Addio a Maurizio Fermeglia, ambientalismo e comunità accademica in lutto

Il Wwf in lacrime lo ringrazia, nella certezza che «il grande lavoro svolto sarà portato avanti nel suo nome e nel suo ricordo»

[26 Febbraio 2024]

Maurizio Fermeglia se n’è andato prematuramente a 68 anni, colto da un malore nelle sue amate montagne, mentre camminava su un sentiero in Val Rosandra.

Professore ordinario di Principi di ingegneria chimica e già rettore all’Università di Trieste, Fermeglia si lascia alle spalle oltre 250 articoli pubblicati in riviste peer-reviewed internazionali, frutto di una carriera scientifica attraversata dalla passione per i temi della sostenibilità, con particolare attenzione alla transizione energetica.

In questo contesto, oltre a condurre attività di ricerca in senso stretto, Fermeglia è stato anche consulente per agenzie Onu, come l’Unido e l’Unep.

Sempre nell’ambito della sostenibilità, Fermeglia  ha inoltre condotto una vastissima e apprezzatissima attività di comunicazione e divulgazione scientifica con decine di interventi, seminari e conferenze dedicate al grande pubblico e sempre caratterizzate da originalità e visione.

Non a caso, Fermeglia era anche delegato del Wwf in Friuli-Venezia Giulia. «Maurizio – è il ricordo commosso del Panda nazionale – era una persona competente e appassionata, che ha messo al servizio degli interessi collettivi dei cittadini e dell’ambiente la sua professionalità e il suo grandissimo patrimonio di conoscenze, con la passione, la generosità e l’umiltà che solo le grandi personalità sanno esprimere. Il Wwf tutto, sconcertato e in lacrime, lo ringrazia, nella certezza che il grande lavoro svolto sarà portato avanti nel suo nome e nel suo ricordo. E rivolge un abbraccio affettuoso alla moglie e ai figli».

Parole cariche di affetto, che si aggiungono a quelle dell’Università di Trieste, dove Fermeglia ha lasciato un segno indelebile: «Per lui, triestino di nascita, la Val Rosandra era la montagna di casa, quella montagna che è stata la sua grande passione al di fuori dell’accademia. Lo spirito e la disciplina associati alla pratica delle attività di montagna spesso permeavano la sua quotidianità accademica. Alpinista e sci-alpinista, accademico del CAI, era stato istruttore di queste discipline e aveva partecipato a varie spedizioni alpinistiche anche extra-europee. Era stato inoltre capostazione della stazione di Trieste del Soccorso Alpino, dimostrando ancora una volta il desiderio di mettere le proprie capacità e conoscenze al servizio del prossimo. Forse la lezione più importante che il professor Fermeglia, nel lasciare su quel sentiero questo grande vuoto nella comunità accademica e non solo, ci ha trasmesso. La comunità UniTS si stringe con calore attorno alla moglie e ai figli di Maurizio».