[14/01/2013] News

Evoluzione dei vertebrati, forse non andata come si pensava

Nuova scoperta sugli antichi Tetrapodi rivoluziona le teorie conosciute

La nuova ricerca Vertebral architecture in the earliest stem tetrapods pubblicata da Nature, realizzata da un team di scienziati britannici, francesi e svedesi,  potrebbe rivoluzionare quel che presumevamo di sapere sull'evoluzione degli animali vertebrati, e quindi anche nostra, e costringerci a riscrivere i libri di testo sull'anatomia dei primi animali a quattro zampe.

Nuovi modelli 3D dei reperti fossili mostrano infatti che i precedenti rendering delle posizioni delle colonne vertebrali di questi nostri antichissimi antenati non solo erano sbagliate, ma erano al contrario, back-to-front. Questo potrebbe portarci a rivedere le attuali teorie sull'evoluzione della colonna vertebrale.

Il team di scienziati ha esaminato un gruppo di animali chiamati tetrapodi ed in particolare tre creature: Ichthyostega Acanthostega e Pederpes, animali primitivi a quattro zampe che hanno sempre attirato l'interesse dei  paleontologi perché considerate tra le prime creature dotate di tutte le caratteristiche per uscire dagli oceani e deambulare sulla terra ferma, aprendo così la strada alla colonizzazione ed all'avventura dei vertebrati sulla terra.

La spina dorsale è una struttura ossea trovata in tutti i tetrapodi, così come in altri vertebrati come il pesci, è formata da molti elementi o vertebre tutti collegate in fila,  dalla testa alla coda. Diversamente dalla spina dorsale dei tetrapodi viventi (ad esempio gli esseri umani), nei quali ciascuno vertebra costituisce un solo osso, i primi tetrapodi avevano vertebre composte da più parti. Studiare il "funzionamento" della complicata colonna vertebrale di questi animali è essenziale per comprendere come sia avvenuta questa transizione.

Bbc News Scienche & Environment spiega che «I ricercatori dell'università di Cambridge e del Royal Veterinary College (Rvc) hanno utilizzato l'European Synchrotron Radiation Facility (Esrf) per bombardare fossili vecchi 360 milioni di anni vecchi fossili con raggi X ad alta energia. Questo ha permesso loro di creare al computer ricostruzioni dettagliate degli animali preistorici».

La principale autrice della ricerca, Stephanie Pierce dell'Rvc spiega: «Per più di 100 anni si è pensato che i ptrimi tetrapodi avessero vertebre composte da tre gruppi di ossa: un osso di fronte, uno subito dopo e un paio dietro. Sbirciando all'interno dei fossili utilizzando il synchrotron X-rays abbiamo scoperto che questa visione tradizionale andava letteralmente rovesciata».

Quindi gli scienziati hanno scoperto che le parti della colonna vertebrale che si pensava appartenessero alla parte anteriore dell'animale in realtà erano in quella posteriore, e  viceversa. Hanno anche trovato caratteriste scheletriche ignote, e la prima prova conosciuta di uno sterno nell'Ichthyostega. Come evidenzia la Clack, «Queste ossa del torace si sono rivelate  essere il primo tentativo evolutivo di produrre uno sterno osseo. Tale struttura avrebbe rafforzato la cassa toracica dell' Ichthyostega, il che gli consentiva di sostenere il peso del suo corpo sul suo petto mentre si spostava a terra».

Nature aveva già pubblicato una precedente ricerca dello stesso team di ricercatori, la quale suggeriva che i tetrapodi si trascinavano fuori dal mare con le zampe anteriori, che trasportavano il resto del loro corpo sul terreno e «I nuovi risultati anatomici confermano questa funzione -  assicura Hutchinson dell'Rvc - Lo studio fa anche far luce su come si sia evoluta la spina dorsale moderna. Tutto questa anatomia è stata tramandata agli animali successivi ed ha influenzato l'evoluzione futura di qualsiasi colonna vertebrale sulla terra. Ci dice molto riguardo al  nostro sviluppo e perché i nostri stessi dorsi si sono sviluppati proprio in questo modo. La loro vertebre erano in realtà strutturalmente del tutto diverse da quello che tutti pensavamo negli ultimi 150 anni. Gli esempi da manuale possono rivelarsi sbagliati. I  risultati forniscono ulteriori indizi su come i primi animali si spostassero fisicamente  fuori dall'acqua e sul terreno». 

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