I castori stanno spostando il loro areale nell’Artico, accelerando gli effetti del cambiamento climatico

I castori si diffondono nella tundra dell'Alaska e del Canada e provocano problemi anche alle popolazioni indigene

[18 Gennaio 2022]

Il recente studio “Beaver Engineering: Tracking a New Disturbance in the Arctic”, che fa parte dell’ Arctic Report Card 2021 pubblicato dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) Usa, descrive come il castoro nordamericano (Castor canadensis) abbia ampliato il suo areale negli ultimi anni e ora stia  colonizzando il territorio artico.

Lo studio  è stato redatto dal team dell’Arctic Beaver Observation Network (A-BON), guidato da Ken Tape dell’università dell’Alaska Fairbanks e che coinvolge ricercatori della Laurier University, dell’University of South-Eastern Norway e dell’Anglia Ruskin University (ARU). e descrive in dettaglio come gli scienziati utilizzano le immagini satellitari per tracciare la inarrestabile marcia dei castori alla conquista della tundra artica.

Una delle autrici dello studio, Helen Wheeler della School of Life Sciences dell’ Anglia Ruskin University (ARU), spiega che «Finora sono stati mappati oltre 12.000 stagni di castori nell’Alaska occidentale, con la maggior parte delle aree che hanno visto un raddoppio negli ultimi 20 anni. In confronto, l’analisi delle foto aeree delle aree costiere dell’Alaska occidentale dal 1949 al 1955 non ha trovato stagni di castori».

I castori sono notoriamente degli ingegneri ambientali in grado di cambiare i territori  creando nuovi stagni e deviando il flusso dei fiumi. Ma i ricercatori fanno notare che «Gli stagni creati dalle dighe di castori aumentano l’acqua superficiale, che nell’Artico sta causando lo scioglimento del permafrost, rilasciando a sua volta i gas serra metano e anidride carbonica».

La ricerca ha dimostrato che nell’Alaska occidentale, i castori sono il fattore dominante in quasi due terzi (66%) dei casi in cui le acque superficiali sono aumentate. Questi nuovi stagni possono anche portare all’introduzione di altre nuove specie, inclusi pesci e invertebrati».

Ora è in corso la mappatura degli stagni in Canada e la Wheeler sta guidando il progetto Wildlife Change in the Arctic nel delta del Mackenzie nei Northwest Territories per studiare l’impatto dei castori sull’ambiente locale e sulle popolazioni indigene canadesi.  Secondo la scienziata dell’ARU, «Il vero impatto della diffusione dei castori nell’Artico sull’ambiente e sulle comunità indigene che vi abitano non è ancora del tutto noto. Tuttavia, sappiamo che le persone sono preoccupate per l’impatto che le dighe dei castori stanno avendo sulla qualità dell’acqua, il numero di pesci a valle delle dighe e l’accesso per le loro imbarcazioni. L’abbondanza di vegetazione, in particolare alberi e arbusti legnosi, sembra aiutare i castori a prosperare in territori  precedentemente inospitali, e stiamo anche trovando rifugi dei castori ad altitudini sempre più elevate, anche al di sopra del limite del bosco.  Non è del tutto chiaro se la loro espansione verso nord sia interamente dovuta al cambiamento climatico o all’aumento delle popolazioni in seguito alla riduzione storica della cattura di castori per le pellicce e il cibo, o a una combinazione delle due cose, ma sappiamo che i castori stanno avendo un impatto significativo sugli ecosistemi che stanno colonizzando.