I draghi che vivevano in Cina 240 milioni di anni fa

Descritto per la prima volta in maniera completa il Dinocephalosaurus orientalis

[26 Febbraio 2024]

Lo studio  “Dinocephalosaurus orientalis Li, 2003: A remarkable marine archosauromorph from the Middle Triassic of southwestern China”, pubblicato recentemente – giusto in tempo per l’inizio dell’Anno cinese del Drago – su Earth and Environmental Science Transactions of the Royal Society of Edinburgh da un team internazionale di scienziati provenienti cinesi, statunitensi ed europei guidato dal paleontologo Stephan Spiekman dello Staatliches Museum für Naturkunde Stuttgart, ha analizzato  nuovi fossili del rettile marino Dinocephalosaurus orientalis, permettendo così di descrivere per la prima volta in maniera completa  questo animale impressionante e bizzarro che aveva un collo insolitamente lungo e ricorda  la rappresentazione dei draghi simile a un serpente nella mitologia cinese.

Nel 2003, furono scoperti ed esaminati un cranio e le prime tre vertebre cervicali di Dinocephalosaurus orientalis trovati nella Formazione Guanling della provincia di Guizhou, aa allora, numerosi altri esemplari sono stati scoperti nella Cina sudoccidentale, e ora sono ospitati presso l’Istituto di Paleontologia e Paleoantropologia dei vertebrati a Pechino e nel Museo di Storia Naturale Zhejiang a Hangzhou. Questi ritrovamenti hanno permesso a ricercatori scozzesi, tedeschi, statunitensi e cinesi di descrivere praticamente lo scheletro completo di questo rettile marino in uno studio durato 10 anni.

Uno degli autori dello studio, Nick Fraser del National Museums Scotland, spiega che «La scoperta di ulteriori fossili ci permette di vedere per la prima volta questo straordinario animale dal collo lungo nella sua interezza. Ricorda il miticolungo drago cinese, simile a un serpente. Siamo sicuri che Dinocephalosaurus orientalis attirerà  l’immaginazione in tutto il mondo per il suo aspetto sorprendente».

Con 32 vertebre cervicali separate, il Dinocephalosaurus orientalis aveva davvero un collo eccezionalmente lungo anche in confroto al Tanystropheus hydroides che è stato trovato sia in Europa che in Cina e che viveva durante il Triassico medio. Entrambi i rettili erano di dimensioni simili e condividevano diverse caratteristiche del cranio, inclusa una dentatura simile a una gabbia per pesci.

Spiekman, sottolinea che «Il Dinocephalosaurus è unico in quanto ha molte più vertebre sia nel collo che nel tronco rispetto a TanystropheusIl Dinocephalosaurus era viviparo (nel senso che dava alla luce piccoli vivi anziché deporre uova) e ovviamente molto ben adattato a uno stile di vita oceanico, come dimostrano gli arti delle pinne. E lo dimostrano i anche i pesci ottimamente conservati nella zona dello stomaco».

Nonostante le somiglianze superficiali, il Dinocephalosaurus non era strettamente imparentato con i plesiosauri, che si evolvettero circa 40 milioni di anni dopo e che ispirarono la leggenda del mostro di Loch Ness.

Un altro autore dello studio, Li Chun dell’ Institute of Vertebrate Palaeontology and Palaeoanthropology di Pechino, evidenzia che «Si è trattato di un lavoro internazionale. In collaborazione con colleghi degli Stati Uniti d’America e dell’Europa, abbiamo utilizzato esemplari appena scoperti per espandere la nostra precedente conoscenza del Dinocephalosaurus . Tra tutti gli straordinari reperti triassici che abbiamo trovato nella provincia di Guizhou, questo rettile marino probabilmente si distingue come il più notevole».

In futuro, gli scienziati sperano di ottenere maggiori informazioni sull’evoluzione di questo gruppo di animali attraverso ulteriori indagini. In particolare sull’esatta funzione del lungo collo nei rettili marini.