Ci sono centinaia di nuove specie di mammiferi in attesa di essere scoperte

Sarebbero il 20% di tutti i mammiferi e potrebbero essere "nascoste" in bella vista

[4 Aprile 2022]

Scoprire una nuova specie di mammiferi è un evento ma, secondo lo studio “Analysis of biodiversity data suggests that mammal species are hidden in predictable places”, pubblicato recentemente su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) da un team di ricercatori dell’Ohio State University (OSU) e della Radford University, centinaia di specie di mammiferi finora non identificate si nascondono in bella vista in tutto il mondo e la  maggior parte di questi mammiferi sconosciuti, molti dei quali pipistrelli, roditori, toporagni e talpe, riescono a non essere scoperti perché hanno dimensioni troppo piccole.

Uno degli autori dello studio, Bryan Carstens  del Museum of biological diversitye del Department of evolution, ecology and organismal biology dell’Osu, spiega che «Questi mammiferi sconosciuti sono nascosti in bella vista in parte perché la maggior parte sono piccoli e assomigliano così tanto agli animali conosciuti che i biologi non sono stati in grado di riconoscere che si tratta in realtà di una specie diversa. Piccole e sottili differenze nell’aspetto sono più difficili da notare quando guardi un animale minuscolo che pesa 10 grammi rispetto a quando stai guardando qualcosa che ha le dimensioni umane. Non puoi dire che sono specie diverse se non fai un’analisi genetica».

Il team, guidato da Danielle Parsons, un’allieva di Carstens, ha utilizzato un supercomputer e tecniche di machine-learning per analizzare milioni di sequenze geniche provenienti da 4.310 specie di mammiferi, nonché dati su dove vivono gli animali, il loro ambiente, la life history e altre informazioni rilevanti, costruendo così un modello predittivo per identificare i taxa di mammiferi che potrebbero contenere specie nascoste. Carstens. Sottolinea che «Sulla base della nostra analisi, una stima prudente sarebbe che ci sono centinaia di specie di mammiferi in tutto il mondo che devono ancora essere identificate. Quella scoperta, di per sé, non sarebbe sorprendente per i biologi. Si stima che solo dall’1 al 10% delle specie della Terra sia stato formalmente descritto dai ricercatori. Quello che abbiamo fatto di nuovo è stato prevedere dove è più probabile che si trovino queste nuove specie».
i risultati dello studio hanno mostrato che è più probabile che specie non identificate si trovino nelle famiglie di animali di piccole dimensioni, come pipistrelli e roditori. Il modello dei ricercatori prevedeva anche che le specie nascoste sarebbero state trovate molto probabilmente in specie che hanno areali geografici più ampi, con una maggiore variabilità di temperatura e di precipitazioni. E’ probabile che molte delle specie nascoste si trovino anche nelle foreste pluviali tropicali, il che non sorprende perché è lì che vive la maggior parte delle specie di mammiferi.

Ma  Carstens fa notare che «Probabilmente anche molte specie non identificate vivono qui negli Stati Uniti. Il mio laboratorio ne ha individuati alcuni». Ad esempio, nel 2018, Carstens e la sua studentessa Ariadna Morales hanno pubblicato su Systematic Biology lo studio “Evidence that Myotis lucifugus “Subspecies” are Five Nonsister Species, Despite Gene Flow”, che mostra che il vespertillo bruno, che vive in gran parte del Nord America, è in realtà di 5 specie diverse. Quello studio aveva anche mostrato uno dei principali motivi per i quali è importante identificare nuove specie: uno dei pipistrelli appena scoperti  aveva un areale molto ristretto: intorno al Great Basin in Nevada, il che rendeva la sua protezione particolarmente critica.

Carstens. Conferma: «Questo tipo di conoscenza è importante per le persone che stanno facendo lavori di conservazione. Non possiamo proteggere una specie se non sappiamo che esiste. Non appena nomiamo qualcosa come una specie, questo conta in molti modi legali e di altro tipo».

Basandosi sui risultati di questo studio, Carstens stima che «Sia stato identificato circa l’80% delle specie di mammiferi in tutto il mondo» e conclude: «La cosa scioccante è che i mammiferi sono descritti molto bene rispetto a scarabei, formiche o altri tipi di animali. Sappiamo molto di più sui mammiferi rispetto a molti altri animali perché tendono ad essere più grandi e sono più strettamente imparentati con gli esseri umani, il che li rende più interessanti per noi».