I lupi con la toxoplasmosi hanno molte più probabilità di diventare capibranco (VIDEO)

I lupi di Yellowstone vengono probabilmente infettati da Toxoplasma gondii perché attaccano i puma o mangiano le loro feci

[28 Novembre 2022]

Secondo lo studio “Parasitic infection increases risk-taking in a social, intermediate host carnivore”, pubblicato su Communications Biology da un team di ricercatori dello Yellowstone Wolf Project dello  Yellowstone Center for Resources del Yellowstone National Park, i lupi (Canis lupus)  del che vengono infettati dal Toxoplasma gondii, un parassita comune, hanno molte più probabilità di diventare leader del loro branco. Per arrivare a questa conclusione, il team di Yellowstone  ha analizzato i dati degli studi sui lupi realizzati in 26 anni nel più antico e famoso Parco Nazionale statunitense.

Toxoplasma gondii è un parassita che infetta i protozoi nelle cellule degli animali infetti, si tratta della toxoplasmosi. Infezioni che si verificano in quasi tuttie le specie animali a sangue caldo, compreso l’uomo. Ricerche precedenti avevano dimostrato che nella maggior parte dei casi i sintomi della toxoplasmosi sono pochi, anche se ci sono alcune prove che suggeriscono che possono portare a un aumento di comportamenti inusuali o aggressivi.

I ricercatori guidati da Connor Meyer e Kira Cassidy dell’università del Montana – Missoula, si sono chiesti che tipo di impatto possa avere il T. gondii sui lupi selvatici e per scoprirlo hanno condotto un ampio studio sui lupi che vivono nello Yellowstone National Park che ha comportato lo studio dei dati provenienti da campioni di sangue prelevati da oltre 200 lupi che vivevano nel parco negli anni 1995-2020, cercando prove di infezione da toxoplasmosi. Per saperne di più su eventuali cambiamenti comportamentali che avrebbero potuto essere evidenti nei lupi, il nuovo studio ha anche esaminato gli appunti presi da ricercatori che avevano studiato e censito in precedenza i lupi Yellowstone e hanno scoperto così che «I giovani lupi infetti tendevano a lasciare i loro branchi prima di quelli non infetti. I maschi infetti avevano il 50% di probabilità in più di lasciare il branco già 6 mesi dopo la nascita. I maschi normalmente rimangono fino a 21 mesi. E le femmine infette avevano il 25% in più di probabilità di lasciare il branco a 30 mesi, rispetto ai normali 48».

I ricercatori dello Yellowstone Wolf Project hanno anche scoperto che «I maschi infetti avevano una probabilità 46 volte maggiore di diventare capibranco rispetto ai maschi non infetti» I ricercatori sono arrivati alla conclusione che «Le differenze di comportamento erano probabilmente dovute all’impatto del parassita sul cervello dei lupi, rendendoli più audaci e meno propensi a tirarsi indietro quando vengono sfidati da altri».

Come scrive su Nature Emma Marris  in un commento sullo studio, «Il parassita, Toxoplasma gondii , rende audaci i suoi ospiti, un meccanismo che ne aumenta la sopravvivenza. Per riprodursi sessualmente, T. gondii deve raggiungere il corpo di un gatto, di solito quando il suo ospite [un ratto o un topo, ndr] viene mangiato da un gatto. Questo diventa molto più probabile se il parassita altera il comportamento dell’ospite, rendendolo temerario. I risultati della ricerca sono contrastanti, ma nei roditori l’infezione è generalmente correlata alla diminuzione della paura dei gatti e all’aumento del comportamento esplorativo. Anche nelle persone sono stati riscontrati cambiamenti fisici e comportamentali: la produzione di testosterone e dopamina è aumentata e corrono più rischi».

I mammiferi a sangue caldo possono assumere il parassita mangiando un animale infetto o ingerendo forme di T. gondii presenti nelle feci di gatti infetti. Dopo un periodo di infezione acuta, nei muscoli e nel tessuto cerebrale si formano cisti semi-dormienti che persistono per il resto della vita dell’ospite. Fino a un terzo degli esseri umani potrebbero essere cronicamente infetti da toxoplasmosi.

Lo studio Toxoplasma gondii infections are associated with costly boldness toward felids in a wild host”, pubblicato nel giugno 2021 su Nature Communications da un team di ricercatori statunitensi e kenyani  guidato sempre da Meyer e Cassidy ha dimostrato che in Kenya le  iene infettate da toxoplasmosi hanno avuto maggiori probabilità di venire mangiate dai leoni. Il nuovo studio fa notare che a Yellowstone i tassi di infezione erano più alti nei lupi che si mescolavano ai puma (Puma concolor), noti per essere portatori del parassita e i ricercatori ipotizzano che «I lupi potrebbero essere infettati mangiando i felini o le loro feci».

Dan Macnulty, un biologo esperto di lupi dell’Utah State University – Logan, che non ha partecipato alla ricerca a Yellowstone, ha detto a Nature che «Lo studio fornisce prove convincenti della profonda influenza che i patogeni possono avere sull’ecologia e sul comportamento delle popolazioni di animali selvatici. Dimostra l’immenso valore dello studio a lungo termine dei lupi e di altri animali selvatici nel Parco Nazionale di Yellowstone».

Ora il team dello Yellowstone Wolf Project  spera di verificare se l’infezione potrebbe aumentare le probabilità che i lupi si riproducano con successo e quali potrebbero essere gli effetti a catena di livelli di infezione bassi o alti negli ecosistemi. Le popolazioni di lupi con alti tassi di infezione da T. gondii potrebbero espandersi più rapidamente in un territorio perché i singoli lupi infetti “più coraggiosi” scelgono di disperdersi. I capi branco aggressivi e più disponibili a correre rischi potrebbero influenzare il modo in cui agiscono interi branchi, forse aumentando anche le loro possibilità di incontrare puma, esponendo così più lupi alle infezioni di T. gondii .

Meyer conclude: «La morale della storia è che i parassiti possono essere i principali attori negli ecosistemi. I parassiti potrebbero avere un ruolo molto più ampio di quello a cui generalmente si attribuisce loro il merito. I lupi sono noti per uccidere i puma, tuttavia, quindi anche i lupi audaci e rischiosi infettati dal parassita non rischiano di finire come pranzo per i felini, in passato i lupi infetti avrebbero potuto essere più probabilmente predati dai leoni americani (Panthera atrox), enormi predatori felini del peso di circa 200 chilogrammi, che si aggiravano per il Nord America fino a quando non si estinsero oltre 11.000 anni fa».

Videogallery

  • Junction Butte Wolf pack