perché aiutano a regolare i processi tropicali.

Lo studio si è concentrato su 5 salar nelle Ande cilene, compreso il Salar de Atacama, dove si concentra l’estrazione del litio del Cile. Gli scienziati hanno confermato che «Il cambiamento climatico sta causando il restringimento dei laghi in tutta la regione. Quando i livelli dell’acqua di un lago sono bassi, i livelli di cibo scendono, così come il numero di fenicotteri riproduttori». Ma i ricercatori hanno scoperto che «Il numero di fenicotteri non ha ancora iniziato a diminuire ampiamente. Invece, che il numero dei fenicotteri è diminuito solo nel Salar de Atacama».

Senner dice che «Per ora, l’impatto dell’attività mineraria sulla regione è limitato e la popolazione complessiva di fenicotteri non è diminuita, probabilmente perché gli uccelli possono spostarsi in diversi laghi per trovare condizioni migliori, afferma. Ma questo potrebbe non durare, poiché l’estrazione del litio si espande per soddisfare la domanda internazionale del metallo».

Gutiérrez fa notare che «Il problema è che, nel Salar de Atacama, oltre ai cambiamenti causati dai cambiamenti climatici in tutta la regione, l’estrazione del litio sta riducendo i livelli dell’acqua e aumentando i disturbi per i fenicotteri. Questo significa che gli anni con acqua sufficiente per la riproduzione dei fenicotteri si verificano meno frequentemente e ora sono presenti meno fenicotteri, anche quando c’è abbastanza acqua».

Gli autori dello studio si sono basati su 30 anni di censimenti dei fenicotteri fatti da citizen scientists e biologi del governo cileno in 5 salar e hanno anche utilizzato i dati del telerilevamento per identificare i cambiamenti nei livelli dell’acqua e nella disponibilità di cibo all’interno di ciascun salar con il passare del tempo. Questo ha dato loro l’opportunità di «Indagare su quali fattori climatici hanno influenzato la disponibilità di acqua e cibo dei fenicotteri, nonché come l’acqua e il cibo, a loro volta, hanno influenzato l’abbondanza di fenicotteri».

Il team di ricercatori ricorda che «La domanda globale di litio è aumentata vertiginosamente negli ultimi decenni per l’uso in veicoli elettrici, telefoni cellulari e dispositivi di archiviazione elettronici. Si prevede quindi che la produzione in Cile triplicherà entro il 2026 rispetto ai livelli del 2018 e si espanderà ad altri laghi salini oltre il Salar de Atacama».

Lo studio illustra il dilemma di dover incrementare le tecnologie green per rallentare gli effetti dei cambiamenti climatici e gli impatti ambientali di queste stesse tecnologie. Come ha detto Senner a Science News, «E’ un vero enigma perché ovviamente nessuno sosterrà che il cambiamento climatico non è il mostro con cui dobbiamo fare i conti».

«Le linee guida per la gestione della conservazione basate sulla scienza potrebbero ancora consentire la futura conservazione di alcuni sistemi ipersalini chiave nella regione», ha detto  a Science News Mattia Saccò, un ecologista della Curtin University di Perth, in Australia, che non è stato coinvolto nello studio. Ma

l’estrazione del litio sta crescendo rapidamente e il Cile ha annunciato che «Aprirà una gara d’appalto per l’esplorazione e la produzione aggiuntive di 400.000 tonnellate di litio metallico al di fuori del Salar de Atacama». Secondo lo studio, anche il Salar de Uyuni, un’area di riproduzione di fenicotteri in Bolivia, sta assistendo a un aumento dell’estrazione mineraria.

Un’altra autrice dello studio, la cilena Cristina Dorador Ortiz, professoressa all’Universidad de Antofagasta, conclude: «Il declino dei fenicotteri che abbiamo documentato nel Salar de Atacama potrebbe presto diffondersi nel resto della regione. Dato che due di queste specie di fenicotteri non si riproducono in nessun’altra parte del mondo, ciò potrebbe portare a un calo drammatico in tutto il loro areale e danneggiare gravemente l’industria dell’ecoturismo locale che fa affidamento sui fenicotteri. E’ impossibile fermare l’attività mineraria. Ma dobbiamo farla meglio».