Uno studio di università della Tuscia, Morton Arboretum, e università di Barcellona

I vecchi alberi sono vitali per la sopravvivenza e la biodiversità delle foreste

Le dinamiche tra alberi vetusti e foreste al tempo del cambiamento climatico

[2 Febbraio 2022]

Lo studio “Old and ancient trees are life history lottery winners and vital evolutionary resources for long-term adaptive capacity”, pubblicato su Nature Plants da Charles Cannon, del Center for Tree Science del Morton Arboretum, Gianluca Piovesan, del Dipartimento di scienze ecologiche e biologiche dell’università della Tuscia,  e Sergi Munné-Bosch del Departament de Biologia Evolutiva, Ecologia i Ciències Ambientals e dell’IrBio dell’Universitat de Barcelona, suggerisce che «Gli alberi vetusti possiedono molto più di una presenza maestosa e di una serie di servizi ecologici per le foreste: sostengono anche la capacità dell’intera popolazione degli alberi di adattarsi a un ambiente in rapido mutamento».

Secondo Morton, Poivesan e Munné-Bosch gli alberi vetusti, spesso 10 – 20  volte più vecchi dell’età media di un albero della foresta in cui vivono, «Cambiano radicalmente la diversità genetica complessiva e l’idoneità della composizione delle popolazioni circostanti». I risultati dello studio indicano anche che «Questi alberi contribuiscono alle proprietà evolutive delle foreste che sono vitali per la loro sopravvivenza a lungo termine».

Cannon spiega: «Abbiamo esaminato i modelli demografici che emergono dalle foreste secolari nel corso di migliaia di anni e una percentuale molto piccola di alberi emerge come “vincitori della lotteria” della storia della vita e raggiungono età molto più elevate che collegano cicli ambientali che abbracciano secoli. Nei nostri modelli, questi alberi rari e antichi si dimostrano vitali per la capacità di adattamento a lungo termine di una foresta, ampliando sostanzialmente l’arco temporale della diversità genetica complessiva della popolazione».

Gli autori dello studio evidenziano che «La morte di alberi vetusti è più un prodotto casuale del loro ambiente piuttosto che un processo prevedibile, come negli esseri umani. Questi alberi, che costituiscono meno dell’1% di una popolazione, date le condizioni del modello, contribuiscono con una quantità di vitale importanza di diversità genetica e biologica alla popolazione complessiva di una foresta, rappresentando un’ampia gamma di condizioni ambientali storiche che abbracciano centinaia o addirittura mille anni. Per dirla semplicemente, gli alberi secolari sono sopravvissuti a innumerevoli cambiamenti ambientali nel corso di centinaia o migliaia di anni e, a sua volta, questa resilienza genetica viene trasmessa alla foresta. Inoltre, questi alberi secolari forniscono servizi inestimabili al loro ecosistema. Forniscono un habitat per le specie in via di estinzione e sequestrano una quantità sproporzionata di carbonio rispetto ai normali alberi maturi».

Sfortunatamente, le foreste vetuste sono ovunque minacciate. Secondo lo studio, «La deforestazione delle foreste naturali continua in tutto il mondo e ci sono prove che il tasso di mortalità generale degli alberi potrebbe aumentare a livello globale, dal bioma boreale ai tropici».

Grazie ai loro modelli, i ricercatori hanno scoperto che l’età massima che gli alberi possono raggiungere è particolarmente sensibile all’intervallo più basso dei tassi di mortalità osservati. Ma che «A tassi di mortalità più elevati, come quelli che potrebbero essere visti come risultanti dai cambiamenti climatici, la capacità degli alberi di raggiungere la stessa impressionante età è molto limitata o praticamente impossibile».

Cannon  conferma: «Con il cambiamento climatico, è probabile che i tassi di mortalità negli alberi aumenteranno e diventerà sempre più difficile per gli alberi secolari emergere nelle foreste. Una volta abbattuti gli alberi vecchi e vetusti, perdiamo per sempre l’eredità genetica e fisiologica che contengono, così come l’habitat unico per la conservazione della natura».

I tre autori dello studio  osservano che «Mentre il ripristino delle foreste e gli sforzi per piantare alberi sono strumenti importanti per migliorare gli ambienti sia locali che globali, gli alberi secolari sono una proprietà emergente delle foreste secolari che è impossibile ricreare nelle foreste di nuova rigenerazione e devono essere protetti».

Piovesan conclude: «Questo studio ricorda l’urgente necessità di una strategia globale per conservare la biodiversità, non solo preservando le foreste intatte, ma in particolare i piccoli resti di alcuni alberi secolari sopravvissuti nei territori forestali gestiti».