Congelare lo sperma dei koala per salvarli, spendendo meno

Un modello simile a quello che ha permesso di non far estinguere il furetto dai piedi neri

[13 Aprile 2022]

Sfruttando la tecnologia esistente utilizzata per aiutare gli esseri umani a concepire, le biobanche e la riproduzione assistita potrebbero diventare una realtà per i koala. A dirlo è lo studio “Modelling Genetic Benefits and Financial Costs of Integrating Biobanking into the Captive Management of Koalas”, pubblicato su Animals  da un team di ricercatori australiani <, che presenta un modello dettagliato di questa teconologia e  rivela che «Questo aiuterebbe in modo significativo i programmi di riproduzione in cattività a mantenere la diversità genetica e ridurrebbe drasticamente i costi attualmente necessari per finanziare questi programmi».

Uno degli autori dello studio, Ryan Witt dell’università di Newcastlee di FAUNA Research Alliance, spiega che «Un programma di biobanking e di allevamento assistito conservativo potrebbe rendere a prova di futuro la specie che, senza alcun intervento, rischia l’estinzione entro il 2050. Attualmente non disponiamo di strumenti ottimizzati in grado di immagazzinare materiale riproduttivo di koala vivo, come lo sperma. Quindi, non abbiamo una polizza assicurativa contro i disastri naturali come gli incendi boschivi del 2019-2020 che minacciano di spazzare via un gran numero di animali contemporaneamente. Se la popolazione di koala muore in questo tipo di incendi, non c’è modo di riportarli indietro o preservare la loro genetica. Se sviluppato per il koala, Il biobanking offrirebbe una soluzione per immagazzinare o “mettere in banca” la genetica del koala vivo congelando le cellule sessuali come lo sperma. Lo sperma congelato può quindi essere utilizzato per fecondare le femmine di koala nei programmi per il rilascio, utilizzando la tecnologia di riproduzione assistita».

I ricercatori fanno notare che, se si incorporano le biobanche e la riproduzione assistita, il loro modello mostra una riduzione da 5 a 12 volte dei costi complessivi rispetto agli attuali programmi di allevamento di koala in cattività, Witt ricorda che «I programmi di riproduzione in cattività richiedono colonie di koala di dimensioni maggiori per prevenire la consanguineità. Ma integrando la riproduzione assistita possiamo ridurre il numero di koala che devono essere tenuti in cattività, abbassare i costi e migliorare la diversità genetica. Questo libererebbe preziosi finanziamenti per la conservazione per sostenere un numero maggiore di specie o per sostenere altri sforzi di conservazione dei koala come il ripristino dell’habitat».

Il principale autore dello studio, Lachlan Howell della Deakin University Geelong, dell’università di  Newcastlee di  FAUNA Research Alliance, ha passato anni a sviluppare questo robusto modello per salvare diversi  animali in via di estinzione, ma è convinto che è proprio per i koala che sia molto promettente: «Il bello dell’applicazione delle tecnologie di riproduzione assistita alla popolazione di koala è che gran parte delle basi sono già state gettate, gran parte dell’infrastruttura è già in atto. Abbiamo identificato 16 ospedali per la fauna selvatica e zoo in tutta l’Australia che potrebbero fungere da nodi per raccogliere lo sperma di koala e aiutare a integrare la riproduzione assistita. I recenti progressi ci hanno dimostrato che l’inseminazione artificiale con sperma fresco e refrigerato funziona nei koala. L’ostacolo sta nel congelare lo sperma e sfruttarlo. Tutto ciò che serve ora sono ulteriori ricerche e finanziamenti per modificare le tecnologie di riproduzione assistita esistenti in modo da poter crioconservare lo sperma di koala, proprio come facciamo per gli esseri umani»

Sebbene i programmi di riproduzione in cattività siano un potente strumento per salvare i koala, devono affrontare sfide significative in termini di costi elevati e diversità genetica. or Howell ricorda che «I problemi genetici nei koala possono portare a disfunzioni riproduttive e infertilità. Questi problemi possono anche compromettere la sopravvivenza, la resistenza alle malattie e la capacità della specie di adattarsi alle mutevoli condizioni ambientali dovute al cambiamento climatico. Il nostro modello dimostra che l’integrazione dello sperma congelato delle colonie di koala, utilizzando varie tecnologie di riproduzione assistita, come quelle comuni in agricoltura e fertilità umana, potrebbe ridurre significativamente la consanguineità e consentire ai programmi in cattività di ospitare colonie più piccole pur soddisfacendo obiettivi di diversità genetica ottimali. Utilizzando lo sperma congelato, possiamo reintrodurre la variazione genetica nelle popolazioni di koala selvatici senza dover trasferire i koala. Nel New South Wales, ad esempio, le popolazioni di koala stanno diminuendo rapidamente in alcune località, quindi trarrebbero grandi benefici dall’introduzione di materiale biobanked proveniente da altre popolazioni uniche, per aiutare a gestire la diversità genetica».

Se la crioconservazione sarà resa possibile per i koala, si aprirà anche la porta al recupero e al  biobank  di materiale genetico dai koala morti negli incendi boschivi o investiti da auto in modo che possano ancora contribuire alla riproduzione e alla popolazione.

In Nord America, si è riusciti a salvare dall’estinzione il furetto dai piedi neri grazie alla ricerca applicata e Howell ha ricordato che «Il finanziamento della ricerca ha dedicato una significava somma allo sviluppo di tecniche di riproduzione assistita come il congelamento dello sperma e l’inseminazione artificiale del furetto. Nel 1981 la popolazione dei furetti dai piedi neri era ridotta a soli 18 animali. E ora, attraverso anni di ricerca, la riproduzione assistita è diventata una realtà per l’animale. Lo sperma congelato per 20 anni è stato utilizzato per inseminare artificialmente alcuni dei furetti allevati in cattività che nel tempo stavano diventando sempre più consanguinei. Questo è stato fondamentale per reintrodurre la variazione genetica nella popolazione in cattività, che nel tempo ha subito complicazioni riproduttive a causa della consanguineità. Da allora sono nati e sono stati rilasciati in natura migliaia di furetti. In questo caso, i ricercatori hanno crioconservato lo sperma del furetto dai piedi neri molti anni prima di capire come utilizzare lo sperma nell’allevamento assistito. Questo potrebbe essere il percorso che dobbiamo intraprendere per garantire il futuro del tanto amato koala australiano».